[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=L9kABmeSzoM&feature=fvst]
da qui
Ricordi quella volta che partimmo
per cercare un disgraziato di cui
conoscevamo il nome di battesimo
soltanto, ma bastava
per te che ti aggrappavi ad un appiglio
qualsiasi quando si trattava, ormai,
di salvare qualcuno dall’abisso
e quella volta Antonio
lo avrebbero ammazzato gli usurai.
Ma pensavi anche a me,
alla mia solitudine infinita,
al bisogno di affetto che faceva
della mia vita un cielo
senza stelle, triste come un bambino
che la mamma dimentica di amare.
Forse è questo il motivo per cui il viaggio
diventò l’ossessione di dipingere
una luna splendente in mezzo al nero
dei pensieri, della malinconia
che accanto a te, miracolosamente,
svaniva come nuvola leggera,
lo spavento che di notte aveva
la faccia dell’ignoto,
per cui tiravo sassi alla finestra
della tua stanza e tu scendevi pieno
di sonno, ma disposto a fare il gioco
che mi lasciava sempre senza fiato,
di mettere una luna in mezzo al cielo
e lo facevi sopportando ancora
la canzone che non smetteva mai,
quella voce di Togni ripeteva
che ero stato salvato dall’abisso,
che avevamo sconfitto gli usurai.

“e tu scendevi pieno
di sonno, ma disposto a fare il gioco
che mi lasciava sempre senza fiato,”
“L’uomo è veramente uomo soltanto quando gioca.”
Friedrich Schiller
Ricordi commoventi, che regalano un attimo di eternità…
http://www.youtube.com/watch?v=NXmYWKnGG90
A volte la vita ti lascia senza fiato, ti capitano cose che non vorresti mai affrontare, croci che non vorresti abbracciare e ti senti davvero solo. Eppure ogni notte anche quella piu’ buia ha la sua luna e oggi percorrendo la via della croce ho ascoltato la tue parole, ho sentito i racconti di chi ha dato a te quello che stai dando a me… grazie perche’ sai schiarire la mia notte!
“Ricordi quella volta ”
Quando si può ricorrere così intensamente alla memoria dell’amore significa che si è vissuto in pienezza e nel bene;quando poi ricordare significa rivivere, ripercorrere quella strada, sentire gli stessi sapori, vederee riconoscere tutti i colori che la luce può offrire allora si afferra per sempre il senso della parola condivisione.
Tristesses de la lune
Ce soir, la lune rêve avec plus de paresse;
Ainsi qu’une beauté, sur de nombreux coussins,
Qui d’une main distraite et légère caresse
Avant de s’endormir le contour de ses seins,
Sur le dos satiné des molles avalanches,
Mourante, elle se livre aux longues pâmoisons,
Et promène ses yeux sur les visions blanches
Qui montent dans l’azur comme des floraisons.
Quand parfois sur ce globe, en sa langueur oisive,
Elle laisse filer une larme furtive,
Un poète pieux, ennemi du sommeil,
Dans le creux de sa main prend cette larme pâle,
Aux reflets irisés comme un fragment d’opale,
Et la met dans son coeur loin des yeux du soleil.
— Charles Baudelaire
“… partimmo per cercare un disgraziato… ma bastava per te che ti aggrappavi ad un appiglio qualsiasi quando si trattava, ormai, di salvare qualcuno dall’abisso…”.
Quel “disgraziato” è ognuno di noi, a volte. E’ molto vicino a noi, più di quanto si creda. E’ il collega, il compagno del coro di Messa, la persona che ti siede accanto. Se non sei stato una volta “disgraziato”, se non hai assaggiato l’Amore di chi ti ha salvato, difficilmente potrai salvare te stesso, alla fine, oppure il prossimo, oggi. Se a volte siamo “disgraziati”, allora Dio ci sta parlando. E sicuramente ci metterà sulla strada qualcuno per salvarci. Spesso però il “disgraziato” è ignorato proprio da quelli che gli sono vicini. Incontrare un “disgraziato” è una fortuna: amiamoli e facendo questo amiamoci.
“Ma pensavi anche a me, alla mia solitudine infinita, al bisogno di affetto che faceva della mia vita un cielo senza stelle, triste come un bambino che la mamma dimentica di amare”.
Siamo un pò stati tutti quel bambino. Importante è riconoscerlo. E riconoscere colui o colei che ti ama. E consentirgli di respirarti dentro l’Amore di vita. Senza quel soffio (soffio = anima ?) siamo morti che deambulano, siamo simili ad una funerea schiera di distratti osservatori.
partimmo per cerare un disgraziato ….
