73. Sette meno dieci

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=QohvQH4b7ns&ob=av2e]

da qui

Sì, perché non ci hai pensato prima? E’ l’esito logico di un seme piantato nell’adolescenza, col tuo amico Arturo, la mansarda dei sogni, c’è qualcosa di male? Dimmi: c’è qualcosa di male ad ascoltare i sogni? Hai fatto bene a organizzare tutto, stai già pregustando la vittoria, le folle che acclamano qualcosa in cui credi, finalmente, dopo il successo inutile, amaro, perché la lettura è un fatto commerciale, sei arrivato a odiare gli scrittori, il castello di menzogne costruito a ogni lancio di bestseller, romanzi che non valgono nulla perché inseguono i gusti della gente, mentre cerchi un traguardo che rimanga. Fausto, Fausto, come hai potuto essere così poco intelligente, non avevi capito che saresti diventato il galoppino di gente senza scrupoli, il ruffiano di scribacchini privi di talento? Con quale piacere ti apposti davanti all’edificio mentre la città sprofonda nei suoi incubi e nessuno sospetta che il presidente possa assistere alla distruzione della sua creatura, all’atto iniziale di una rinascita gloriosa. Che nome gli darai? Pensaci bene, che faccia colpo al primo impatto, sarà l’impresa che cambierà la storia, la colonna sonora di un’era inaspettata. Ecco, manca poco, Fawzi avrà innescato il meccanismo programmato  per esplodere appena sarà lontano a sufficienza: quanta fatica risparmiata alla mente dei lettori, sempre prostrati di fronte alla macchina della pubblicità. Risorgerai dalle macerie, troverai un amore nuovo, dimenticherai il passato di tristezze e frustrazioni. Vuoi essere felice? Cosa daresti in cambio? Come ti chiami? Quasi come te. Sei sicuro che poi sarei felice? Ho mai mentito? Ed Ester? L’ho proposto anche a lei. Che cosa ha detto? Non dovrai più nasconderti, cancellare i messaggi delle amanti, dall’alto del successo riderai dei lamenti di chi ti vorrebbe incatenato. Non ha detto nulla, ma cosa conta, Ester? E’ la svolta della vita, eliminare alla radice gli ostacoli che ti tarpano le ali. Ti vedi già sul palco, col pubblico in delirio: si chiamerà Per sempre, immagini il marchio sui CD, sui poster sparsi per tutta la regione, col cantante di spalle colpito dalle luci dei fari, altro che stelle, le stelle siete voi. Scrollarsi di dosso la zavorra insopportabile del tempo, vivere un presente eterno, cominciato in questo istante – bravo, Fawzi -, col rumore dei vetri frantumati, dei tavoli che volano per strada, col crepitio di fiamme che riscaldano la notte gelida come una cometa. Ridi, Fausto, in fondo, cosa hai dato in cambio? Non era che un peso. Alzati, risorgi: cos’è questo squillo? No, le sette meno dieci, dannata sveglia! Ma non manca molto, il sogno è soltanto rimandato.

35 pensieri su “73. Sette meno dieci

  1. Roby (s.d a.)

    Ah, che ansia! Lo squillo della sveglia, a volte distrugge i sogni più belli, a volte ti rimette con i piedi a terra

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  2. Cri

    UOMO DEL MIO TEMPO.

    Sei ancora quello della pietra e della fionda,
    uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
    con le ali maligne, le meridiane di morte,
    t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
    alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
    con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
    senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
    come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
    gli animali che ti videro per la prima volta.
    E questo sangue odora come nel giorno
    Quando il fratello disse all’altro fratello:
    «Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
    è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

    (S. Quasimodo)
    Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
    Salite dalla terra, dimenticate i padri:
    le loro tombe affondano nella cenere,
    gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

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  3. RossellaT

    il sogno e’ soltanto rimandato

    forse perche’ era quello sbagliato. Ci vuole un’altra sveglia, uno squillo diverso a destare il cuore, a risvegliare un sogno di vera felicta’.

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  4. Raf

    Vuoi essere felice? Cosa daresti in cambio? Come ti chiami? Quasi come te.

    Faust,non è un angelo di cui ci si può fidare è un “angelo al contrario” o meglio un angelo nero,un angelo che si vuole impossessare del tuo passato e quindi della tua vita. Cancellare il tuo passato è come cancellare una parte di t,e dare retta a Faust significa diventare suoi schiavi, in cambio di una felicità fasulla ,di una felicità non vera ,perchè quello che ti promette è pura illusione,lui non ti dona la felicità ,ma il sapore di un successo dal quale non puoi più sfuggire ,legandoti definitivamente a lui.

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  5. Raf

    nessuno sospetta che il presidente possa assistere alla distruzione della sua creatura, all’atto iniziale di una rinascita gloriosa.

    Un fiore può nascere dalle macerie ,se si riconoscono i propri errori affrontandoli per quelli che sono ,ma se dagli errori si sfugge commettendone altri non ci potra essere mai “una rinascita gloriosa”.

