15. Il vento

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=qDMF8c4wl70&feature=related]

da qui

Gilda ha deciso di andare dalla bionda del piano di sotto: cosa non farebbe per il suo scrittore! Com’è possibile che sia disposta a tutto? Non sarà stato un trauma infantile, una violenza da parte di qualche famigliare? Non può pensarci adesso: al limite, andrà in analisi dal mese prossimo. Scende le scale in fretta: lo vedi, Arturo, se ti vuole bene? Con che scusa potrebbe presentarsi questa volta? Ancora i giocattoli? La ceretta per i peli superflui? E se rappresentasse solo se stessa, finalmente? Chi glielo ha impedito fin da piccola? Perché si è sentita sempre inferiore, avanti agli altri? E lo scrittore, non dovrebbe capirla, con tutta l’esperienza accumulata e i libri letti? Ma quanto sono lunghe queste scale: non starà sognando? Conosce romanzi in cui alla fine ci si sveglia e tutto ritorna come prima. Arturo, sei vero? Non ho suonato da poco alla tua porta? Mi hai chiesto o no se conoscessi la vicina? Ecco, la porta: e ora che le dico?
In quel momento, esce un uomo pallido, soprabito scuro e sciarpa inserita nell’interno: la bionda ha già un amante? Caro Arturo, ho una brutta notizia: è già occupata, ho visto qualcuno che usciva furtivo dall’appartamento. Un bel tipo, purtroppo, non credo che lei ci rinunci facilmente. Perché non ridi, Gilda? Perché non godi del vantaggio che ti lascia il campo libero?
Mi scusi, posso presentarmi?
La città è un ammasso di ferraglia, strade grigie che non sanno nemmeno dove portano, tapparelle abbassate, lampioni scorticati.
Ti conosco.
Le nuvole pendono dal cielo come ovatta insanguinata, chissà quali ferite hanno dovuto tamponare.
Com’è possibile?
Ti ho vista mentre andavi da lui.
Ci sono uomini che muoiono per strada e nessuno se ne accorge, gli passi vicino e pensi che non tocchi a te: certamente qualcuno ha meno impegni, o del tempo da perdere; lanci appena uno sguardo disgustato: morire per strada!
Mi fa paura.
Non temere. So quanto hai sofferto, sin da piccola. Vorrei asciugarti qualche lacrima, anche una sola.
La città è attraversata da un bagliore, ma nessuno se ne accorge.
Mi amerà, quell’uomo?
C’è una luce che ti aspetta, con pazienza.
La città è un inseguire la polvere, le cartacce che il vento porta via, con un fischio sinistro.
Mi perdoni, adesso la lascio, devo parlare con la mia vicina.

29 pensieri su “15. Il vento

  1. Roby (s.d a.)

    La città è attraversata da un bagliore, ma nessuno se ne accorge.

    Luci, delle luminarie, delle vetrine scintillanti di porporina, riflesse nei cuori di plexiglass dei passanti che si accalcano isterici nel fiume che rischia di esondare; luci che abbagliano, luci che oscurano la luce di una stella silenziosa che si affaccia timida sul mondo, un bagliore nascosto, paziente, che desidera solo illuminare il buio del tipo che giace per strada, un mucchio di cartacce, su cui rischia di inciampare un passante che sta augurando “buon Natale” all’amico che ha appena incontrato

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  2. RossellaT

    Ci sono uomini che muoiono per strada e nessuno se ne accorge…..
    – Mi fa paura.
    – Non temere. So quanto hai sofferto, sin da piccola. Vorrei asciugarti qualche lacrima, anche una sola.
    La città è attraversata da un bagliore, ma nessuno se ne accorge.

    Paura, sofferenza, indifferenza ma poi uno sconosciuto che ti racconta che c’è una luce anche per te, un messaggio che asciuga le tue lacrime, basta che tu lo accolga con fiducia.

