Paul Celan
Tenebrae
Nah sind wir, Herr,
nahe und greifbar.
Gegriffen schon, Herr,
ineinander verkrallt, als wär
der Leib eines jeden von uns
dein Leib, Herr.
Bete, Herr,
bete zu uns,
wir sind nah.
Windschief gingen wir hin,
gingen wir hin, uns zu bücken
nach Mulde und Maar.
Zur Tränke gingen wir, Herr.
Es war Blut, es war,
was du vergossen, Herr.
Es glänzte.
Es warf uns dein Bild in die Augen, Herr.
Augen und Mund stehn so offen und leer, Herr.
Wir haben getrunken, Herr.
Das Blut und das Bild, das im Blut war, Herr.
Bete, Herr.
Wir sind nah.
Tenebrae
Vicini siamo, Signore,
vicini e afferrabili.
Già afferrati, Signore,
intrecciati uno nell’altro, come se
il corpo di ciascuno fosse
il tuo corpo, Signore.
Prega, Signore,
prega noi,
siamo vicini.
Piegati dal vento andammo,
andammo per inchinarci
su conche e cavità.
All’abbeveratoio andammo, Signore.
Era sangue, era ciò
che avevi versato tu, Signore.
Brillava.
E gettava la tua immagine negli occhi nostri, Signore.
Gli occhi e la bocca sono così vuoti, Signore.
Abbiamo bevuto, Signore.
Il sangue e l’immagine che era nel sangue, Signore.
Prega, Signore.
Siamo vicini.
Taduzione di Stefanie Golisch
L’immagine è di Dino Valls


Così tremendamente bella e così coeterna ad ogni presente.
Grazie e un abbraccio,
Roberto
Chissà perché la poesia tedesca (come anche la teologia tedesca) è così poco conosciuta qui da noi. Grazie anche da parte mia.
Bella come una preghiera! Una preghiera bella come una poesia! Grazie.
GBG
Felice di poter condividere con voi la bellezza e la verità di questa poesie!
Buoni pensieri
Stefanie
Grazie!
Coinvolge e, di più, rapisce.
Rossella
Paul Celan, Poesie, Lo Specchio Mondadori, Pagina 88. Confrontare le traduzioni, prego. Quella di Stefanie Golisch è semplicemente perfetta, un capolavoro. Posso cavarmela con un grazie?
Questo GRAZIE mi rende molto felice!!
Stefanie