[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=I3SiEU4s96U&feature=related]
da qui
– Non ci posso, credere, mi hai portata qui!
– Ti porto dove vuoi.
– Sembra un sogno.
– Chi decide qual è il sogno e quale la realtà?
– Non è pericoloso?
– Cosa?
– Perdersi nei sogni.
– Chi ha detto che nei sogni ci si perde?
Di notte, la città è un pugno di luci nello stomaco. Fa male. I monumenti diventano fantasmi che incutono timore. No, fanno felici. I lampioni, là in fondo, sono perle preziose, diamanti che Dalia non avrebbe mai pensato di ricevere; nell’acqua si specchiano il ponte, le case; difficile decidere quale sia la parte giusta: i contorni netti o quelli più sfumati, dove sei tu a plasmare le forme, a immaginarle come preferisci. Non pensi sia venuta l’ora di dare un volto nuovo al tuo futuro?
– Così mi hanno insegnato.
– Quante cose ci insegnano che non sono vere.
Le nuvole rade disegnano macchie diverse ogni volta che le guardi: un pesce, un missile, lo scheletro di un cane.
– Come fai a distinguere?
– Si capisce dall’effetto.
– Spiegami meglio.
Sono uno davanti all’altra: come la cattedrale e il battistero, il campanile e i negozi che si allungano nella via illuminata come un rosario muto, pregno di colori.
– Se porta verso il bene, il sogno è più vero del reale.
– Sogni spesso?
Sono ancora più vicini: Dalia sente l’odore dei suoi ricci. Sullo sfondo c’è la statua; la mano stringe qualcosa: che sarà? Sembra una pietra.
– Quando sogno, scrivo canzoni.
– Per questo sono belle.
Che farà della pietra? Nella vita c’è sempre un gigante da combattere: riuscirai, Dalia, a sconfiggere il mostro che ti frena e ti impedisce di essere felice?
– La musica fa lo stesso effetto della luce: ti attira, ti trascina.
– Ho fatto un sogno: lanciavo una pietra contro la fronte di un gigante; la città accendeva le sue luci perché potessi prendere la mira.
Ora, quasi si toccano. La notte è l’unico punto oscuro dentro un sole abbagliante che la acceca.

– Sogni spesso?
“… tutto l’immaginabile può essere sognato, ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure un suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del desiderio è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra…”
(Le città invisibili- I. Calvino)
– Ho fatto un sogno: lanciavo una pietra contro la fronte di un gigante…
Non bisogna mai smettere di sognare, anzi i sogni vanno ascoltati.
Nei sogni possiamo riconoscere i nostri veri desideri e capire le nostre paure più profonde, per trovare, nella realtà, la pazienza e la perseveranza per realizzare i primi ed il coraggio di sconfiggere le seconde.
– Ho fatto un sogno: lanciavo una pietra contro la fronte di un gigante
“Lanciare una pietra contro la fronte di un gigante” è come avere il coraggio di affrontare le proprie paure ,facenole svanire nel buio della notte,per poter, finalmente, realizzare i nostri sogni nel cassetto.
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La musica fa lo stesso effetto della luce: ti attira, ti trascina.
Quando la “musica ” ti arriva dritta al cuore è come se sognassi ad occhi aperti e ti trascina in un mondo dove i sogni per un attimo diventano realtà.
Se porta verso il bene, il sogno è più vero del reale.
A volte pensiamo di avere dei desideri e ci diamo da fare per realizzarli ma non succede niente perché stiamo inseguendo dei falsi miti, magari sono desideri altrui che facciamo nostri. Dobbiamo invece percepire il piacere, l’emozione che ci da il sogno stesso. Per capire se il sogno è la via per la felicità dobbiamo sentire la passione dentro di noi, nel nostro sogno ci dobbiamo sentire vivi.
Quando sogno, scrivo canzoni.
– Per questo sono belle.
Quando si scrivono canzoni sognando ad occhi aperti,si confessano i desideri più profondi ,nascosti in fondo al cuore,”per questo le canzoni sono belle”,perchè il più delle volte parlano d’amore.
Che farà di quella pietra? Nella vita c’è sempre un gigante da combattere: riuscirai, Dalia, a sconfiggere il mostro che ti frena e ti impedisce di essere felice?
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità
(Pablo Neruda)
http://www.youtube.com/watch?v=LXlGk4IzCho&feature=related
– Sembra un sogno.
– Non è pericoloso?
Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.”
Paulo Coelho
[ carta da musica – Philip and I ] – a Philip Glass
“ dove mi porti, Philip?
“ dentro l’ossessione di sette note.
“ è quell’ossessione che mi lascia sospesa, Philip.
“ lo so.
“ Dimmi la verità, Philip
“ Non c’è la verità
“ C’è sempre una verità, Philip
“ La tua, la mia, non la verità. Ci sono le scelte, ma non c’è la verità
“ Perché non può esistere una verità che sia nostra?
“ Perché noi non esistiamo. Lo sai questo.
“ Anche questa sarebbe una verità nostra. inconfutabile peraltro.
“ Tutto è confutabile. Anche noi.