    A volte sogni di navigare su campi di grano
    E nei ritorni quella bellezza resta in una mano……
    Il tempo non ti aspetta
    Ferisce questa terra dolce e diffidente
    Ed ho imparato a comprendere l’indifferenza che ti cammina accanto
    Ma le ho riconosciute in tanti occhi le mie stesse paure…
    Difendi con l’amore il tuo passato……
    Abbraccia questo vento e sentirai che il mio respiro è più sereno…

    http://www.youtube.com/watch?v=Pm2BKO3SqPw

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  3. Marcosic

    Chi una volta almeno non ha provato il tutto per tutto nella vita? Colui che ha amato lo ha fatto, anche consapevoleche sarebbe andato incontro ad un sicuro fallimento. Amo chi osa per l’amore, chi esce allo scoperto, chi segue il suo istinto fiero, dritto come un fuso, limpido come acqua chiara.
    E spesso sono proprio le persone che se lo sono sempre impedito, che sono sempre state bloccate da qualcuno in famiglia, tra gli amici, da loro
    stesse, che poi risultano le più coraggiose. Totò diceva: è la forza della paura.
    Se poi il romanzo torna come all’inizio, che dire Gilda, ci abbiamo provato con la massima intensità possibile e per questo, in qualche modo e sotto qualche forma, verremo premiati. Vale per chiunque, vale anche per te.
    Chi è quell’uomo che sa chi siamo, che ci impartisce, abile a sondare il nostro animo?

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  4. Marcosic

    Errata corrige: naturalmente volevo dire “impaurisce” al posto di “impartisce”. Scrivere tramite cell. mentre si lavora in generale non è cosa semplice. Che bella la passione per qualcosa Don !
    Marco

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  5. Stella Maria

    Intrigante quest’uomo senza volto e senza nome, chissà, magari è l’uomo dei sogni o il mago della pioggia. Sa alimentare la speranza, qualcosa che la società odierna sta perdendo, quel che manca è la luce, la luce dentro, cosa o chi la riaccenderà? Abbiamo bisogno di sperare e credere per non spegnere quella luce, a volte basta una carezza o un sorriso e il miracolo è avvenuto ma sappiamo mantenere la luce accesa? Basterebbe un bacio …

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  6. M&C

    “Noi passiamo la vita a scaricare sugli altri i nostri pesi. Qualcuno fa il contrario, ed é questo che lo fa volare. A forza di essere vento, finirà col convincere anche me.”
    (Non superare le dosi consigliate – F. Centofanti)

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  7. vale

    A volte siamo troppo distratti e ci perdiamo il sapore della speranza, il calore della Luce. A volte, basta guardarsi attorno e trovare ciò che cerchiamo anche se ci appare misterioso.

    ” Don Davide socchiuse gli occhi, gli sembrò di sentire in bocca la polvere della Palestina sollevata dai calzari di Gesù, nel suo cammino paziente lungo i secoli.
    Si guardò intorno, come per cercare ispirazione.”
    da “Ecco l’uomo” F. Centofanti

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  8. pam

    ‘Un uomo pallido, soprabito scuro e sciarpa inserita nell’interno’, mi ricorda uno dei due angeli de ‘Il cielo sopra Berlino’ di Wim Wenders.
    Ma quest’uomo misterioso non è solamente un osservatore che guarda la città da un’angolazione speciale. Qui c’è un messaggio di amore e di cura che viene a cercare le persone singolarmente, come se volesse dire ‘mi interessi tu’.

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  9. Raf

    E se rappresentasse solo se stessa, finalmente? Chi glielo ha impedito fin da piccola? Perché si è sentita sempre inferiore, avanti agli altri?

    Forse , perche lei aveva avuto l’impressione che gli altri fossero più belli e più intelligenti di lei, o almeno così le avevano fatto credrere! O forse solamente ,perchè gli altri non volevano che lei diventasse una bellissima farfalla in grado di volare verso la libertà di essere se stessa,controllandole ogni suo movimento,certi che in questo modo ,la potessero possedere definitivamente.
    Ma Gilda,questa volta ha preso in mano la situazione ,vuole andare avanti e sapere se la sua vicina ama Arturo o qualcun’altro.Gilda ,ora è decisa e non si ferma davanti a niente ,ed è proprio per questo motivo che incontra quell’uomo misterioso,che non solo sembra conoscere tutto di lei ,ma le dona una speranza,facendole capire che anche per lei “c’è una luce che l’aspetta, con pazienza”.
    Gilda ,ora deve solo credere in se stessa,così anche per lei avrà il suo momento di gloria,sognato ,ormai da tanto tempo!

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  10. ema

    “La città è un inseguire la polvere, le cartacce che il vento porta via, con un fischio sinistro.”

    Saldamente ancorati all’amore di Dio per non farsi portare via dal vento come cartacce ma con la leggerezza delle foglie che danzano al vento.

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  11. Raf

    Le nuvole pendono dal cielo come ovatta insanguinata, chissà quali ferite hanno dovuto tamponare.

    Forse ,sono le ferite di Gesù crocifisso,quelle che le “nuvole hanno dovuto tamponare” perchè è da esse che scorre e nasce l’Amore per ognuno di noi!

