[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=_YJZCrbQRmA&feature=fvst]
da qui
Sembra facile girare per Parigi. Sei una specie di fantasma che nessuno riconosce. Un negozio di sushi: Dio ce ne scampi. Ha la saracinesca chiusa, avrà fallito? E tu? Non è arrivato il momento di cambiare? Una tabaccheria con la tenda rossa e nera: chiusa anche questa! Ma cos’ha la città? Ha saputo che saresti arrivato proprio oggi? Procedi come l’uomo invisibile tra gente che non ti guarda in faccia. Spunta una brasserie con la tenda verde arrotolata: c’è anche il bar tabacchi. Un miracolo, per te che sei in crisi di astinenza. Ti accorgi di qualcuno che ti fissa, seduto al tavolino: l’unico di cui hai incrociato gli occhi, in tutta la città. Ha una maglietta blu, con una scritta bianca che non riesci a decifrare: sarà la stanchezza, l’aereo avvitato in carambole di vuoti d’aria, o il pensiero di Veronica che vende libri e si chiede dove sei.
– Da dove viene?
– Dall’Italia.
– Anch’io vengo da lì.
– Sono un po’ stanco, un viaggio complicato.
– Non mi sono mai fidato degli aerei.
– Neanch’io, come delle donne.
– Cos’hanno in comune aerei e donne?
– Fanno scarti improvvisi: chiedi qualcosa e rispondono sempre a modo loro.
– Delusioni?
Perché ha attaccato discorso? Ti ispira fiducia, contrariamente al solito.
– Si sieda: prende qualcosa?
E’ possibile lasciarsi andare con qualcuno senza essersi mai visti? Chissà perché, ti tornano in mente le scritte sopra i muri, i messaggi affidati agli angoli di strada, alle pareti di bagni pubblici o case diroccate.
– Molti negozi sono chiusi.
– Come le donne: le porti a spasso in lungo e in largo e ti sbattono la porta in faccia all’ultimo momento.
– A me è capitato con una bambina.
Ti guarda storto.
– Che ha capito? Ero bambino anch’io. Le ho chiesto il nome mille volte, non me l’ha mai detto. Mi è sembrato di ritrovarla ancora, dopo anni. Non ho avuto il coraggio di chiederle se fosse veramente lei.
– Sono cose che si scoprono per caso. Magari passeggiando in riva al mare e scoprendo una scritta con i vostri nomi e un cuore attraversato da una freccia. Lei come si chiama?
– Romolo.
– Noti un grumo d’inchiostro che ti attira per chissà quale motivo, ti avvicini e leggi: Romolo, sei la mia vita.
– Non mi è capitato, ma sarebbe bello. Lei come si chiama?
L’uomo con la maglietta blu è improvvisamente assorto, come fissasse il palazzo di fronte, ma si capisce che va oltre, sta pensando ad altro.
– Io mi chiamo Fofner.

Sentirsi “l’uomo invisibile” è triste, perchè l’indifferenza degli altri è il contrario dell’amore e porta alla solitudine, all’incomprensione ed alla rabbia.
Ma ci sono anche momenti in cui, invece, sarebbe proprio meglio riuscire ad essere invisibile: il servizio, ad esempio, ha senso solo se si fa in silenzio, nel segreto del proprio cuore, senza voler apparire e senza cercare di emergere.
Nel romanzo l’autore può spostare i personaggi da una storia all’altra, farli incontrare o allontanare, tutto può avvenire casualmente, come nella vita, dove la propria storia può coincidere esattamente con quella di qualche sconosciuto, incontrato per caso, un giorno qualunque, nello specchio della vita
http://www.youtube.com/watch?v=UuCx5jRy5XA&feature=youtube_gdata_player
“Fanno scatti improvisi:chiedi qualcosa e rispondono sempre a modo loro”-bello impossibile deluso? Le donne non hanno ballato come suonava lui?
Procedi come l’uomo invisibile tra gente che non ti guarda in faccia.
http://www.youtube.com/watch?v=bpjaqFDzhmc
“E’ possibile lasciarsi andare con qualcuno senza essersi mai visti?”
Assolutamente si .
Anche la musica proposta in questo post non l’avevo mai udita eppure … ci si lascia cullare senza fine.
Si può avere la sensazione di essere invisibili quando siamo assorti nei nostri pensieri, ma in realtà non lo siamo affatto ,magari c’è qualcuno che in silenzio ci stà guardando da lontano e senza che noi ce ne accorgiamo stà leggendo nel nostro animo.
Romolo forze sta sperimentando con questo viaggio un momento d’iniziazione (cambiamento), in cui deve imparare a muovere i passi decisivi nella vita con le sole forze e da solo. Invaso da quello spirito di scontentezza che contrige a tutti gli uomini liberi ad affrontare la scoperta di qualcosa di nuovo o a vivere in modo diverso la vita.
