[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=VM06J-dthGo]
da qui
Che sia questo il centro del mondo? Una stanza da letto? Da quando Romolo e Veronica hanno preso a frequentarsi, la vita è cambiata. In un primo momento, la passione li ha travolti; si sono stupiti di quante cose sia possibile scoprire nel corpo dell’altro, oltre che nel proprio. I punti sensibili, le parole più efficaci, le carezze più tenere. A poco a poco, le sensazioni si sono trasferite alla lettura. Dopo essersi persi nelle reazioni imprevedibili dell’altro, attenti a ogni dettaglio in apparenza impercettibile, sono passati alla seconda fase: ognuno nella sua parte di letto, con il libro in mano. Stabiliscono una regola: leggere lo stesso romanzo contemporaneamente. Romolo ha il problema di sempre: si blocca e infila tra le pagine un altro segnalibro. Appena se ne accorge, Veronica gli chiede di resistere, di leggere almeno un’altra pagina. Lui sbuffa, a volte impreca, torna il Romolo intrattabile della cartoleria, quello che se la prende coi commessi nevrotici senza sospettare che la nevrosi potrebbe essere la sua, incapace com’è di superare ostacoli, pronto ad arrendersi e cercare altrove il filo che ha smesso di convincerlo. Ma lei è decisa:
– Se non continui, me ne vado.
Lui suda, trema, addirittura; l’interruzione del libro è un rito che lo rassicura, lo persuade che nessuno potrà costringerlo a percorrere una strada, si percepisce come quello dei sentieri interrotti, dei percorsi tronchi, dell’eterno ritorno.
– Non ce la faccio.
S’impunta come un mulo, anzi, come la mucca che ha visto immobile nel cortile della casa di montagna, dopo aver perso il contatto con la mandria.
– Non ci credo.
Da dove è cominciato tutto questo? Quale ostacolo lo ha convinto a fermarsi, nella notte dei tempi? Quale trauma lo ha sospeso per sempre a metà di un’azione e gli ha impedito di godersi lo sviluppo della trama? Perché nessun intreccio è così avvincente da coinvolgerlo? Quale meccanismo gli fa chiudere gli occhi di fronte alle svolte della vita, come a quelle dei libri? Cosa ha visto al di là della curva, mentre correva con la bici dietro alla bambina di cui non avrebbe mai saputo il nome?
– Vuoi fare ancora l’avvocato?
– Ho cambiato idea.
Era corsa via e per giorni e giorni non si videro. Romolo si disperò: aveva perso la voglia di studiare, se ne stava a letto, a guardare un disegno africano di animali. Fissava per ore le figure geometriche marroni e beige, chiedendosi che senso avesse ciò nella sua vita. Accumulava i libri, cominciava e si fermava sempre, a volte dopo poche righe. Passò un mese e la incontrò in libreria, appollaiata trionfalmente dietro la cassa verde. Rimase a bocca aperta.
– Non parli? Ho cambiato idea, voglio fare la commessa.
Da quel giorno non ci mise più piede. Gli sembrava un tradimento. Perché si era seduta sul trono del suo regno e gli aveva rubato la possibilità di vita che ancora gli restava? Lasciò un segnalibro sul bancone e sparì veloce nel sole tiepido di fine marzo.

L’amore ti cambia la vita, l’incontro con la persona giusta ti aiuta a superare i tuoi limiti e le tue paure, quelle che ti porti addosso dal passato e quelle nuove acquisite nel presente; non si sfugge da queste, anzi ti seguono ovunque, ma si possono curare con l’amore.
La paura è morte, l’amore è vita.
http://www.youtube.com/watch?v=yo0m2UmpySM&feature=youtube_gdata_player
Sete di te m’incalza (Pablo Neruda)
Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.
Può un amore nascere incompleto, morire sul sorgere, agganciarsi ad un limite? Può finire per legare più che liberare? Rincorrere sempre e solo una stessa idea senza aprirsi ad un sapore nuovo? Rischia di crescere assetato sempre di qualcosa, insoddisfatto di se stesso, alla disperata ricerca della luce che tanto reclama e che forse ha accanto. Ben venga però il correggersi, l’aiutare a superare un blocco. L’amore, passata la fase iniziale della ricerca spasmodica tra le lenzuola e del conoscersi intimo, deve evolvere, saper amare profondamente, chinarsi al destino, piegarsi per amore, amare il buio ed il rischio. Camminare a testa alta verso l’incertezza della vita. Se è vero amore, saprà farlo.