Partimmo assieme con il cuore aperto ad incontro che avevamo da tempo programmato e tu luna lungo questa strada con il tuo faccione tondo e sorridente hai deciso che eravano arrivati alla nostra meta
Grazie, Fabry, per questa poesia, che in realtà è un autentico, palpitante stralcio di vita dentro cui il lettore si immerge e partecipa.
Non capita di frequente leggere qualcosa di così bello, emozionante, anche commovente.
Dentro la storia piena d’amore della vita di Domma e di tutte le altre vite collegate alla sua (come la tua) e dei personaggi che vi hanno ruotato intorno, ognuno può ritrovare aspetti, delicatezze, analogie e ricordi personali della propria esistenza.
Personalmente ci ritrovo quel clima di straordinari valori della vita, di impegni, di affetti che sono stati occasione per la mia formazione. Con Domma e le sue iniziative nulla era mai banale: sembrava sempre di toccare la Storia!
vi ringrazio!
la vita è un’avventura sempre nuova, preghiamo di avere occhi e orecchi per riconoscerla.
Salvare dall’abisso qualcuno….
C’è chi,come te,riesce a farlo in tanti modi…Rincorrendo un “disgraziato”,o semplicemente scrivendo parole di vita come queste…
intense,commoventi..per insegnarci che si può sempre dipingere una luminosa luna,in mezzo al nero dei pensieri..
Grazie…
Emergono un ottimismo, un non risparmiarsi mai, una tenerezza e una simpatia che sono più forti di qualsiasi dramma o malinconia della vita. Quando l’amore viene trasmesso così, ci sentiamo tutti bambini bisognosi di riceverne. Il tuo splendore, Fabri, è di ripetere quella stessa luna, che con tanto amore ti è stata appesa nel cielo, e di descriverla con la bellezza della scrittura.
E’ molto bella questa poesia,e mi rimane difficile commentarla perchè mi riporta indietro nel tempo,quando camminavo nel buio della notte ,in cerca di una “luna” ,che potesse illuminare il mio cammino nell’oscurità.Ora ,la “luna in mezzo al cielo ” riesco a “dipingerla” ,anche per merito tuo don, e delle persone che ho conosciuto in questa parrocchia.
Mi resta solo una cosa da dire:GRAZIE.
“Non il momento fa l’uomo,ma l’uomo crea l’epoca”
(non conosco autore ma mi piace questa idea)
O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, né cangia stile,
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!
(G. Leopardi)
La più famosa poesia dedicata alla luna, credo, in ogni caso una delle più belle, dove il ricordo è filo che lega ogni parola,come in questa poesia di Fabrizio. In astronomia, o geografia astronomica, la luna non è che un satellite che gira intorno a qualcosa di più grande: la terra. Eppure non ha un ruolo satellite, governa le stagioni, le maree, i cicli vitali, se non ci fosse non avremmo che aridità o deserto, ecco se oggi non avessimo il nostro don non saremmo che piccole parti di un piccolo mondo che aspetta che le nuvole si diradino per mostrarci la luna piena o quantomeno un faro.
SM
Mettere una luna in mezzo al cielo ogni volta, dove ce un tempo che stiamo lasciando, un dolore che accompagna il lutto, un tempo di meditazione, e ascolto interiore.
Per dipingere la vita che comunica e accolglie tutti doni che il nuovo tempo ci offre.
Grazie a te Fabrizio, per questa bella poesia!
Moonlight Shadow
http://www.youtube.com/watch?v=tt8d3Shlfrg&feature=related
Dopo il pezzo musicale, uno comico che ha nell’incipit…Gianni Togni guest-star!
http://www.youtube.com/watch?v=FHtq61-g3gc
grazie!
c’è un filo d’oro che ci fa andare avanti, nonostante tutto.
Grazie don, per questi pensieri così veri e profondi, nei quali si legge amore, solo amore e ancora amore. Parole legate insieme dal filo della vita, intrisa di una malinconica tristezza che si trasforma in luce di speranza, quando al mondo c’è qualcuno che pensa a te
Non ci rendiamo conto che basterebbe una telefonata per far sentire ancora viva una persona sola, rinchiusa in se stessa, lontana dagli altri non solo fisicamente, che non vede altro che il buio di una stanza, che non percepisce altro che il buio della sua vita, che più si sente abbandonata e più cerca la solitudine.
Basterebbe una parola, un raggio di luce che potrebbe essere l’inizio, dare la forza di guardare il cielo e vedere la luna tutta intera. Per “salvare qualcuno dall’abisso”.
vi ringrazio.
sì, basta poco, a volte, per passare dal buio alla luce.