57. Puzza di bruciato

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da qui

E quello che successe quando la Parola di Dio fu all’ordine del giorno?
Non esiste una copia originale del vangelo (Gesù non scrisse nulla) e abbiamo smarrito anche i primi documenti.
Poi, tra mondo protestante e mondo cattolico, non si sa chi ne abbia combinate di più grosse.
Il primo schema era quello dei conservatori, che misero tutti i puntini sulle i.
Allo stesso modo, non c’è uniformità tra le Chiese primitive; così, se si volesse definire il cristianesimo con una formula unitaria che ne mettesse insieme le esperienze, si arriverebbe a una resa senza condizioni.
Volete i nomi? Vi ricordano qualcosa Michele Serveto e Giordano Bruno?
Si appellarono al mio consenso precedente, ma era noto che intendevo far discutere gli schemi predisposti, dai quali si poteva dissentire, io per primo.
Se cercassimo due manoscritti con lo stesso testo, cercheremmo invano per i secoli dei secoli. Ma i pochi preti che lo dicono vengono bollati di eresia o di modernismo.
Che poi, se passassimo in rassegna le tesi degli eretici, vi troveremmo dati confermati più tardi dalla scienza. Hai presente De l’universo infinito et mondi? Quanta legna sprecata!
Fu lì che si accesero gli animi e volarono gli insulti: falsi e bugiardi! Uno spettacolo poco edificante, a conferma che una linea unica lascia fuori almeno la metà delle opinioni.
Sì, il prete che si azzarda a sostenere che le parabole subiscono una trasformazione da una comunità meno ottimista del messia di Nazaret, rischia il linciaggio morale e a volte quello fisico.
Michele Serveto aveva il torto di discendere da ebrei, perseguitati dappertutto in quanto deicidi o per altre ragioni meno nobili.
Si fa presto a prendere il papa come mentore; in nome dell’autorità si consumano i delitti più orrendi, la storia, in certi casi, non insegna nulla.
Insomma, una giungla, che ha il difetto di essere caotica, ma è notoriamente il deposito delle ricchezze naturali più preziose, la farmacia a cielo aperto di quasi tutti i mali, la casa accogliente della più grande quantità di esseri viventi che si possa concentrare sulla terra.
Le sue idee originali sulla Trinità disturbavano tutti, ma ci pensarono i calvinisti a eliminarlo.
Da parte mia, credevo fosse giunto il momento di restituire ai cattolici la Bibbia, di cui avevano proibito la lettura per evitare complicità coi luterani.
Nella giungla si trova di tutto: dai pipistrelli ai colibrì, dai rettili agli anfibi: devi fare attenzione a dove metti i piedi, perché potrebbe sbucare un pappagallo, ma anche la mandibola fatale del giaguaro.
Non è facile comporre opere che non piacciono a nessuno, soprattutto se il mancato gradimento ti porta dritto al palo circondato da fascine che vengono condotte a combustione rapida o lenta, con effetti differenti.
I progressisti reagirono, dando prova di coraggio e soprattutto di sana indipendenza intellettuale.
Anche la Bibbia è fatta a strati: ci trovi il suolo della parola originaria, logorato tra piogge e inondazioni, gli arbusti della parola tramandata di bocca in bocca, ricevuta da orecchi attenti e meno attenti, i tronchi dei primi manoscritti, distinti per misura e robustezza, le foglie intricate delle copie, delle varianti infinite di un brano, di una frase, fino al segno più insignificante.
Alla fine, le tigri lo sbranarono, le aquile gli strapparono gli occhi dalle orbite, il gorilla gli fracassò le costole, i serpenti lo morsero e il fuoco lo ridusse in cenere.
Ritirai lo schema, i progressisti esultarono, i conservatori piansero, ma stavano già preparando la vendetta, accatastavano legna per le menti libere che ancora non erano apparse sulla piazza della storia, ma già sentivano puzza di bruciato.

18 pensieri su “57. Puzza di bruciato

  1. M&C

    «Io non separo Cristo e Dio più che una voce è separata da chi parla e un raggio di luce dal sole. Cristo è il Padre come la voce è chi parla. Egli e il Padre sono una stessa cosa, come il raggio e il sole sono la stessa luce. Vi è un tremendo mistero nel fatto che Dio possa unirsi con l’uomo e l’uomo con Dio. Una sorprendente meraviglia, nel fatto che Dio abbia preso per sé il corpo di Cristo al fine di fare di lui la sua dimora speciale. E poiché il suo Spirito era totalmente Dio, è chiamato uomo. Non meravigliatevi del fatto che quel che voi chiamate umanità io lo adoro come Dio, poiché voi parlate dell’umanità come se essa fosse vuota di spirito e pensate alla carne secondo la carne. Non siete capaci di riconoscere la qualità dello Spirito di Cristo, che conferisce l’essere alla materia: è lui che dà vita mentre la carne non prende niente» (De Trinitatis erroribus libri octo)

    – Quanta legna sprecata!

