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da qui
Arturo è uscito in strada, il dado è tratto. Ha superato il lato grigio di cortile imbottito di automobili in sosta selvaggia; ora deve solo attraversare la strada, facendo attenzione a non essere travolto dalle macchine in corsa . Prima di allungare un piede nella via, è colto da un pensiero che non può ignorare: non dovrebbe, prima di incontrare Ester, liberarsi di tutti i pregiudizi che gli impediscono di prenderla così com’è e non come la vorrebbe lui? Se andasse adesso, non arriverebbe col suo carico di desideri e di paure, rischiando di mandare tutto all’aria? E’ preso da un fuoco, ma non capisce se sia la fiamma della passione ardente o il diavolo che gli suggerisce di lanciarsi per fargli fare la figura più barbina della vita. E’ il problema degli scrittori, pensa Arturo: hanno davanti agli occhi tutto il ventaglio di possibilità e non sanno decidersi per nessuna fra le tante. Ricorre a uno dei trucchi del mestiere e personifica la scena.
– Dimmi, Satanasso, stai cercando di fregarmi?
– Acqua, acqua. Pensi che sia così stupido da dirtelo?
– Che ci guadagni a mandarmi in bianco per l’ennesima volta? Anzi, potresti indurmi in tentazione, facendomi cadere nella pania di una possibile maliarda.
– Fuocherello. Osa, Arturo, puoi arrivarci.
– Potrei vendermi l’anima, pur di conquistarla.
– Fuoco! Fuoco!
– Maledetto, vuoi sprofondarmi nell’inferno.
– Dica, devo aspettare ancora molto?
Arturo ha un soprassalto: un’auto si è fermata per lasciarlo passare. In ventiquattr’anni non era mai successo.
– Grazie, grazie!
Ormai è costretto a varcare la soglia decisiva, è a pochissimi metri dal traguardo.
– Gliel’ho detto io.
– Cosa?
– Di fermarsi per lasciarti attraversare.
– Che il diavolo ti porti.
– Arturo, ma che dici?

– E’ preso da un fuoco, ma non capisce se sia la fiamma della passione ardente o il diavolo che gli suggerisce di lanciarsi…
http://www.youtube.com/watch?v=Qp6adhd6BLA&feature=youtube_gdata_player
“… non dovrebbe, prima di incontrare Ester, liberarsi di tutti i pregiudizi che gli impediscono di prenderla così com’è e non come la vorrebbe lui?”.
Certo che dovrebbe, Arturo dovrebbe eccome liberarsi di quel fardello che lo appesantisce, lo ottenebra, lo confonde, lo rallenta. Lo manda in confusione quando invece avrebbe bisogno di tutta la concentrazione possibile. Ma in effetti quel fardello è lui stesso a crearlo, quel mucchio di pregiudizi che lo ammorba, è una rete mentale nera e vischiosa che lui e solo lui ha creato. E’ inutile ricorrere al diavolo. Quando ragiona in solitario e temibile dialogo col “diaballo” di farsi aiutare da quello, in effetti sta solo parlando con se stesso per darsi forza e spingersi ad essere proprio se stesso, eliminando quella matassa gelatinosa che gli intorpidisce l’animo. Perchè tutta questa ginnastica? E’ necessario questo enorme consumo di energia? Non potrebbe semplicemente presentarsi a Ester e guardarla senza lenti, senza filtri, come lei si presenta, come lei è, così come è fatta, così come la sua mente si offre allo spettatore ignaro, al lettore avido che ha divorato in due minuti queste righe di vita tanto attese? Sarebbe meglio, sarebbe auspicabile, sarebbe un altissimo esercizio di amore e dedizione verso il prossimo e di alleviazione delle proprie pene. Sarebbe il mondo ideale, con l’amore che scorre già da sotto i piedi e sale per ringiovanire e consacrare gli esseri, così senza un filtro, senza un ma e senza un se. Ma saremmo in questo mondo, poi?
Marco
E’ preso da un fuoco, ma non capisce se sia la fiamma della passione ardente o il diavolo che gli suggerisce di lanciarsi per fargli fare la figura più barbina della vita
Avere coraggio, lanciarsi in imprese in cui pensiamo di partire perdenti e consapevoli di offrirci così come siamo, accettare l’altro così com’è
– Acqua, acqua
– Fuocherello
– Fuoco! Fuoco!
“Se andasse adesso, non arriverebbe col suo carico di desideri e di paure, rischiando di mandare tutto all’aria? E’ preso da un fuoco”
Il discernimento è sempre doveroso ed essenziale ma nel discernimento credo sia insito il dovere di verificarsi e di capire
“Fa’ quello che devi e sta’ in quello che fai”.
San Josèmaria Escrivà
Accettare l’altro per quel che e’ e’ segno di una grande maturità, un cuore aperto e capace di un amore libero. La consapevolezza di esporsi alla felicita più grande ma anche a momenti di delusione o dolore quando l’immagine di noi che proiettiamo sull’altro non combacia con lei/lui. Ci vuole una capacita’ superiore, una grazia dello spirito per superare la barriera dell’io e guardarsi con gli occhi dell’altro. Sai che ami veramente quando vedi i difetti dell’altro e riesci ad amarli o per lo meno non incrinano la tua capacita’ di amare. Dicono che nei difetti dell’altro proiettiamo ciò che di noi non ci piace, ecco allora accettare l’altro e’ prima di tutto conoscere se stesso fino in fondo e amarsi per quel che si e’, solo allora, come dice Emanuela in uno dei suoi commenti, si può amare e volare.
