17. Anelli

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=5z28nDZEIa8]

da qui

Dalia ha voglia di dimenticare. Ma è possibile? Andrà al pub, sì, quello in cima alla salita, vicino alla banca dove fa il prelievo. Non c’è mai stata: come sarà il gestore? Troverà persone che conosce? Ma perché deve sempre interrogarsi? Lasciati andare, finiscila di girarci intorno. Hai bisogno di stordirti, basta una Guinness, magari due; o tre? Sale. L’ingresso è promettente, intravede una struttura in legno, un’atmosfera da saloon di western all’italiana. Che penseranno di una donna sola che entra in un locale come questo? Ma chissenefrega: butta finalmente a mare la zavorra.
Buonasera!
La ragazza la conduce a un tavolo in fondo: dietro c’è una sella da cavallo.
E’ la prima volta che ci vengo.
Cosa le porto?
Dài, una bella media coi pistacchi e sarà quel che sarà.
Mi sento meglio, era così facile? Ma certo! Non ricordi più il suo nome. Guardi le pareti, la TV che manda la partita – possibile? anche qui?
Aspetta qualcuno?
Ho bevuto troppo?
Le ho chiesto se aspetta qualcuno.
Lei chi è?
Si sta facendo scuro: posso sedermi qui con lei?
Perché ti piace tanto, Dalia, sei impazzita? Quante ne hai ordinate? Non ricordi, non ricordi nulla.
Certo, da dove viene?
Bella domanda. Da un concerto.
Di chi?
Mio.
Dalia ha un accesso di tosse; non vomiterà, adesso che c’è lui?
Significa che canta?
Significa che canto: è un modo per non prendermela quando mi feriscono.
Accidenti, allora canto anch’io.
Perché no? L’importante è uscirne vivi. Vuole un’altra birra?
Un’altra? E poi, come ritorno a casa?
L’accompagno. Sarò i suoi occhi e il suo cervello. Quando la vita è dura, ci vuole uno che ti stia vicino.
Mi dà del tu?
Dicevo in generale. Le farebbe problema?
Forse ho bevuto troppo.
Quella che arriva sarà l’ultima. Ci sono notti in cui l’unica è dimenticare. Quando canto è lo stesso: raccolgo le forze per combattere col mondo.
Dalia cerca d’inquadrarlo, attraverso la nebbia delle Guinness: ha gli occhi azzurri, un pizzetto accennato, capelli ricci che cadono sul collo come anelli di un matrimonio appeso a un filo.

33 pensieri su “17. Anelli

  1. Roby (s.d a.)

    – L’accompagno. Sarò i suoi occhi e il suo cervello. Quando la vita è dura, ci vuole uno che ti stia vicino.

    Un angelo custode, quasi. E’ bello,quando il morale è sotto i tacchi, trovare qualcuno disposto ad ascoltarti, magari ti dà pure un consiglio, puoi fidarti , ma ci pensi? …e la nebbia delle Guinness si dissolve davanti ai tuoi occhi, quasi per magia

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  2. M&C

    – Quando la vita è dura, ci vuole uno che ti stia vicino.

    Condividere il dolore, portare insieme il peso che ti opprime, per non rimanerne schiacciati.

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  3. vale

    Sapere che c’è qualcuno che può sostenerti nei momenti più difficili e che quel qualcuno è la persona che ci sta più vicino, è indubbiamente la cosa più scontata da pensare. Molte volte però questo non accade ma ecco che l’aiuto arriva, inaspettato e non devi dare nulla in cambio. Forse è questo il progetto dell’ angelo custode, esserci comunque, sempre.

    http://www.youtube.com/watch?v=DqP_qqP8CeI&feature=related

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  4. Raf

    Dalia ha voglia di dimenticare. Ma è possibile?