Ma nessuno di questi cambiamenti esteriori servirà a qualcosa se non sia intervenuta qualche trascendenza interiore di antichi valori a creare, non semplicemente a inventare, una nuova struttura di vita.
“Le ho chiesto il nome mille volte, non me l’ha mai detto…….- Sono cose che si scoprono per caso.”
Veniamo al mondo senza nome. Non deve essere così importante avere un nome. Solo vivendo si può scoprire il vero nome delle cose.
http://www.youtube.com/watch?v=3U5f6zruky0
Molti negozi sono chiusi.
A volte abbiamo bisogno del vuoto intorno a noi per poter incrociare l’unico sguardo, il nostro, per poterci guardare dentro e ritrovare tutto quello che non si può comprare.
Anche la Provvidenza ha una mano invisibile ed agisce senza far rumore.
“l’unico di cui hai incrociato gli occhi, in tutta la città.”
“Adesso noi vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; allora vedremo faccia a faccia”
Prima lettera ai Corinzi, (Capitolo 13, Verso 12)
http://www.youtube.com/watch?v=e3kTOVOKv1s
Cosa provi quando ti senti solo, alla ricerca di qualcosa per riempire quel vuoto, in cerca dei tuoi sentimenti o di quelli altrui? Forse, lontano dagli altri e dalle chiacchiere, non offuscato dai sensi o dal sesso, avverti che è arrivato il momento di cambiare. Cambiare prima di tutto per te; poi anche per la persona con cui vuoi dividere la vita. Allora voglio pensare che i sensi si aprano e la mente diventi più ricettiva del solito; che anche uno sconosciuto possa attirare l’attenzione e le sue parole suonare particolari, e tu fidarti di lui. Non importa se ti senti come un uomo invisibile che procede tra la gente; hai guadagnato qualcosa di molto importante: la consapevolezza. E non importa se hai scoperto che l’altra metà del cielo fa scarti improvvisi (capita a uomini e a donne, bando ai luoghi comuni!): forse adesso inizi ad avere una maturità diversa per non reagire nello stesso modo ed amare veramente. Sono cose che a volte si scoprono. Per caso, quando si è pronti.
“avrà fallito? E tu? Non è arrivato il momento di cambiare?… Sono un po’ stanco, un viaggio complicato.”
http://www.youtube.com/watch?v=tm5SA5hBkk8
“Noti un grumo d’inchiostro che ti attira per chissà quale motivo, ti avvicini e leggi: Romolo, sei la mia vita.”
http://www.youtube.com/watch?v=HWNh_21UhcM&feature=related
Sei una specie di fantasma che nessuno riconosce.
Conoscersi: accade. Un dono cade dall’alto, un desiderio si realizza quando meno te lo aspetti,
in una tenue luce d’autunno o nel pieno del sole di agosto, non ne conosci il nome ma sai già chi è, sai già chi sei… è il miracolo dell’incontro,
Ma quando una porta si chiude, pare che sia il cielo a non avere più luce da offrire, che non esistano occhi da incontrare e la pelle del cuore si muta in corteccia di radice arida, come fare a fidarsi, di cosa? Di chi?
Allora è forte il bisogno di allontanarsi, di camminare su strade sconosciute, sconosciuti fra gente sconosciuta, prima di ritrovare la chiave, prima che sia possibile aprire di nuovo quel cielo che conoscevamo, che ci conosceva, perché, per essere riconosciuti, dobbiamo andare in cerca della fonte della memoria, da cui sgorga limpida l’acqua che ridà vita alla radice secca del cuore.
Riuscire a stare solo, in ascolto del proprio cuore, nel suono di un “sottile silenzio”.
“Molti negozi sono chiusi.”
…ma a Parigi la brasserie è famosa per essere un locale sempre aperto…
“Lei come si chiama?”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, ” sei molto carino…”
“Sono la volpe”, disse la volpe.
” Vieni a giocare con me”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa “, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
” Che cosa vuol dire addomesticare?”
” Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe” che cosa cerchi?”
” Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
” Che cosa vuol dire addomesticare?”
” Gli uomini” disse la volpe” hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso!
Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?”
“No”, disse il piccolo principe. ” Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
” Creare dei legami?”
” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
da “Il Piccolo Principe”
“Non è arrivato il momento di cambiare?”
Arriva un momento,ti svegli e ti accorgi che c’è qualcosa che non va,”arrivato il momento di cambiare” la nostra vita,di migliorare.Tanti vogliono cambiare ma pocchi hanno coraggio di fare.Tanti si lamentano senza muovere un dito,altri vogliono ma hanno paura di (come si dice da noi) cadere da sotto la pioggia al sotto grondaia.
