[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2MwusLG9f2E&feature=related]
da qui
La lotta si spostò a Birmingham. Fui criticato per la scelta del momento, ma ero convinto che i moderati in ascesa creassero una situazione favorevole, nonostante la presenza in città del razzismo più feroce.
Il fuoco ha qualcosa di ambiguo: nella notte, è un segno di speranza, uno spiraglio di luce nella tenebra. Ma quando a incendiarsi sono macchine, negozi, cassonetti, diventa l’anticamera sinistra dell’inferno.
La musica, la musica. Possibile che sia la soluzione di ogni male? Si porta dietro i sogni e, si sa, ognuno si coltiva i suoi: una donna flessuosa che fa perdere la testa, un treno che sfreccia in una terra libera, una scala di stelle agganciata alla luna in un cielo senza nuvole.
Ci preparammo col solito piano di dimostrazioni: ormai era diventata una routine, uno spartito da ripetere a memoria.
Giovani dalle tute bianche passeggiano tra le fiamme come diavoli o angeli: chi riesce più a distinguere il bene dal male? Qual è il confine fra la lotta e la violenza, l’anarchia e la libertà?
Si può sognare un tulipano nel deserto, una corsa in mezzo al temporale, una panchina vuota in un giardino seminato di foglie gialle e nere.
Non eravamo partiti e già piovevano le critiche: da destra e da sinistra: i razzisti si preparavano all’intervento repressivo, i radicali ci accusavano di spettacolarismo.
La strada è cosparsa di oggetti, schegge di pietra, bidoni rovesciati; il fumo nasconde le facce, la storia è una nebbia che cala sulla lucidità degli ideali.
La musica, la musica, dicono che abbia a che fare con il sesso, soprattutto il rap – si chiama rap? – dove ogni nota è un movimento del corpo: una gamba che si allunga, un seno che oscilla, una natica che si abbassa o si solleva.
La marcia partì: sapevamo che sarebbe successo qualcosa, nel tragitto, il dubbio era sul dove, il come e il quando.
Un uomo sfida i poliziotti, protetti dai caschi e dagli scudi; gli fa segno di avanzare, perché lui non ha paura. La musica, la musica: ha a che fare col sesso o col coraggio?
Che cos’ha lo sguardo di una donna? Me lo chiedo spesso quando incrocio gli occhi che ammiccano, le sopracciglia alzate, la bocca aperta che lascia intravedere la punta della lingua.
Procedere compatti, stringere i cartelli e gli striscioni, cantare – vinceremo! – la musica ha che fare col sesso, il coraggio o la speranza?
Venite, venite! I poliziotti lo guardano immobili, si capisce che scatteranno da un momento all’altro, gli scudi fremono, le visiere mandano lampi d’ombra e di luce che tradiscono scarti impercettibili.
Cosa fa lo scrittore se non decifrare quello sguardo, immaginare che cosa si nasconda dietro la montagna che chiude l’orizzonte, l’albero che copre la facciata della casa, il lampione che ingaggia la battaglia notturna con il buio?
Si parla, nella marcia, si scambiano opinioni e sensazioni, si ride, si sogna – un bambino che fa giochi di prestigio con le stelle, un cinema in cui si proietta la tua vita, un’altalena che finisce la corsa nella galassia accanto.
Ecco, si muovono; l’uomo continua a fare segni con la mano – venite, venite -, un agente si volta verso un altro – che facciamo?
Lo scrittore si fonde con la musica, ha qualcosa a che fare col sesso, il coraggio, la speranza, ha occhi che scrutano i movimenti più impalpabili, i dettagli sfuggenti, le sfumature che nessuno nota e contengono il segreto delle cose.
Eccoli, arrivano, la violenza non si perde in complimenti, i primi colpi sono i più terribili, ti colpiscono a freddo, alle gambe, sul collo, dove fa più male ma non resta il segno.
Venite, venite, che facciamo? La musica è una domanda in sospeso, il sogno di un bambino che ha visto una città di cui non sa più il nome.

http://www.youtube.com/watch?v=DBDoMps0u9A
in nome dell’amore, oh dell’amore
io lo difenderò sì, questo amore
io combatterò, oh per amore
io lo salverò, sì, questo amore
io mi salverò.
«L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque….
la giustizia ottenuta troppo tardi è giustizia negata»
(M.L. King)
“La musica è una domanda in sospeso, il sogno di un bambino che ha visto una città di cui non sa più il nome.”
SULL’AMORE
Si chiama amore ogni superiorità,
ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi e per il nostro destino,
affettuosa adesione ciò che l’Imperscrutabile
vuole fare di noi anche quando
non siamo ancora in grado di vederlo
e di comprenderlo –
questo è ciò a cui tendiamo.
