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da qui
Gilda ha dovuto subire parecchie delusioni: storie protratte per anni e finite per stanchezza o pigrizia o noncuranza. A volte immagina di trovarsi su un monte altissimo, uno strapiombo di cui non vede il fondo. Pensa che laggiù ci sia quello che desidera, un posto dove credere in se stessi, perché ci dev’essere qualcuno che ha fiducia in lei. E’ bello pensare di lanciarsi, superare la barriera che l’ha sempre trattenuta, planare in un campo di ginestre che l’accoglie come uno di quei tappeti elastici in cui si diverte a rimbalzare. Chi ha detto che non si può volare? Forse è una reazione alle volte che si è sentita disprezzata per la sua dolcezza, la predisposizione a capire e perdonare. Che debba imparare a essere cattiva? A dire parolacce? A mandare i pretendenti a quel paese? Ora, però, si è presa una cotta per uno scrittore che si chiama Arturo. Si ferma davanti alla finestra dove sa che scrive, scrive: ma cosa scriverà? Tutti libri che non riesce a pubblicare, che si accumulano gli uni sugli altri formando pile di energia esplosiva e inutile, perché nessun lettore potrà mai giovarsene. Gilda ha pensato persino di fondare una casa editrice per pubblicare solo i suoi romanzi, che anzi lo pressi per scrivere di più, anche di notte, mentre lei gli prepara il caffè e gli fa i massaggi sulla schiena. Quando le prende la fissa non c’è verso di farla rinunciare. Ora, addirittura, ha affittato un appartamento di due stanze nella casa di fronte, ha comprato un cannocchiale potente di quelli che inquadrano pure l’ombelico e aspetta di rubare un dettaglio del suo Arturo: la testa spettinata, una mano che sposta un foglio; con un po’ di fortuna, riuscirà a vedere, attraverso la serranda semichiusa, una spalla, un pezzo di coscia, i fianchi avvolti nell’asciugamano. Si chiede se il tempo speso per conoscere le abitudini di Arturo le darà il destro di avvicinarlo con la parola giusta, con l’espressione che potrebbe conquistarlo. Si rammarica di non poter sentire la musica che risuona nella stanza; cosa ascolterà? Qualcosa di dolce o di allegro o disperato? Ecco, è questo che la blocca: non conoscere il ritmo, la tonalità della sua vita, la fa sentire inadeguata, le impedisce di lanciarsi, di suonare il campanello e domandare se lì dentro, per caso, ci sia uno scrittore che si chiama Arturo.

Arturo sogna Ester (ma non lo attraevano gli occhi chiari?).
Gilda ama Arturo.
Dalia ama Fausto.
Fausto sogna un’altra.
Potrebbe essere la commedia degli equivoci, ma probabilmente qui si parla dell’incomunicabilità che rovina ogni tipo di amore.
Dal momento in cui nasce l’uomo cerca la felicità, spesso a scapito degli altri, e “cova” la verità. Ma se ne esce solo la sua verità, o non ne esce proprio niente?
Non mi sembra una buona posizione quella della cova, l’accartocciarsi su se stessi, per trovare la verità. La cosa giusta sarebbe invece quella di aprirsi, di lasciare libero il cuore, per far sì che la Verità possa entrare in noi e generare la felicità.
Ecco, è questo che la blocca: non conoscere il ritmo, la tonalità della sua vita, la fa sentire inadeguata,
Accade, a volte: un incontro di sguardi riesce sintonizzare il battito del cuore al medesimo ritmo dell’altro, sulla stessa tonalità, non è qualcosa che si può provocare, accade, come un miracolo.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=us4YL5ifkUo]
É bello pensare di lanciarsi, superare la barriera che l’ha sempre trattenuta…
Bisogna lanciarsi e rischiare, buttarsi a capofitto nell’amore, perché l’unico modo per sentirsi vivi é amare.
Gilda, ascolta il ritmo del tuo cuore questo ti dara’ la spinta per suonare il campanello e chissa’ oltre quella porta imparerai a volare sulle ali della fantasia che solo uno scrittore riesce a liberare.
Gilda ha sofferto per errori suoi, per gente sbagliata che ha incontrato, per essersi data e non aver ricevuto, per delusioni, per le botte della vita che mai mancano, per aver mal ponderato. Dall’alto del monte guarda e osserva. Si lancia? Non si lancia? Deve però lanciarsi, non può non farlo, l’istinto va seguito anche se le esperienze passate affiorano e lavorano contro. Gilda lanciati, con attenzione, ma fallo. L’amore non puo essere tradito, dev’essere assecondato, anche quando i voli passati indurrebbero a più miti consigli, ad una cautela figlia della troppa paura. Fallo, e non tradirai prima di tutto te stessa.
Marco
Stella & Raf
Gilda, Arturo, Ester….
http://www.youtube.com/watch?v=zwpjBxDzqr0
Chi ha detto che non di può volare?….
Nessuno te lo dice, ma per poterlo fare devi prima “credere in te stesso ” . E finalmente gli altri crederanno in te!