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  2. robertorossitesta

    Proprio sprecata non direi, se siamo ancora qui a parlarne. Oserei aggiungere: grazie al Cielo.
    Un abbraccio a Fabrizio e un saluto agli amici,
    Roberto

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  3. M&C

    Forse non mi sono spiegata…
    Per me è “legna sprecata” poichè, ovviamente, aberro il fatto di uccidere al rogo un uomo, oltretutto colpevole di aver osato avere una mente libera: Michele Serveto “fu incatenato al palo, il suo libro gli fu legato a una gamba e sulla testa gli misero una corona di foglie bagnate nello zolfo. Alla prima vampata del fuoco, non riuscì a trattenere un urlo di orrore, gridando: «Gesù, figlio del Dio eterno, abbi pietà di me!». Mezz’ora dopo spirò.”
    Solo questo!

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  4. Agnese

    “Non è facile comporre opere che non piacciono a nessuno…”
    e si,perche noi “umani”ascoltiamo solo questo che piace a noi e non è contro di noi. Le parole che a noi non piacciono o non vogliamo sentire o eliminiamo dalla nostra mente ignorando o chiamando eresia.Ogni uno di noi ha la “sua fede” adattata a fatti propri.A chi piacciono cambiamenti drastici?!

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  5. fides&ratio

    Uccidere un uomo non è difendere una dottrina, è uccidere un uomo. Quando i ginevrini hanno ucciso Serveto, non hanno difeso una dottrina hanno ucciso un uomo. Non spetta al magistrato difendere una dottrina (che cosa ha a che fare la spada con la dottrina?), ma spetta a chi è dottore[…] Se Serveto avesse voluto uccidere Calvino, il magistrato avrebbe fatto bene a difendere Calvino. Ma poiché Serveto aveva combattuto con ragioni e con scritti, con ragioni e con scritti bisognava confutarlo ( S. Castellion, Contra libellum Calvini… citato da V. Macuso in Io e Dio, p. 219)

    Possiamo sostituire il nome di Serveto con quello di ciascuno degli/delle eretici/che mandati al rogo, rimane una sola domanda: quale dottrina vale la vita di un solo essere umano?

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  6. pamela

    ”Anche la Bibbia è fatta a strati: ci trovi il suolo della parola originaria, logorato tra piogge e inondazioni, gli arbusti della parola tramandata di bocca in bocca, ricevuta da orecchi attenti e meno attenti, i tronchi dei primi manoscritti, distinti per misura e robustezza, le foglie intricate delle copie, delle varianti infinite di un brano, di una frase, fino al segno più insignificante.
    Sì, il prete che si azzarda a sostenere che le parabole subiscono una trasformazione da una comunità meno ottimista del messia di Nazaret, rischia il linciaggio morale e a volte quello fisico.”

    Di sicuro, il prete che si azzarda dà risposte ed indicazioni ai cercatori di verità.

    Pagina bellissima! Grazie.

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  7. Stella Maria

    La fede nasce dal cuore, sono parole tue, si può poi renderla erudita, unirci la conoscenza della parola, la preghiera e il rito e spesso la fede è fatta di tutto questo, come è fatta di riti e credenze, pezzi di verità che vengono da ogni parte perchè solo guardando le cose da più angolature, mettendo insieme più informazioni si può giungere alla conclusione che, se non proprio la verità, è un qualcosa di molto simile.
    Tutto ciò che nasce dal cuore si nutre di passione perchè l’amore che lì alberga non può che essere un qualcosa di forte o sconvolgente, anche se a volte si mostra sotto forma di goccia che scava la roccia o acqua cheta che distrugge il ponte. Il cuore è un muscolo involontario, vive per se senza una regola precisa, puoi con la ragione controllarne i battiti, scegliere quando rallentarli o quando accelerarli ma di fatto non li puoi governare, rispondono a un moto proprio e diverso, indipendente spesso da ogni volontà. Proprio come l’amore. Dall’amore nasce il desiderio di uguaglianza, di fraternità, del bene dell’altro senza prescindere dal proprio ma che del proprio non vive e allora si alimenta il fuoco che già arde, quel roveto ardente che è il cuore.
    Il fuoco distrugge ma purifica e bonifica, gettato il cerino, accesa la scintilla, non puoi più controllarlo e se il tuo intento è solo la distruzione è la mano che accende il cerino a rimanere bruciata. Un futuro migliore nasce sempre dalle ceneri di un passato non più adeguato, come un araba fenice si rinnova su se stessa. Il fuoco alimenta la speranza di smuovere il mondo e trovare la giustizia e arde in uomini che con la forza delle idee accendono roghi ovunque per purificare e ricostruire. Uomini che hanno un roveto ardente che si alimenta di un amore più grande che vuole il bene dell’altro e la fraternità.
    A volte l’odore di bruciato è nauseabondo come certi privilegi che qualcuno crede di dover avere di diritto rispetto a qualcun altro, uomini il cui roveto ha lasciato il posto all’iceberg del proprio io. Altre invece è come l’odore buone del focolare, delle castagne appena cotte indice di un calore capace di accogliere tutti e far sentire tutti a casa, dove casa è l’amore di un Dio che accoglie e perdona e con il proprio Spirito, spesso rappresentato da ali di fuoco, sana il male che è dentro perchè possa riaccendersi il fuoco che dovrebbe divorarci, come l’amore.
    La storia insegna che da ogni fuoco che brucia per senso di giustizia o fratellanza nasce qualcosa di migliore, la storia lo insegna, ma a volte la storia è una professoressa troppo preparata per un’aula distratta e che non ascolta.
    SM