Hermann Hesse
“Venite, venite, che facciamo?”
http://www.youtube.com/watch?v=6cDWINu8mDg
“la storia è una nebbia che cala sulla lucidità degli ideali.”
http://www.francetudiant.com/videos/?v=pH4mrkZt3vU
“i primi colpi sono i più terribili, ti colpiscono a freddo, alle gambe, sul collo, dove fa più male ma non resta il segno.”
IL DONO
Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d’anno in anno da te attesi, o vita
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto), non venne: ancor non venne.
Ad ogni alba che spunta io dico: “È oggi”:
ad ogni giorno che tramonta io dico:
“Sarà domani”. Scorre intanto il fiume
del mio sangue vermiglio alla sua foce:
e forse il dono che puoi darmi, il solo
che valga, o vita, è questo sangue: questo
fluir segreto nelle vene, e battere
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti
unicamente perché sei la vita.
p.s. la poesia IL DONO è di A.Negri
“Si parla, nella marcia, si scambiano opinioni e sensazioni, si ride, si sogna – un bambino che fa giochi di prestigio con le stelle, un cinema in cui si proietta la tua vita, un’altalena che finisce la corsa nella galassia accanto.”
“Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti
impedirebbero di vedere le stelle.”
R.Tagore
La musica, la musica. Possibile che sia la soluzione di ogni male?
http://www.youtube.com/watch?v=7VIfKr4aOLM
Brilla come una stella
il sussulto di note
sulle pareti dell’anima del mio cuore,
e le emozioni si trasformano
in melodia
che scivolano sulla pelle,
come gocce di rugiada.
Nel grigio viale della sera
le tue note,
trovano rifugio tra le mura
del mio cuore,
specchiandosi timide
nei miei occhi,
e freme nella vibrante attesa,
dei i miei pensieri
che vagano smarriti,
in dolci malinconie,
e fantastici affanni,
in cerca di te.
(La tua musica – Renato Zero)
“la musica ha che fare col sesso, il coraggio o la speranza?”
http://www.youtube.com/watch?v=MXYXH1XYYzM
Venite, venite!
Un invito a “procedere impavidi” …verso un potere più grande,l’Amore…nutrito da sogni,speranze..quelle di allontanare la violenza ,la nebbia che a volte impedisce di riconoscere l’altro come un fratello,che non fa distinguere il bene dal male,che
ti impedisce di sognare come fanno i bambini,o di cercare di andare oltre ,cogliendo particolari che nessuno è in grado di scorgere se non i poeti ..La vera forza è quella che ti fa vedere la Luce oltre il buio più nero..
“Si può sognare un tulipano nel deserto, una corsa in mezzo al temporale, una panchina vuota in un giardino seminato di foglie gialle e nere.”
http://www.youtube.com/watch?v=Z4SWVxGj6AY&feature=related
grazie!
la poesia arriva dove il resto si ferma.
Si può sognare un tulipano nel deserto….
Nel linguaggio dei fiori il tulipano orientale assume il significato di un amore perfetto.
Forse “sognare un tulipano nel deserto”può dare la speranza che prima o poi in mezzo a tanta violenza e crudeltà possa nascere un mondo migliore,un mondo dove l’unica legge che ha valore è la parola Amore.
Il fascinoso brivido che lascia la Musica
È conferma Terrena
Dell’impedimento dell’Estasi –
È il germinare del rapimento
In timido e tumultuoso suolo
Una sottile – migrante creatura –
Verso qualcosa di più alto che ci seduce
Ma non verso il nostro Creatore –
Emily Dickinson.
Musica e poesia: un binomio perfetto per un sogno ad occhi aperti
Vivo per lei perchè mi fa
vibrare forte l’anima
Lei è di tutti quelli che
hanno un bisogno sempre acceso
http://www.youtube.com/watch?v=t1RBRXA2JY8
Musica, musica, un messaggio criptato per comunicare al mondo emozioni e sensazioni, ferite e sorrisi, nascosti in un cuore sensibile e pieno d’amore
La musica è la lingua dello spirito. La sua segreta corrente vibra tra il cuore di colui che canta e l’anima di colui che ascolta. (Gilbram Gibran Kahlil)
chi riesce più a distinguere il bene dal male?
Quando l’istinto prende il sopravvento sulla ragione, il vantaggio personale sul bene comune, l’egoismo pervade la vita degli uomini, allora non si riesce più a distinguere il bene dal male. Tornare ad ascoltare la Parola, sentirla nella propria coscienza, ci restituirà la capacità di giudizio del bene e del male.
vi ringrazio.
distinguere il bene dal male, imparare insieme le note giuste della vita.