di Matteo Bianchi
Temperature sotto lo zero:
ancora vittime al Nord.
1.
A Venezia di nessuno,
in cui, tra vento e mare,
non rimane molto spazio
per sperare.
Cercavo una porta d’acqua
tra calli annerite dal sale
e pali di legno marciti.
Città a ritmo di mare.
Gli svassi in fuga in fondo al canale,
davanti alla prua:
disteso in vetta alla barca
per passare sotto i ponti
fumando realizzavo quei secondi.
Divieto di scaricare se stessi.
La Bora mi bruciava gli occhi.
Impassibili i gabbiani
sui pozzi o sospesi
accanto alle navi,
facevano festa:
sopravvivere con poco,
spensierati.
«Vento di tempesta, al largo
o su chissà che altra costa,
portami con te
da quanto tiri forte
nella mia testa».
La schiuma sul limitare dell’onda
non era neve.
Solamente il suo ricordo.
2.
Il buio insegna il bianco.
Soltanto nel buio di un riposo
che non si rassegna
sento l’abbacinarsi della neve.
3.
Nella nube di neve
smessa dal diretto in ritardo
sui pendolari fiaccati
dalla Bora impertinente,
mi travolgeva un sogno:
smarrire di continuo qualcosa
durante il viaggio di ritorno.
A rendermi inquieto, però,
non erano gli oggetti
4.
I fiocchi di latte e pane in mezzo
alle ciglia – gli stessi occhi –
delle scuole lontane.
Facevamo a palle di neve
e i colpi a freddo ti crepavano le mani
tornavi quello che eri.
5.
C’era già chi spalava.
Io due passi indietro,
dentro fino al ginocchio:
sottobraccio una busta di carta,
tornavo dal droghiere
con caffè, cioccolato
e “anni non miei”
(etichetta di un amaro).
Poi mi decidevo
a spazzare quella fine,
franate abitudini.
Invece del letargo estense
avrei preferito una vita a Avallon:
romantico svernare
nella stagione degli amori illesi.
La primavera in stanza.
6.
La sigaretta si consuma
tra le dita: ridotto
a un niente
sono io dalla passione.
Per prima ti ringrazio
del seguito, della ferita:
noi siamo nel dolore
liberi davvero.
Un mozzicone si abbandona
di spalle, della neve si fida
Un vecchio impreca:
«chi si ferma è perduto».
***
Matteo Bianchi (1987) è laureato in Lettere Moderne e studia Filologia moderna e contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha pubblicato le raccolte Poesie in bicicletta (Este Edition 2007) e Fischi di merlo (Edizioni del Leone 2011). È tra i fondatori del blog letterario correnteimprovvisa.blogspot.com. A Ferrara cura la rassegna di poesia In gran segreto.
***

“Il buio insegna il bianco” e il meno contiene il più.
Bene bene bene.
Grazie e ciao,
Roberto
Spero il mio grazie ti basti.
Valeria
Grazie a voi dell’attenzione.
Un sorriso,
Matteo