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  8. Vale

    Sì, il prete che si azzarda a sostenere che le parabole subiscono una trasformazione da una comunità meno ottimista del messia di Nazaret, rischia il linciaggio morale e a volte quello fisico.”

    Mi ripeto ma va ricordato.

    Un giorno hai detto:” non mi meraviglierei se voltando le spalle all’assemblea, rivolto verso il tabernacolo, qualcuno mi sparasse”.

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  9. ema

    “Anche la Bibbia è fatta a strati: ci trovi il suolo della parola originaria, logorato tra piogge e inondazioni, gli arbusti della parola tramandata di bocca in bocca, ricevuta da orecchi attenti e meno attenti, i tronchi dei primi manoscritti, distinti per misura e robustezza, le foglie intricate delle copie, delle varianti infinite di un brano, di una frase, fino al segno più insignificante.”

    ” la Bibbia è fatta di rimandi, di echi, di allusioni.
    La lectio divina è un viaggio tra sponde sempre rinnovate eppure unite da un filo d’oro che balena a tratti, fenomeno carsico di significati scoperti all’improvviso dalla mente vigilante…non lasciarti distrarre…tieni fermo il segno degli echi e dei rimandi, saranno loro a guidarti, prendi il largo.
    Concentrato, molto concentrato, tra le sponde del tempo, a rivelare”

    “Lectio” tratto da “Non superare le dosi consigliate”-F.Centofanti

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  10. ema

    Il Rogo di Libri

    Quando il regime ordinò che in pubblico fossero arsi
    i libri di contenuto malefico e per ogni dove
    furono i buoi costretti a trascinare
    ai roghi carri di libri, un poeta scoprì
    – uno di quelli al bando, uno dei meglio – l’elenco
    studiando, degli inceneriti, sgomento, che i suoi
    libri erano stati dimenticati. Corse
    al suo scrittoio, alato d’ira, e scrisse ai potenti una lettera.
    Bruciatemi!, scrisse di volo, bruciatemi!
    Questo torto non fatemelo! Non lasciatemi fuori! Che forse
    la verità non l’ho sempre, nei miei libri, dichiarata? E ora voi
    mi trattate come se fossi un mentitore! Vi comando:
    bruciatemi!

    Bertolt Brecht

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  11. annamaria orlandi

    Le parabole manipolate per spaventare e far rigare diritto i fedeli con la paura dell’inferno,là dove c’è fuoco e stridor di denti…. anche questo ,per chi interpreta il vangelo in modo tradizionale è un’eresia…Ma se Dio è misericordia e amore, come può condannarci al “fuoco eterno “? Anche qui, che forte puzzo di bruciato !

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  12. Marco Sic.