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  6. Raf

    dopo il successo inutile, amaro, perché la lettura è un fatto commerciale, sei arrivato a odiare gli scrittori, il castello di menzogne costruito a ogni lancio di bestseller, romanzi che non valgono nulla perché inseguono i gusti della gente, mentre cerchi un traguardo che rimanga.

    RICOMINCIARE

    Se sei stanco e la strada ti sembra lunga, se ti accorgi che hai sbagliato strada,
    …Non lasciarti portare dai giorni e dai tempi,
    Ricomincia.

    Se la vita ti sembra troppo assurda,
    Se sei deluso da troppe cose e da troppe persone
    …Non cercare di capire il perché, Ricomincia.

    Se hai provato ad amare ed essere utile, Se hai conosciuto la povertà dei tuoi limiti,
    …Non lasciar là un impegno assolto a metà,
    Ricomincia.

    Se gli altri ti guardano con rimprovero,
    Se sono delusi di te, irritati,
    …Non ribellarti, non domandar loro nulla,
    Ricomincia.

    Perché l’albero germoglia di nuovo dimenticando l’inverno, Il ramo fiorisce senza domandare perché,

    E l’uccello fa il suo nido senza pensare all’autunno,

    Perché la vita è speranza e sempre ricomincia..

    (Anonimo)

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  7. Raf

    altro che stelle, le stelle siete voi

    La differenza fra le stelle del cielo e quelle del palcoscenico è che le stelle del cielo più ti avvicini e più sono grandi,mentre quelle del palcoscenico più ti avvicini e più sono piccole.
    Un ex Primo Violino della Israel Philharmonic

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  8. roberta Z

    …oppure é Dalia che gli dice che sta cercando la bomba e che insieme a lei c’è il personale delle pulizie.
    Che farà Fausto, le dirà di correre fuori per mettersi in salvo o, consigliato da Faust lascerà che tutto salti in aria?

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  9. Stella Maria

    … dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior… (F. De Andrè)

    forse Fausto non ha ma ascoltato De Andrè, come può fare il discografico se non conosce le colonne della musica e non impara da esse?

    dalle ceneri si può rinascere, come l’araba fenice che era cara a D’annunzio. E “La Rinascente” è un marchio già noto:-))

    ho capito don, finito questo romanzo diventerai il nuovo Mogol, in bocca al lupo e …. mancano ancora 3,5 ore:-)))))))))))))))))))))
    baci

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  10. marco1963

    Cosa darebbe ognuno di noi in cambio della felicità? Quando non ho molto da fare, a volte me lo chiedo. Poiché l’argomento non è particolarmente interessante, secondo me. Una cosa è la felicità, una cosa è ciò che si darebbe per la felicità. Ciò che si darebbe per la felicità rischia di farci perdere di vista la felicità stessa; è un concetto falso, a ben vedere. Se uno, per abbracciare una persona cara, attraversa la strada distrattamente e si fa investire, cosa ha guadagnato? E’ il primo paragone banale che mi viene in mente, tra gente che mi parla accanto, telefoni che squillano e mail di gente che dista 50cm da te che piovono senza ritegno, per ogni piccola cosa, un vero abuso. A volte vorremmo guadagnare quella felicità che ci manca, per “scrollarci di dosso la zavorra del tempo”. Ma per quale motivo? Quel tempo, anche se desideriamo dimenticarlo, non fa semmai parte della nostra vita? Non ha contribuito a fare di noi ciò che noi adesso siamo? Il volerlo dimenticare, anche se a volte comprensibile, mi pare una cosa che non sta in piedi. Con un parallelismo azzardato, mi ricorda la collaboratrice domestica di un mio amico di tanti, troppi anni fa, che il giorno prima di fare le analisi – nonostante tutte le raccomandazioni che le venivano indirizzate – mangiava esattamente tutto ciò che le veniva proibito, dicendo che tanto il medico non se ne sarebbe accorto. Ha preso medicine per anni. Chissà se ha vissuto felice ed è morta felice. Spero per lei di si.
    Dare qualcosa per la felicità. Ma se diamo qualcosa per ottenere la felicità, vuol dire intrinsecamente che quella felicità non l’abbiamo. E se non l’abbiamo ciò significa che non ci appartiene. E se non ci appartiene, vuol dire che non fa parte di noi. E se non fa parte di noi, ficcarla dentro a forza mi pare fuori luogo. E’ come quello che fa un’ora di jogging e poi si mangia mezza torta. Era meglio stare fermi.
    Credo che nel momento in cui baratto qualcosa per ottenere la felicità, mi lego mani e piedi a qualcosa che con la felicità poco o niente ha a che fare. La felicità è anche realizzare di non star bene, è volere un bacio e non ottenerlo, è voler essere abbracciati spontaneamente senza dover prendere l’iniziativa ogni volta, è essere cercati senza dover sempre cercare. E’ avere un desiderio e non poterlo soddisfare. La felicità è capire ciò che ci manca. Noi siamo ciò che ci manca. Probabilmente un attore drammatico, non ha avuto drammi in vita sua e un attore comico è tendenzialmente triste. La felicità spesso è qui, presso di noi. Ma lottare per ottenerla, barattare qualcosa, è intrinsecamente errato.