“Il momento di cambiare”-perchè no? Possiamo fare qualcosa per noi stessi. Possiamo rischiare di essere felici?!
“La vita è come una bicicletta con dieci velocità.La magior parte di noi ha marce che non userà mai”
Charles Schulz
grazie!
il miracolo dell’incontro: ne avevo già parlato, ma non si finisce mai di stupirsi dei miracoli.
Comunicare. E’ davvero così difficile? Non siamo forse nati per questo?
Invece troppo spesso ce ne stiamo chiusi come “monadi” impenetrabili, invisibili ai nostri simili.
La parola magica è “fiducia”. Quanto è bello fidarsi e dare affidamento agli altri.
Solo così ci si può ritrovare, manifestando la nostre identità come fossero scritte sul muro che ti chiamano e ti dicono sono qui per te.
Riconoscersi è un incontro di anime.
Anche con Dio ci si conosce per un atto di fede pur senza essersi mai incontrati prima.
Le donne non sbattono sempre le porte in faccia, sono spesso un po’ distratte, ma non con chi le fa sentire piccole principesse!a me è capitato una volta nella vita, e se penso a quello sguardo così…
I miracoli capitano ne sono sicura, dobbiamo solo lasciarci andare e non aver timore di incontrare un altro sguardo, forse è quello che ti renderà tutto quello che hai tanto aspettato e non credevi più di ritrovare.
I miracoli sono le sole cose belle che sanno darci la speranza di una vita senza paura di incontrare l’altro e non sapere come ci accoglierà.
Cerchiamo di essere felici di quello che siamo, e di condividere la nostra felicità donandola senza riserve, questo sarebbe già un buon Miracolo.
Ernestina.
@ Gum
Sono contenta di vederti qui, grazie del bel complimento che mi ha i fatto nell’altro post, detto da te mi farà sentire davvero importante, ma soprattutto grata per l’incoraggiamento; io ci provo sempre….speriamo in bene.
Buonanotte a te.
@ Ernesta Scappaticci
Meno male che qui i colori non ci sono altrimenti mi vedresti arrossire. Ero comunque sincero.
Felice notte anche a te se mi leggi prima dell’alba, altrimenti buona giornata.
Non è arrivato il momento di cambiare?
E’ sempre! Il momento di cambiare, cambiare vuol dire migliorare, se non lo facciamo rischiamo di invecchiare….
La nostra unica sicurezza è l’abilità di riuscire a cambiare”
John Lilly (psicoanalista e neuroscienziato statunitense)
E’ possibile lasciarsi andare con qualcuno senza essersi mai visti?
Non dico che sia possibile “lasciarsi andare con qualcuno”…che non si conosce , ma la probabilità è alta , perchè con una persona che non si conosce si ha la possibilità di non essere posti a giudizio , quando ci si confida.
Come le donne: le porti a spasso in lungo e in largo e ti sbattono la porta in faccia all’ultimo momento.
A volte le “donne… ti sbattono la porta in faccia all’ultimo momento”…per non essere attaccate da chi non ha nessuna intenzione di voler ascoltare ,quello che loro hanno da dire.
@ Gum,
Anche io ero sincera, quando qualcuno ti incoraggia è sempre bello, come dice Bioraffaella nel suo commento 28, che condivido e apprezzo molto, io non divento rossa ma felice: si!
Ciao a te, a Bioraffaella e a tutti, buona giornata.
Ernestina.
Ci sono persone alle quali piace parlare con chiunque incontrino per strada, sembrano sempre interessate a quello che gli altri raccontano, hanno sempre una battuta per ognuno, per loro sono tutti amici. Ma tendono a volersi situare sempre in primo piano e possono anche diventare invadenti.
Poi c’è chi non si fida di nessuno, evita il contatto con chi non conosce, pensa di essere invisibile, molte volte non saluta perché crede di essere così insignificante da non essere riconoscibile. E’ vero, le strade sono affollate, ma a loro sembra di essere soli, che tutto intorno a loro sia un fondale senza voce e senza movimento.
Beh, qui si tratta di una bella depressione, io sono un’esperta. Ma quando questa solitudine ti pesa e pensi di non essere visto da nessuno, allora ti metti a parlare con uno sconosciuto e gli dici anche il tuo nome.
grazie!
l’incontro e la fiducia vanno insieme.
certe volte diventa difficile, ma nulla è impossibile all’amore.
E’ vero nulla è impossibile all’amore come lo sguardo che mi ha dato tanto tempo fa il mio principe azzurro…. Si chiama Simone.
Spero di essere stata una buona madre e di avergli insegnato a donare quello stesso sguardo alla donna che ha incontrato.
Abbi fiducia sempre caro figlio.
Ernestina.