“ Ma se pronunci quel “noi” lo rendi vero, Philip. Ti contraddici.
“ Noi siamo contraddizione. La scrittura è contraddizione, la creazione è contraddizione. Il noi di cui tu parli sono note, acqua, vento, parole, sono fatti estranei al mio corpo, al mio vivere organicamente tra reale ed ideale.
“ Resta sempre un senso, Philip.
“ Resta il vuoto, restano le cose, la creazione. Resta quello che abbiamo vissuto senza saperlo.
“ Ma io lo so, Philip.
“ Se lo sapessi non seguiresti quel suono. Quel suono non ti appartiene, ti attraversa, ma non ti appartiene.
“ Sono io quel suono, Philip. Sei tu che non mi trattieni, per questo mi scrivi.
– da qui: http://www.youtube.com/watch?v=fca2oXLe9g4
– “ Dunque fare finta che tu non esista sarebbe la soluzione al caso? Al nostro caso? Dovrei rinchiudermi in un’indifferenza atona, smettere di ascoltarti, magari, obbedendo all’ordine grafico della tua penna, negandomi la rabbia, la danza, la grazia, le dita, i respiri, nel tuo spartito. Non ti rendi conto che questo equivarrebbe a distruggere quello che scrivi, quello che siamo, le cose che componi e immagini, tutto ciò in cui mi muovo? Puoi ignorarmi se vuoi, mescolarmi a mille altri suoni, ma mi hai creata come un tarlo e ora batto il mio tempo, oltre ogni tuo ragionevole desiderio.
– “ Io scrivo note, note per film. Ogni pellicola ha il suo corso. Tu mi vedi dove non esisto. Ci sei tu, è vero, ma sei solo la proiezione delle altre mille ombre che mi hanno percorso. Non sei nulla di più di un accordo, forzato, ripetuto. Sei uno dei miei canoni, mi ossessioni fino a morire sulla carta. Resterà solo un violino. Un violino stridente e il suo dolore, il tuo dolore, non il mio.
http://www.youtube.com/watch?v=694Ls8POGSw&feature=related
Se porta verso il bene, il sogno è più vero del reale..
Sognare è come ascoltare il proprio cuore..le sue paure,le incertezze,i desideri..perchè nella vita c’è sempre un gigante da combattere,e a volte un sogno diventa una strada da seguire,una via per la felicità..
Ho fatto un sogno: lanciavo una pietra contro la fronte di un gigante: la città accendeva le luci perché potessi prendere la mira.
Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni.
Paulo Coelho
– Ora, quasi si toccano. La notte è l’unico punto oscuro dentro un sole abbagliante che la acceca.
L’amore vero è un sole che abbaglia, è una luce accecante che vince il buio oscuro della solitudine.
Di notte, la città è un pugno di luci nello stomaco. Fa male. I monumenti diventano fantasmi che incutono timore. No, fanno felici.
“i monumenti”possono “incutere terrore”,”le luci”possono essere come un “pugno nello stomaco” oppure “farti felice”….tutto dipende da come decidi di vivere la tua storia .Perchè non è la città che stà cambiando,ma sei tu che stai vivendo la tua vita sotto una nuova luce , e ogni volta che guardi la città , essa ti dona un ’emozione sempre nuova.
“- Non ci posso, credere, mi hai portata qui!
– Ti porto dove vuoi.”
http://www.youtube.com/watch?v=4p9TAx5i6SU
“PORTAMI CON TE,DOVE C’é QUEL SOLE,DOVE C’è QUEL MARE,DOVE CI SEI TU”
“Chi decide qual è il sogno e quale la realtà?”
Quando si sogna di amare si ama davvero.
“lanciavo una pietra contro la fronte di un gigante; la città accendeva le sue luci perché potessi prendere la mira.”
Le pietre
Sento cadere le pietre che abbiamo gettato,
cristalline negli anni. Nella valle
volano le azioni confuse dall’attimo
gridando da cima a cima degli alberi, tacciono
nell’aria più leggera del presente, planano
come rondini da cima
a cima dei monti finché
raggiungono l’altopiano più remoto
lungo la frontiera con l’aldilà.
Là cadono
le nostre azioni cristalline
su nessun fondo,
tranne noi stessi.
Tomas Transtromer
grazie!
bello, Natalia…
grazie a te, Fabrizio.
http://www.youtube.com/watch?v=6jApwZvtHyg
” Che è mai la vita? Una frenesia. Che è mai la vita? Un’illusione, un’ombra, una finzione…
E il più grande dei beni è poi ben poca cosa, perché tutta la vita è sogno, e gli stessi sogni son sogni!”
(Pedro Calderón de la Barca)
Il desiderio di liberarsi con la mente, può portarci dove vogliamo. La nostra capacità di andare in un luogo, con la mente, è legata al nostro livello di libertà, alla libertà che sperimentiamo, che proviamo. I sogni sono i nostri trasmettitori, i ricettori delle nostre istanze. I sogni sono le navicelle che possono salvarci quando la vita è assediata, assediata dagli altri, dai problemi, dai dolori; a volte da noi stessi. Nei sogni è impossibile perdersi, se sono fatti con mente libera, con cuore pieno: se sono fatti con amore. Ecco, quei diamanti che ci vengono descritti sono il premio per aver creduto, aver avuto la pazienza di attendere, soffrire ed aspettare un segno. Per aver creduto e voluto; per aver desiderato il bene. Per aver saputo soffrire senza perdere eccessivamente il controllo, pensando che la sofferenza avrebbe portato infine a qualcosa di buono.
