I sei passeggiatori

di Franco Arminio

i sei passeggiatori
in piazza
una rosa gialla in via santa croce
il giro che ho fatto tante volte
la nebbia esce dalle case chiuse
il paese perfeziona ogni giorno
la sua morte.

***

le quattro del pomeriggio
l’ora delle partite
nel cielo una luce precisa
la riconosco
viene dalla crepa
che attraversa marzo e aprile.

***

qualcuno si ferma all’edicola,
molti sono dal medico,
in piedi o seduti sulla plastica,
in attesa, seduti con la mente
sulla sedia a rotelle del paese.
anime fredde gole infiammate.
malati loquacemente finti
che tolgono il fiato ai malati veri,
muti come cipressi dentro i cimiteri.

***

i capolavori dell’incuria:
di fronte a noi
ma non coevo
c’è uno che sta vicino al muro
come un bassorilievo.
nelle terra che fu del lupo
nel mattino di marzo
meste sentinelle
del dirupo.

2 pensieri su “I sei passeggiatori

  1. marcosic

    Franco salve.
    Mi ha colpito la lucidità con cui hai descritto la gente e il paese, ma anche il clima e le ore che passano. E’ la presenza delle piccole cose, delle cose a volte meschine ma di tutti i giorni, di cui nessuno può fare a meno. Grazie per questo affresco, per questo breve ma intenso ritratto, fatto di cose semplici, crude, essenziali. Fatto di verità pura, per quanto scomoda.
    Marco Sicurezza

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