    Quando si viene feriti nel profondo dell’anima,si prova un immenso dolore.E la prima cosa che una persona vorrebbe fare è “dimenticare”,ma voler “dimenticare” equivale a dire di voler scappare da ciò che ti fa male e che continua a farti male ,dovunque tu vada ,perchè fa parte della tua vita. Per poter superare ,ciò che ti fa male,c’è solo una cosa da fare : recuperare le forze per poterla affrontare.Magari con l’aiuto di qualcuno che si dimostra essere un amico.
    http://www.youtube.com/watch?v=lxDraIkWI4o

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  5. Stella Maria

    L’amore che non ti aspetti. Dimenticare è impossibile si può accettare e condividere ma non cancellare, si può imparare ad amare di nuovo o semplicemente lasciarsi andare di fronte a un sorriso che accende una luce di speranza dove regna il dolore.
    Bere, bere, bere, è un impulso irrefrenabile per far tacere il cuore, la ragione, ma è un analgesico che fa addormentare un male che si risveglierà e ancor peggio ne provocherà un altro, fisico, che farà preferire solo uno morale. Ma lasciarsi andare fa bene, è un passo verso la libertà a se stessi, cosa ben più difficile che darla agli altri. Lasciarsi andare è vivere, assaporare la vita e scoprire il “sè” che temiamo ci sfugga al controllo, ma chissà se perdere il controllo è un male o un viaggio meraviglioso dentro sè?

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  6. ema

    “- Significa che canta?
    – Significa che canto: è un modo per non prendersela quando mi feriscono.
    – Accidenti, allora canto anch’io.”

    Anche quando intorno a noi sembra esserci solo buio e silenzio, in qualche luogo qualcuno sta cantando anche per noi…vale la pena tendere l’orecchio.

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  7. Ernesta Scappaticci

    Oggi siamo stati alla festa del centro, belli i miei ragazzi.
    Sono molto felice, anche per una in particolare che questa sera aveva bisogno come me di un po’ di amore e di pace.

    Sono loro i nostri canti, i nostri angeli custodi….. “quando anche solo due di voi saranno insieme, io sarò con voi”

    Oggi per me é Natale.

    Auguro anche a voi di passarne uno “Simile”!

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  8. Ernesta Scappaticci

    @ Dani.p detto

    Ma non credo proprio che una come Dalia abbia bisogno di bere, forse mescerà lei qualcosa da bere.
    E’ una donna molto fiera, secondo me.
    Ma sapete io sono donna e quindi parteggio per lei comunque.

    Ernestina

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  9. pam

    ‘L’importante è uscirne vivi’

    Vivere fino in fondo: ne vale sempre la pena. A volte è proprio nelle situazioni più buie e dolorose che si rinasce, o si rivelano delle sorprese inaspettate, che magari cambiano la prospettiva con cui si guarda la vita.

    http://youtu.be/Kr0cDDJ7wFI

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  10. silvia

    Significa che canto: è un modo per non prendersela quando mi feriscono.
    Accidenti, allora canto anch’io.

    …L’impatto con il mondo è sempre forte
    per chi vorrebbe solo farne parte…

    Ti auguro Dalia di trovare il tuo canto, di riuscire a cantare la tua canzone.
    Mi piace il tuo sorriso aperto.

    http://www.youtube.com/watch?v=Im6jNX2swY8

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  11. M&C

    – Perché ti piace così tanto, Dalia, sei impazzita?

    Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L’amore mostra all’uomo quale dovrebbe essere.
    (Anton ?echov, Quaderni, 1891/1904)

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  12. marcosic

    Dimenticare, o almeno tentare di farlo. E’ normale quando l’anima va in protezione, come un PC o il circuito di un’auto quando rischiano di surriscaldarsi. Dimenticare del tutto non è possibile, so che è stato già detto ma lo ripeto perchè lo condivido. Quei ricordi, belli o brutti, ti seguiranno sempre, fino all’ultimo giorno, probabilmente deformandosi attraverso la lente del tempo. E forse quelle cose che ci parevano brutte ci accorgeremo che poi forse così brutte non erano e quelle che ci sembravano meravigliose, poi forse erano un pò mediocri.
    Ma a parte ciò, cercare di dimenticare è un esercizio doloroso. Lo si può fare con l’alcol (e bisogna fare attenzione), con le persone, con le attività, con qualsiasi cosa. L’importante è sempre essere consapevoli di ciò che si fa e che niente sia fatto a vanvera o a bella posta. Poichè in quel caso tornerà indietro come un boomerang, anche se abbiamo motivi validissimi per dimenticare, e ci verrà chiesto il conto con gli interessi. Così non conviene. Conviene almeno con un pò di consapevolezza. Però lasciarsi andare si, se ciò aiuta a dimenticare. Si può scoprire un nuovo se stesso, nuove sensazioni, una nuova consapevolezza del proprio sè. Anzi, forse è il momento opportuno per far cadere tutte quelle catene, ragnatele, blocchi che ci hanno impastoiato una vita intera, facendoci forse vivere a metà e godere ancor meno questa vita.
    Si Dalia, lasciati andare, segui l’istinto, vediamo che succede. Ama te stessa. Ma rispettati sempre, qualsiasi scelta tu faccia.
    Marco

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  13. Titti

    – Si sta facendo scuro: posso sedermi qui con lei?
    Dalia cerca di guardarlo, attraverso la nebbia delle Guinness: ha gli occhi azzurri, un pizzetto accennato, capelli ricci che cadono sul collo come anelli di un matrimonio appeso a un filo.

