Tenebrae

 

Paul Celan

Tenebrae

Nah sind wir, Herr,
nahe und greifbar.

Gegriffen schon, Herr,
ineinander verkrallt, als wär
der Leib eines jeden von uns
dein Leib, Herr.

Bete, Herr,
bete zu uns,
wir sind nah.

Windschief gingen wir hin,
gingen wir hin, uns zu bücken
nach Mulde und Maar.

Zur Tränke gingen wir, Herr.

Es war Blut, es war,
was du vergossen, Herr.

Es glänzte.

Es warf uns dein Bild in die Augen, Herr.
Augen und Mund stehn so offen und leer, Herr.

Wir haben getrunken, Herr.
Das Blut und das Bild, das im Blut war, Herr.

Bete, Herr.
Wir sind nah.

Tenebrae

Vicini siamo, Signore,

vicini e afferrabili.

Già afferrati, Signore,

intrecciati uno nell’altro, come se

il corpo di ciascuno fosse

il tuo corpo, Signore.

Prega, Signore,

prega noi,

siamo vicini.

Piegati dal vento andammo,

andammo per inchinarci

su conche e cavità.

All’abbeveratoio andammo, Signore.

Era sangue, era ciò

che avevi versato tu, Signore.

Brillava.

E gettava la tua immagine negli occhi nostri, Signore.

Gli occhi e la bocca sono così vuoti, Signore.

Abbiamo bevuto, Signore.

Il sangue e l’immagine che era nel sangue, Signore.

Prega, Signore.

Siamo vicini.

 

Taduzione di Stefanie Golisch

 

L’immagine è di Dino Valls

 

7 pensieri su “Tenebrae

  1. robertorossitesta

    Così tremendamente bella e così coeterna ad ogni presente.
    Grazie e un abbraccio,
    Roberto

    Rispondi
  2. lp

    Paul Celan, Poesie, Lo Specchio Mondadori, Pagina 88. Confrontare le traduzioni, prego. Quella di Stefanie Golisch è semplicemente perfetta, un capolavoro. Posso cavarmela con un grazie?

    Rispondi

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