    “…in nome dell’autorità si consumano i delitti più orrendi, la storia, in certi casi, non insegna nulla”.
    L’autorità difende se stessa, è sempre stato così. L’autorità è sempre autoreferente ed è messa lì proprio da quelli che un giorno potrebbero averne necessità; i loro capi sono nominati da quelli; le loro donne si accompagnano con quelli; i loro figli prendono i loro posti con l’assenso di quelli. Che altro si può pretendere? Che quando uno rivela una verità, oppure pensa di aver trovato una verità, quelli siano contenti? Che ci starebbero a fare allora? A farsi portar via il posto? A farsi sbugiardare dalla prima persona intelligente a cui viene in mente che forse un certo determinato fatto non è come ce l’hanno sempre raccontato? Eh no, quelli si attivano subito, muovono i fili, scrivono già le tesi del processo, scrivono il finale e lo danno da recitare ad uno dell’autorità da loro pagato. E poi fascine, legna e fumo e “giustizia è fatta”! Accade ancora oggi. Quanti ne hanno fatti fuori? Tanti, ma sempre pochi rispetto a quanti ne avrebbero voluti eliminare. Quindi viva chi pensa, chi ama ciò in cui crede, si faccia sotto chi sa parlare di Amore e di Cristo in un modo nuovo, sconvolgente, che buca lo schermo. Vogliamo essere sconvolti e capire cosa c’è dietro lo schermo tanto bello che abbiamo sempre visto. Solo pochi uomini possono aiutarci in questa impresa e noi abbiamo il dovere di difenderli, seguirli ed amarli incondizionatamente.
    E in ultimo dobbiamo fare grande attenzione a non assumere mai gli atteggiamenti tipici dell’autorità: è una tentazione forte, è il Maligno che ci prova, e l’uomo è un essere assai debole.

    “I progressisti reagirono, dando prova di coraggio e soprattutto di sana indipendenza intellettuale”.
    E ben venga che reagirono, altrimenti ci saremmo persi e dimenticati nel vuoto del tempo, negli spazi pseudo-intellettuali delle masse involgarite ad arte proprio da “quelli” per il tramite delle mode e degli schemi. Reagirono per l’amore, per la voglia, per la verità, per il desiderio di essere umili, di diffondere speranza e forza tra chi ne aveva bisogno, tra chi era il destinatario naturale. Sono stati massacrati? Ne sono sorti altri. Bene. Noi dobbiamo essere coloro che vengono dopo, che continuano quell’opera incessante, umile, fedele a se stessa, rimarchevole, piena d’more. Lo possiamo fare tutti i giorni, tutti i minuti, forse non è semplice ma si può fare. Ma si può anche non fare e cedere al malgoverno ed alle brutte intenzioni. Attenzione a non fare il salto che “quelli” tanto vorrebero che noi facessimo per poter dire: vedi? Li abbiamo comprati per un piatto di lenticchie; a niente vale più più quella scrittura mezza bruciata.

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  13. fabrizio centofanti

    vi ringrazio!
    Cristo è venuto a spiegare che l’uomo vale più della legge, più del sabato.
    ma in pochi l’hanno capito; gli altri continuano a sprecare legna.
    un abbraccio a voi.

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  14. Raf

    “La storia in certi casi non insegna nulla “,per chi non vuole imparare nulla e preferisce vivere “negli schemi predisposti”.

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  15. Raf

    Il fuoco può bruciare ogni cosa,ma” le idee originali”,quelle no, esse infatti restano per sempre vive e rinascono dalle proprie ceneri,come se fossero un bellissimo fiore: il fiore della libertà.

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  16. Titti

    “Nella giungla si trova di tutto: dai pipistrelli ai colibrì, dai rettili agli anfibi: devi fare attenzione a dove metti i piedi, perché potrebbe sbucare un pappagallo, ma anche la mandibola fatale del giaguaro.”

    Descrizione che si sposa benissimo con la rappresentazione della vita, che è fatta di incontri di vari tipi, così come di bianco e nero, di una scala di grigi, ma per fortuna anche di colori.
    Sarebbe bello, ma sicuramente utopico o forse insano se nella vita prevalesse sempre il giallo del sole e se tutto fosse buono…si legge nel Vangelo:

    «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.
    Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.
    Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?.
    Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo!.
    E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a raccoglierla?.
    No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio».

    Probabilmente in seguito venne aggiunta la spiegazione:
    Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
    Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

    Sicuramente, però, da nessuna parte stava scritto di accatastare legna per le menti libere…ma la fallibilità umana ha portato a farlo.
    Al contrario, c’è scritto “Da questo vi riconosceranno: se vi amerete gli uni gli altri” (Giov. 13,35)

    Fabry,
    Geniale l’accostamento dissonante tra la “puzza di bruciato” del titolo e la musica della serenata di Schubert (che nostalgia, un tempo la sapevo suonare al pianoforte).

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  17. Roby (s.d a.)

    Nella giungla si trova di tutto: dai pipistrelli ai colibrì, dai rettili agli anfibi: devi fare attenzione a dove metti i piedi, perché potrebbe sbucare un pappagallo, ma anche la mandibola fatale del giaguaro

    Un po’ come siamo noi, un misto di carne e spirito, vizi e virtù, voglio e devo, sentimenti contrastanti che molto spesso ci lasciano appesi al filo dell’incertezza o della presunzione, ci rendono capaci solo di puntare il dito contro chi non la pensa come noi, restando ancorati a vecchi concetti o formalità dai cui puoi scappare e vedere luce solo se hai la fortuna di incontrare gli occhi veri dell’Amore

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