Allora si può attraversare la strada certi che non c’è bisogno di un diavolo per fermare il traffico ma solo il coraggio di presentarsi nudi, come nella favola dell’imperatore, perché non c’ e’ niente di più bello che mostrarsi per quel che si e’ aperti al mondo e coperti solo di un amore che sa donarsi e non chiede che essere accolto ma e’ pronto a farsi rifiutare. Solo un amore così può: amor c’ha nullo amato amar perdona.
SM
“è a pochissimi metri dal traguardo.”
Quello che consideriamo traguardo è spesso solo punto di partenza e, come nei romanzi, l’incipit è importante.
“Ciò che consideri una vetta è soltanto un gradino.”
Seneca
http://www.youtube.com/watch?v=GuN1g5h7Uog
non dovrebbe, prima di incontrare Ester, liberarsi di tutti i pregiudizi che gli impediscono di prenderla così com’è e non come la vorrebbe lui?…..
Quando ami veramente una persona ,”i pregiudizi” non esistono,perchè sei disposto ad accettare i suoi pergi ed i suoi difetti,ella ti piace così “com’è” e non vorresti mai che cambiasse il suo modo di essere solo perchè lo” vorresti tu”!
Non mascherare i tuoi difetti con le virtù acquisite.
Preferisco i difetti: sono simili ai miei.
Kahlil Gibran
“Arturo, ma che dici?”
http://www.youtube.com/watch?v=acCkFLXaMzY&feature=related
“non dovrebbe, prima….Se andasse adesso, non arriverebbe.. Dimmi, Satanasso, stai cercando…”
I dubbi aumentano con la conoscenza , diminuiscono con la fede.
“Il sapere è come una sfera, più è grande, più sarà vasta la superficie di contatto con l’ignoto“
L’ignorare è come una sfera, più è piccola, più sarà grande la comprensione dei propri limiti”
Goethe
“E’ il problema degli scrittori, pensa Arturo: hanno davanti agli occhi tutto il ventaglio di possibilità e non sanno decidersi per nessuna fra le tante.”
Vedere un mondo in un grano di sabbia,
E un cielo in un fiore selvatico,
Tieni l’Infinito nel palmo di una mano,
E l’Eternità in un’ora.
William Blake
http://www.youtube.com/watch?v=0zlDHFdAzFs&feature=related
vi ringrazio!
vediamo se i pregiudizi restano o se ne vanno…
E’ preso da un fuoco, ma non capisce se sia la fiamma della passione ardente o il diavolo che gli suggerisce di lanciarsi per fargli fare la figura più barbina della vita.
Il desiderio si placa nella capacità incondizionata di dono, chi ama davvero lo sa, sa che soltanto la vita dell’altro gli dà vita.
Questa sera, finita la messa mi hanno chiesto un favore.
Mi puoi accompagnare a casa, andiamo a piedi….dai che fa bene camminare!
Io cammino tanto, mi piace e mi piace anche correre.
Abbiamo attraversato la strada, lei era contenta,l’anziana signora dai capelli bianchi, e abbiamo camminato
senza fretta.
Mi é piaciuto, mi é piaciuto.
Sapeva tanto di buono.
Credo che sia questo che non ritrovavo più di me stessa: “sapere di buono”
“Arturo, ma che dici?”
Se lo puoi scrivere lo puoi vivere perchè si parla con il corpo ma si scrive con l’anima .
“Cogito ergo sum” per Arturo è: “Scrivo quindi sono”
http://www.youtube.com/watch?v=6xswMTUTeh8
ora deve solo attraversare la strada…
sembra facile attraversare la strada, così, trafficata poi! un giorno di vita nel quale conflitti e incertezze lottano per aggiudicarsi ciascuo il primo posto nella lista. Dunque, qual’è il segreto per passare in mezzo a tante macchine uscendone con le idee un po’ più chiare? Forse solo una sana attesa potrà aiutare nelle scelte.
liberarsi di tutti i pregiudizi..
Amarsi è un fatto naturale, e’ istinto, spontaneità. A volte, invece, ci facciamo condizionare da pregiudizi che derivano dai modelli sociali, dall’educazione, da una mentalità deformata.
Con le ali dell’amore ho volato oltre le mura, perché non si possono mettere limiti all’amore… e ciò che amor vuole amor osa!
(Romeo & Giulietta)
Attraversare, in fondo, è “ANDARE” verso l’altro.
Buon ascolto di Ludovico Maria Einaudi, figlio del famoso editore Giulio.
Fabry, avete anche un secondo nome in comune, chissà che da cosa nasca cosa…
http://www.youtube.com/watch?v=JrgQflB7d30&feature=fvsr
Prima di allungare un piede nella via, è colto da un pensiero che non può ignorare…
Ci avviamo verso l’altro pieni di pensieri, di immagini ed attese, salvo rimanere incantati di fronte alla sorpresa di una frase, di uno sguardo, di un gesto che non ci aspettavamo…
A volte quello che nell’ altro ci colpisce non è tanto quello che prevediamo o attendiamo, bensì quello che non ci aspetteremmo.
vi ringrazio.
aprirsi alle sorprese è anche igiene mentale.
il mio secondo nome, però, è Leopoldo.