    Bello! Mi sembra una trasposizione in chiave moderna (compresa la birra 😉 della cena di Gesu’ con i discepoli di Emmaus.
    Il prossimo ad incontrarlo sara’ Fausto?

    Rispondi
  14. Dany P.

    @ Ernestina

    Anch’io sono sempre dalla parte delle donne,Ernestina…

    Grazie per l’augurio bellissimo di un Natale “Speciale”,proprio come lo hai sentito tu,oggi,alla festa dei ragazzi..
    che sia davvero cosi’..di gioia e di condivisione…di amore e di pace,per tutti.

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  15. Rashide

    Dalia ha voglia di dimenticare. Ma è possibile?

    Per liberarci da ogni dipendenza nevrotica e da ogni tendenza al dominio, bisogna capire fino in fondo che solo guarendo si puo incominciare a fare un po’meno male a se stessi e a chi ci circonda, non ci sono altri modi di essistere in prima persona e farsi valere, tutto questo ci rendera testimoni credibili di libertà e di liberazione per tutti.

    Rispondi
  16. ema

    “ha gli occhi azzurri, un pizzetto accennato, capelli ricci che cadono sul collo come anelli di un matrimonio appeso a un filo.”

    Le persone che si fanno vicine hanno nei capelli (e non solo) tutte le promesse del mondo.

    Rispondi
  17. Ernesta Scappaticci

    @ Roby ( S.d.A.) detto
    Bella canzone, ieri sera mi ha tenuto compagnia, grazie le parole scritte sopra le immagini , dovrebbe essere veramente il nostro cammino continuo.

    Anche io auguro a tutti voi un buon Natale, vi abbraccio, e vi bacio .

    ernestina

    Rispondi
  18. Roby (s.d a.)

    @ Ernestina

    Grazie! Cos’è altrimenti il Natale, se non speranza, rinnovamento, occhi per vedere il mondo a colori?

    Rispondi
  19. ema

    “- L’accompagno. Sarò i suoi occhi e il suo cervello. Quando la vita è dura, ci vuole uno che ti stia vicino.”

    PORTAMI IL GIRASOLE

    Portami il girasole ch’io lo trapianti
    nel mio terreno bruciato dal salino,
    e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
    del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

    Tendono alla chiarità le cose oscure,
    si esauriscono i corpi in un fluire
    di tinte: queste in musiche. Svanire
    è dunque la ventura delle venture.

    Portami tu la pianta che conduce
    dove sorgono bionde trasparenze
    e vapora la vita quale essenza;
    portami il girasole impazzito di luce.

    E.Montale

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  20. Agnese

    “Vivi in modo che guardando indietro non ti vergoni di niente”-certamente non mi ricordo chi ha detto.
    Umbriacarsi per dimenticare,soltanto che giorno dopo ti svegli con mal di testa,i problemi ricordi,non ti ricordi soltanto bene la serata precedente.
    Ma ogni tanto comunque,FA BENE!

    Rispondi
  21. Ernesta Scappaticci

    @ Ema detto

    Bellissima poesia, Bellissimo scrittore, l’ho riscoperto da poco e lo leggo spesso, apre mondi nuovi alla tua anima assetata di ogni forma di scrittura, e di amore.

    Scusate se mi ripeto, grazie ai miei ragazzi e a questo Blog, che leggo con attenzione.
    Che rileggo con la stessa attenzione, perché si sa è come nella vita: le cose viste più volte e più volte ancora, ti fanno scoprire la visione d’insieme.

    Non c’è, infatti niente di meglio che vedere l’altro, poco per volta, così da impararne sia i pregi che i difetti.
    Perché, questo vale per me ovviamente, quando incominci ad amarne i difetti, l’Amore ha senso, il senso
    “compiuto”.

    Rispondi

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