“non conoscere il ritmo, la tonalità della sua vita, la fa sentire inadeguata, le impedisce di lanciarsi, di suonare il campanello ”
L’alibi è sempre lo stesso…non ci lanciamo nell’altro perchè non lo conosciamo bene ……..e non lo conosciamo bene perchè non ci lanciamo.
Non si esce da questa spirale ma se conosciamo bene noi stessi, i nostri desideri ed abbiamo una meta, un fine che dia senso alla nostra vita allora la nebbia si dilegua e la paura svanisce per sempre.
http://www.youtube.com/watch?v=0vsPmNcnqmI&feature=youtube_gdata_player
Sogno, qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te…
Che ho bisogno, di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te…
“Si chiede se il tempo speso per conoscere le abitudini di Arturo le darà il destro di avvicinarlo con la parola giusta, con l’espressione che potrebbe conquistarlo.”
“La conoscenza di ciò che è non apre direttamente la porta alla conoscenza di ciò che dovrebbe essere. Si può avere la conoscenza più chiara e più completa di ciò che è, e tuttavia non riuscire a dedurre da questa quale dovrebbe essere la meta delle nostre aspirazioni umane. La conoscenza obiettiva ci fornisce strumenti potenti per la conquista di certe mete, ma il fine ultimo e il desiderio di raggiungerlo devono nascere da un’altra fonte. ”
Einstein, Albert Pensieri degli anni difficili
Amare è l’unico modo per accedere ad una conoscenza piena.
E’ bello pensare di lanciarsi, superare la barriera che l’ha sempre trattenuta,
L’attesa di rubare uno sguardo, e quando gli occhi si incontrano, si è ormai lanciati in un “non ritorno” che ti fa sentire viva e libera di amare.
http://www.youtube.com/watch?v=oCW9Hey6IVY
A volte il volo e’ solo un respiro dell’anima per allontanarsi dalla realtà, planare in alto per distaccarsi e guardarsi dal di fuori con la miglior visione che si ha da sopra, distaccandosi dall’emotività del momento. Vedere le cose da un altro punto di vista perché l’amore, ovunque e verso chiunque sia diretto, possa tornare libero, per amare perché si vuole e non perché si deve. Il volo e’ il desiderio dell’uomo di liberarsi da ogni vincolo, costrizione, assaporare quel senso di follia che manca anche per dire un ti amo che fa male o che può farne. L’ amore a volte si piange come accade a Gilda allora il volo e’ il sogno di asciugarle perché tutto ciò che si piange non e’ amore ma un surrogato, come prendere un aereo e illudersi di volare.
SM
Ecco, è questo che la blocca: non conoscere il ritmo, la tonalità della sua vita, la fa sentire inadeguata, le impedisce di lanciarsi, di suonare il campanello e domandare se lì dentro, per caso, ci sia uno scrittore che si chiama Arturo.
Ascolta il tuo cuore:
Abbi cura di te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante.
Lottare per un’idea senza avere un’idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere.
Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.
Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta.
(Susanna Tamaro)
http://www.youtube.com/watch?v=qqxQKwTHVGo
grazie!
noi ci lanciamo, crediamo ancora nei miracoli.
@ Silvia detto
Grazie, per averci ricordato le parole di ” Susanna Tamaro”, suonano come un canto, che scalda l’anima che ha sete di quiete. Parole sagge, pacate, pensate con la calma di cui abbiamo tanto bisogno.
Dopo averle lette, mi sono seduta sotto l’ulivo del mio bel giardino, che amo tanto, e mi sono raccolta nei pensieri più profondi della mia anima.
Finalmente mi sono di nuovo ritrovata, era tempo che non mi fermavo!
Si dice :sai la vita che faccio, i tanti impegni che si vogliono rispettare, troppe cose non posso, non posso fermarmi.
Non é vero! Non lo vuoi fare, é più facile…… pensi.
Invece ti guardi e ti vedi finalmente.
Bello, stare bene con se stessi: é una cosa che sa tanto di buono.
Ti piace stare con te, non hai più paura, ma tenerezza perché finalmente sai di buono.
@ Ernesta
ne sono felice Ernesta, e grazie a te!
Chi ha detto che non si può volare? Forse è una reazione alle volte che si è sentita disprezzata per la sua dolcezza, la predisposizione a capire e perdonare
Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra, non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore
(Alda Merini, l’Albatros)
‘non conoscere il ritmo, la tonalità della sua vita, la fa sentire inadeguata, le impedisce di lanciarsi’
E’ bello per Gilda pensare che la possibilità di sognare non venga mai meno, nonostante le delusioni della vita: è un’immagine di speranza ed ottimismo.
La realtà, però, è che le manca il coraggio di lanciarsi, persino di bussare alla porta di Arturo.
Fiducia è una parola chiave per chi crede: quando si dà fiducia all’altro, vediamo l’altro risorgere.
Ma anche noi stessi, per imparare a volare, dobbiamo essere i destinatari di quella fiducia: nell’amare il prossimo tuo è compreso anche il ‘te stesso’.
grazie.
l’amore va in tutte le direzioni, solo così si può resistere.