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  12. M&C

    “Se un giorno
    ti venisse voglia di piangere…
    Chiamami.
    Non prometto di farti ridere,
    ma potrei piangere con te…

    Se un giorno
    tu decidessi di scappare,
    non esitare a chiamarmi.
    Non prometto di chiederti di restare,
    ma potrei scappare con te.

    Se un giorno
    ti venisse voglia
    di non parlare con nessuno…
    chiamami.
    In quel momento
    prometto di starmene zitto.

    Ma…Se un giorno tu mi chiamassi
    e non rispondessi…
    Vienimi incontro di corsa…
    forse Io ho bisogno di te!”

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  13. Ernesta Scappaticci

    @ Raf detto
    Nel commento n°14
    Speriamo che sia sempre interessata, questa donna così determinata e fiera!
    Qualche volta la pazienza ti tradisce, e dici a te stessa: ovviamente parliamo di Gilda, sai che c’é di nuovo
    adesso se non fa qualcosa lui …… io” mi accuccio” mi riposo, sento un po’ di musica e………. aspetto il mio momento di gloria !

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  14. Ernesta Scappaticci

    @ Mec detto

    Bellissima poesia.

    Magari avessimo qualcuno a cui pensare così,che ci aspetta , con tenerezza ,cosa assai difficile se non
    é sensibile come questo magnifico poeta.

    Speriamo che con un atto di costrizione, si faccia un bell’esame di coscienza, e guardando dentro se stesso si dica: guarda l’altro come l’ultimo e metti da parte i tuoi guai, lui o lei vuole questo da me.

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  15. Ernesta Scappaticci

    “Arturo sei vero?”
    Io non riesco a commentare, mi sembra tutto: un po’ verità e un po’ menzogna.

    Speriamo per Gilda che sia vero, caro scrittore cerca di esistere, penso che se non hai paura anche tu
    sarà meglio per tutti voi.
    Sia per Gilda che per Ester.

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  16. Roby (s.d a.)

    @ Ernestina

    Sento la fiducia alla base di ogni rapporto, la fiducia per la condivisione di idee e progetti, la fiducia come speranza di una rinascita nella quale alla base di tutto ci sia l’amore e il rispetto, per chi consideriamo amico e non

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  17. Raf

    @ Ernestina

    La pazienza è una virtù che poche persone hanno,quello che potrebbe tradire Gilda ,secondo me, non è la pazienza di saper aspettare il suo momento di gloria ,ma l’incapacità di essere semplicemente se stessa!

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  18. Titti

    “E se rappresentasse solo se stessa, finalmente?”

    Una maschera per interpretare un altro; una maschera per nascondersi; una maschera per mettersi in mostra; una maschera per esprimere se stessi…in un mondo in cui ci si nasconde dietro maschere, ruoli ed incarichi per poter apparire piuttosto che essere semplicemente quel che si e’, al naturale. (E’ proprio il caso di dire “Scialla” 🙂
    E’ bello e sano accettarsi per come si e’ fatti ed andare incontro agli altri con spontaneita’, con bonta’ (che e’ cosa ben diversa dal buonismo) e non per il proprio tornaconto, dopo averli “catalogati” in base al loro status o prestigio.
    Bisogna andare oltre l’apparenza ed il desiderio di apparire, per arrivare alla verita’ di se stessi e del prossimo.
    Che il Natale, celebrato nel romanzo come nella vita reale, faccia cadere le maschere dei vari personaggi per cominciare un nuovo anno pieno di Amore.

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  19. Titti

    “Gilda ha deciso di andare dalla bionda del piano di sotto (ndr. Ester)…Scende le scale in fretta…Ecco la porta: e ora che le dico?
    In quel momento, esce un uomo pallido, soprabito scuro e sciarpa inserita nell’interno”

    Quella che si dice “unita’ teatrale spazio-temporale”: nello stesso palazzo, nella stessa giornata, si sta concentrando la presenza dei vari personaggi.
    Arturo, lo scrittore, forse e’ ancora dietro la colonna a spiare la situazione?
    Recatosi da Ester, come un fantasma ora segue le tracce anche degli altri personaggi, nascosto, invisibile ai loro occhi, ‘per caso’ entra nella loro vita, spiandoli nei loro segreti e nelle loro debolezze.

    Probabilmente questo sara’ uno di quei “romanzi in cui alla fine ci si sveglia e tutto ritorna come prima”.

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