Ecco, i sogni, se ben gestiti, possono realmente arricchire il nostro futuro di un nuovo volto. Siamo solo noi a volerlo, a dare il “là”. La pietra che ci viene offerto di lanciare, libera la nostra energia, affranca la nostra mente, rende giustizia alla nostra lotta, illumina il cammino che stiamo effettuando, ci indica un nuovo percorso.
Ecco dunque: il sogno è un’acqua preziosa, che disseta e ristora, che cura e lenisce. Se ben gestito, può liberare la nostra mente, toglierci alcune catene, potenziare le nostre capacità, condurci dove desideriamo. Per poter lanciare la pietra nel momento giusto, nella direzione giusta, è necessario essere illuminati, aver fatto un percorso, aver accumulato dolore e gioia contemporaneamente, aver metabolizzato che ciò che di bello o meno bello ci accade nella vita è un percorso, in fin dei conti, e che è proprio seguendo quel percorso che possiamo liberare noi stessi, che poi equivale a trovare la verità, a trovare noi stessi. Ecco ancora: questo meccanismo, che può apparire epocale, può invece essere giornaliero, realizzarsi spesso, consentirci di librarci ogni giorno, farsi gustare e carezzare quando necessario. Siamo noi a volerlo, a desiderarlo. Siamo noi a fare le cose e a lanciare la pietra al momento giusto.
Marco
Può apparirci un labirinto a volte la vita, infinito, esteso, impercorribile.
E’ tardi, è tardi, corriamo, raddoppiamo gli sforzi.
E’ tardi? Guardiamo, amiamo e crediamo. Troveremo la pietra al termine di quel labirinto e potremo scagliarla dove desideriamo. Il sogno conduce la nostra danza.
Marco
Labyrinth – Philip Glass
http://www.youtube.com/watch?v=IT_vMQBWf4s&feature=related
– Chi ha detto che nei sogni ci si perde?
Sognare è un po’ ritrovare, far riemergere il bambino che è dentro di noi, lo spirito libero che ci fa emozionare davanti alle luci dei lampioni riflesse nell’acqua, (ri)scoprire la propria vita, con tutti i suoi limiti, accettandola per quella che è e che non è stata, sognando di viverla nella consapevolezza di aver ricevuto il dono più grande che avremmo mai potuto ricevere e, in quest’ottica, rimettersi in gioco, allontanando i fantasmi di quelle felicità rincorse e mai raggiunte
Pietre, pietre da scagliare, da tenere in tasca o in cui inciampare, miliari o semplici sassolini, rocce d’altura o fondali marini. Comunque pietre da lanciare per sconfiggere mostri e fantasmi, liberarsi di qualcosa che opprime, o solide basi su cui fondare la propria casa, e tu che pietra sei? Non importa perché sei reale, tangibile, materiale, espressione viva di quelli che qualcuno chiama sogni. Sei freccia scagliata in avanti da un arciere o, se preferisci, da una fionda in mano a un ragazzino che sarà re. Pietra lanciata da una mano ferma, divina, verso il mondo, a sconfiggere ciò che l’uomo chiama paura affinchè possa realizzare un sogno: comporre la propria musica, perché non c’è canzone più bella di quella scritta dalle note del nostro vivere sul pentagramma della vita, per quel Dio la cui mano tende la fionda.
http://www.youtube.com/watch?v=1DZI4SQgZW0&feature=related
Ogni cosa sembra diversa quando ci si apre all’amore, é tutto bello, amiamo anche i difetti che notiamo nell’altro.
Dalia é molto presa da questo ragazzo dai capelli ricci, che sembra sapere ciò di cui lei ha bisogno.
Non so perché, ma c’è in me un dubbio: questo ragazzo che la tenta che le fa provare sensazioni nuove, é un bene per lei? O sarebbe meglio che gliela tirasse in testa, la pietra.
Nella vita c’è sempre un gigante da combattere: riuscirai, Dalia, a sconfiggere il mostro
Le difficoltà della vita possono diventare un gigante quando la paura (ma anche lo sconforto o la depressione) le rendono apparentemente insormontabili, di dimensioni titaniche.
A volte non serve un’armatura, ma semplicemente una piccola cosa dove ritroviamo noi stessi , la ‘’nostra arma’’: ancora più bello se una luce amica ci aiuta ad usarla nel modo migliore.
vi ringrazio.
i sogni a volte sono pietre, ma puoi farle rimbalzare sull’acqua, e allora volano veloci.
“continua il dubbio e la penombra cresce.
Se sapessi che è stato di quel sogno
che sognai,o che sogno aver sognato,
saprei tutte le cose”
J.L.Borges”Dimenticando un sogno”