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  11. gum

    La soluzione è nel titolo : “Per sempre”. Forever,forever: si sente meglio lo scorrere di un tempo infinito, senza tempo. Inizia la rinascita? No! non sei mai morto, gli estremi si toccano . In mezzo talora la pubblicità interrompe coi suoi spots ammaliatori la visione dello spettacolo perfetto, ma il sogno resta, unica cosa reale E’ tanto meraviglioso che non riesci a sentire lo squillo della sveglia.

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  12. ema

    “Ridi, Fausto, in fondo, cosa hai dato in cambio? Non era che un peso.”

    Prospettiva –
    da Due punti –

    Si sono incrociati come estranei,
    senza un gesto o una parola,
    lei diretta al negozio,
    lui alla sua auto.

    Forse smarriti
    O distratti
    O immemori
    Di essersi, per un breve attimo,
    amati per sempre.

    D’altronde nessuna garanzia
    Che fossero loro.
    Sì, forse, da lontano,
    ma da vicino niente affatto.

    Li ho visti dalla finestra
    E chi guarda dall’alto
    Sbaglia più facilmente.

    Lei è sparita dietro la porta a vetri,
    lui si è messo al volante
    ed è partito in fretta.
    Cioè, come se nulla fosse accaduto,
    anche se è accaduto.

    E io, solo per un istante
    Certa di quel che ho visto,
    cerco di persuadere voi, lettori,
    con brevi versi occasionali
    quanto triste è stato.

    Wislawa Szymborska –

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  13. ema

    “Scrollarsi di dosso la zavorra insopportabile del tempo, vivere un presente eterno, cominciato in questo istante”

    “Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente.”
    Indro Montanelli

    Rispondi
  14. Rashide

    Tenetevi stretti i sogni

    Tenetevi stretti ai sogni
    perchè se i sogni muoiono
    la vita è un uccello con le ali spezzate
    che non può volare.
    Tenetevi stretti ai sogni
    perchè quando i sogni se ne vanno
    la vita è un campo arido
    gelato dalla neve.

    Langston Hughes

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  15. Stella Maria

    oggi è un buon giorno per perdersi e ritrovarsi:-)))

    AAAAA UUUU GGGG UUUU RRRR IIIII !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  16. Raf

    c’è qualcosa di male ad ascoltare i sogni?

    “Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.”

    Paulo Coelho

    Rispondi
  17. Vale

    Non sento mai la sveglia, guardo poco l’orologio e non faccio calcoli!!
    Forse mi sono persa ma vorrei anche ritrovarmi……con la cura giusta! :-)))

    AUGURISSIMI, Fabry!!!

    Rispondi
  18. Agnese

    Se si tratta di sveglia,ho due che spesso finiscono per terra prima che con gli occhi chiusi trovo “intruso”che mi sta disturbando a stare bene nel mondo di sogni.

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  19. Agnese

    “c’è qualcosa di male ad ascoltare i sogni”-no,importante che i sogni sono positivi. “Ecco,manca poco”-la nostra speranza che OGGI si migliora tutto,bisogna credere. E se alla fine di giornata ti accorgi che non è andato esatamente come desideravi-non ti preocupare,domani c’è un nuovo giorno,nuova speranza.
    “Vuoi essere felice?”-certo!
    “Vivere un presente eterno,cominciando in questo istante”-apri ti al questo che ti offre la vita,il bene esiste,amore anche.

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  20. pam

    le sette meno dieci

    ..giusto l’ora in cui mi sono alzata questa mattina. Ho voluto guardare la sveglia, però, perché oggi ho un viaggio da non perdere..

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  21. roberta Z

    Oppure dieci minuti prima Fausto sa che sul tetto c’é Ester che vuole buttarsi giù. Faccio due ipotesi:
    .Fausto é contento così spazza via tutto e tutti;
    .Fausto riesce a liberarsi di Faust e corre in azienda per avvertire tutti della bomba.
    Su questo ultimo punto altre ipotesi:
    – Fausto non fa in tempo e muore con tutti gli altri sotto le macerie;
    – Fausto riesce a mettere in salvo tutti riuscendo a togliere la bomba, che gli
    deflagra in mano.
    – Arrivano i pompieri, riescono a disinnescare la bomba. Fausto resta con un palmo di naso.

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  22. Ernesta Scappaticci

    Cara Agnese,
    Non smettere mai di scrivere i tuoi commenti su questo romanzo, sei veramente fantastica e sempre positiva e divertente, cosa assai difficile.

    Mi auguro di rileggerti presto.

    Anche io approfitto per fare gli auguri a Don Fabrizio.

    Un abbraccio a tutti voi.

    Ernestina.

    Rispondi
  23. Agnese

    per Ernesta
    ti ringrazio,questo che scrivo sono i miei primi pensieri,senza pensare.Mi sa che se penserei…non scriverei.grazie, un abbracio

    Rispondi

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