La crescita interiore di Romolo a un certo punto, per chissà quale motivo, si è interrotta; ha paura delle svolte, delle soluzioni, delle scelta definitive. Si spaventa quando oltrepassa il casello d’entrata nell’autostrada della vita, perché sa che la direzione è a senso unico, non ha la possibilità di fare inversione di marcia, e allora approfitta della prima uscita e torna indietro, senza riuscire a raggiungere mai la meta. Chissà se Veronica, col tempo, riuscirà a farlo crescere, a dimostrargli che la vita è bella con tutte le sue responsabilità, e che il domani riserva sempre qualcosa di nuovo da scoprire, che non è per forza ancorato a quelle corse in bicicletta da bambini
Con Questo gesto di lasciare il segna libri sul banconote Romolo lascia apparire tutto cio che si porta dietro dal passato senza saperlo.
Lui voleva uscire dallo stato in cui si trovava e sperava di stare meglio passando e condividendo il letto con Veronica ma le sue crisi passate affioranno nel presente trovandosi in un vicolo cieco.
Frequentarsi non risolve nulla e ne anche da soli si pùo tirare fuori tutto dal profondo di se stessi.
“Se non continui, me ne vado.”
http://www.youtube.com/watch?v=Bu4Maoxaiyg
perché ci sarà bene un benedetto segno
che più oltre di lì non si può andare,
quando il cielo è così pieno di luce
che un’altra luce lo farebbe scoppiare,
qualcosa che assomigli a un limite
perché l’amore avrà bene un confine,
qualcosa come una fine…
E invece non finisce mai,
Che sia questo il centro del mondo? Una stanza da letto? …….
– Se non continui, me ne vado.”
Anche se minacciosa, l’affermazione mi sembra appropriata anche per la stanza da letto…la vita, come l’amore, va vissuta fino in fondo e possibilmente senza interruzioni.
Com’è difficile tagliare quel cordone invisibile che ci tiene ancora legati al ventre materno. Non poteva reciderlo ai tempi la mammana o nei parti di nuova scuola il papà che assiste all’espulsione dietro la benda verde. Chissà quanto tempo dovrà passare perchè avvenga l’estremo distacco, perchè si realizzi finalmente di essere soli nel mondo senza gusci senza chiocce che ti proteggono da tutto e da tutti sino a farti pensare che non esista la morte. L’età è variabile, ma prima o poi la doccia arriva. E allora?
Allora devi accettare una buona volta di poter camminare con le tue gambe. E’un brusco risveglio dopo un sogno dorato, non sei più in quel fantastico giardino fiorito a giocare coi tuoi balocchi più cari, ma di fronte alle angosce diurne ai doveri pesanti ai cocenti dolori della vita e improvvisamente ti accorgi di non essere più il centro del mondo come quel buchetto sul pancino e se non vuoi impazzire ti devi rassegnare ad essere una di quelle comuni creature che popola il globo terracqueo, che nasce che cresce e che muore.
C’è solo un legame che non puo essere spezzato quello con lo spirito, la nostra vera corda della salvezza con la quale ci si sente sicuri che è possibile anche sconfiggere la morte.
Romolo ha il problema di sempre: si blocca e infila tra le pagine un altro segnalibro
I blocchi si possono superare se si ha il coraggio di guardarsi dentro e di ammettere per primi che abbiamo bisogno di aiuto. Chiedere aiuto è il primo passo verso la guarigione perchè vuol dire che non solo stiamo imparando a capire quali sono i nostri limiti, ma stiamo anche imparando per la prima volta a conoscere noi stessi.
Perché nessun intreccio è così avvincente da coinvolgerlo?
Romolo ha deciso di non farsi coinvolgere più, nemmeno dalla trama di un libro per evitare di soffrire ancora.
@ Gum
Vero Gum, verissimo come non mai: quel cordone troppe volte resta attaccato nonostante l’età, gli accadimenti, le esperienze belle o brutte. Troppo spesso finisce per diventare un peso, un piombo sulle ali che offusca e blocca. Ed e’ anche vero che e’ solo lo spirito che può affrancarci, renderci veramente liberi: di scegliere vivere amare e morire sereni.
Grazie Gum per questo Intenso spunto di riflessione che ci accompagnerà questa notte.
Marco
“Non ci credo.”
http://www.youtube.com/watch?v=fLLs9uXDnQY
Mi piace Veronica: è una donna affascinante, paziente e determinata, che sa placare gli scatti d’ira e le impetuosità di Romolo, ed al tempo stesso spronarlo con dolcezza, come un pastore che non lascia mai solo e distaccato nessuno del suo armento.
Che sia questo il centro del mondo?
Il centro del mondo è il centro dell’Io più profondo nel quale si va a cercare Dio!
@Marco1963
Carissimo Marco, questa Tua è già una valida testimonianza della comunione di spirito.
Ti ringrazio.
Era corsa via e per giorni e giorni non si videro. Romolo si disperò: aveva perso la voglia di studiare, se ne stava a letto, a guardare un disegno africano di animali.
Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare. (Oriana Fallaci)
“Da quel giorno non ci mise più piede. Gli sembrava un tradimento. Perché si era seduta sul trono del suo regno? Perché gli aveva rubato la possibilità di vita che ancora gli restava?”
“L’amore è come un sogno che la realtà delude…”
F.Petrarca
…ioperò voglio continuare a credere che l’amore è come un sogno divenuto realtà.
Quale meccanismo gli fa chiudere gli occhi di fronte alle svolte della vita, come a quelle dei libri?
Comprendi la Paura, non tentare di liberartene. Accettala come parte del tuo essere.
Se riesci ad accettarla è già scomparsa
Osho
vi ringrazio!
il mondo è pieno di segnalibri infilati tra le pagine: rimandare, interrompere, bloccarsi o aspettare il momento più opportuno?
la lettura è un campo minato, come la vita.
vale la pena rischiare tutto pur di arrivare all’altra riva.
Mi sono fissata a capire che tipo è Romolo,non so perchè,forse perchè non ho mai incontrato uno come lui.Non riesco capire perchè “ho cambiato idea”di questa ragazza,aveva per lui conseguenza cosi distruttivo.Cosa per lui era cosi doloroso:che lei non vuoleva fare avvocato o che lei(suo ideale) ha cambiato idea(qualcosa stabile non è piu stabile).Lui sta cercando “tempo perduto”ma con Veronica lo trova?Non mi sembra,anche se Veronica si mette tutta per far riprendere la sua vita.Lui non lo vedo tanto appassionato.
Ma mi curiosisce lo stesso.
Gettare quel ponte che serve ad arrivare all’altra riva per poi attraversarlo, insieme.
Da dove è cominciato tutto questo? Quale ostacolo lo ha convinto a fermarsi, nella notte dei tempi? Quale trauma lo ha sospeso per sempre a metà di un’azione e gli ha impedito di godersi lo sviluppo della trama? Perché nessun intreccio è così avvincente da coinvolgerlo? Quale meccanismo gli fa chiudere gli occhi di fronte alle svolte della vita, come a quelle dei libri?
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
(E. Montale)
La divina Indifferenza, unico Bene di fronte al male di vivere, unico rifugio per chi patisce la vita come la malattia mortale che, in fondo, è.
@ Fides detto
Come mi piace quello che hai colto dalla poesia di Montale!
Questo mal di vivere quando arriva perché prima o poi lo sperimentano o per noi o per qualcuno che ti è amico, ti lascia proprio così: un anima persa nelle mani di un Dio che non riesci più a cercare.
Ogni giorno nell’aprire gli occhi speri comunque sia un brutto sogno!
Vorrei tanto rimanere qui, perché questo punto è assolutamente da toccare con l’anima in mano.
Mal di vivere che mi porta lontano, da lei che ha bisogno di me.
Spero di poter tornare stasera.
Ernestina.
sono passati alla seconda fase: ognuno nella sua parte di letto, con il libro in mano.
La cosa che mi sorprende di più è questa idea secondo cui
o si fa sesso o si aiutano gli altri
o si fa sesso o si legge un libro
o si fa sesso o si scrive una poesia…
non dico fare l’amore perché il punto non è se ci si ama o meno, ma se questo amore comprenda o possa comprendere, la cosiddetta conoscenza biblica
non sarebbe meglio sostituire l’avversativo con un più semplice e: e prima, e poi, e comunque?……. certo magari non contemporaneamente 🙂
@ Rossella T
E’ proprio vero quello ciò che scrive Oriana Fallaci: tutti sono pronti a comprendere e compatire chi ha una quasiasi malattia del corpo, mentre nessuno é disposto a capire quanto soffre chi la sofferenza l’ha nell’anima. Sono le malattie che infastidiscono di più chi ti vive accanto, perché non sono visibili, perciò vengono a malapena credute.
Tra l’altro molte terapie non vengono neanche contemplate nei rimborsi della ASL.
Noi donne scegliamo in genere uomini difficili, con problemi di carattere, insomma i classici uomini che non devono chiedere mai. I loro difetti non ci danno fastidio, anzi pensiamo di avere accanto uomini particolari che scelgono noi perché siamo speciali. Quelli educati, gentili, premurosi ci danno quasi fastidio e non vengono presi in considerazione. Crediamo di poterli cambiare, pensiamo di essere capaci di modellarli a nostro gusto. Non succede quasi mai, anche perché forse loro si piacciono così come sono e si chiedono come mai prima li ammiravamo tanto e poi li vogliamo diversi.
Non è vero che l’amore può tutto, il nostro amore ha dei limiti perché noi siamo limitati. Solo l’Amore di Dio può tutto.
vi ringrazio.
il segreto è rimettere insieme i pezzi: corpo e spirito, passato, presente e futuro, maschile e femminile.
solo nell’amore tutto è unito.
@ Roberta Z
Grazie, un abbraccio.