73. Un filo

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da qui

Ci sono giorni in cui ti svegli e non ricordi nulla del passato, la vita è un sogno svanito con le luci del mattino. Riparti da zero, faticheresti troppo a mettere insieme tutti i pezzi, a ricordare chi ami, chi odi, quali siano le passioni e le allergie che porti addosso da sempre. Oggi è un giorno di questi. Ti alzi dal letto con la stanchezza inalterata della sera prima. Presto manderai giù il tuo Brufen quotidiano, per i pensieri che ti girano in testa, perché uno scrittore non pensa soltanto alla sua vita, ma a quella di tutti, e quando meno se l’aspetta gli si affaccia un’idea, un’immagine, una svolta della storia, e non può permettersi di perderla: se vedi qualcuno estrarre in fretta un taccuino dalla tasca e scrivere di getto, sappi che sta integrando il suo racconto, ha colto un personaggio in una posa interessante, magari te, con la testa appoggiata al finestrino della metro, mentre passi in rassegna la tua vita senza supporre che l’uomo di fronte ti ha letto nei pensieri, ha trovato nel tuo sguardo una risposta al suo problema, ha intravisto il sentimento giusto per il suo protagonista. Come un robot, ti ricongiungi alla comitiva che ti aspetta in strada, sei la guida, non sanno che ti sei perso già da tempo, che l’obiettivo, il senso della vita è in fuga per chissà quale strada di Parigi, certo non questa, Boulevard Henri IV, dove ti fermi, di fronte al negozio di fiori dalla tenda azzurra, per compiacere le signore, che se vedono un giglio, un anthurium, una mimosa, sono contente per tutta la giornata, forse perché sognano o ricordano di averlo ricevuto in dono: può bastare un fiore, per essere felici? Ora basta, andiamo. Perché è così scorbutico? Ci sono tante cose da vedere. Cosa legge l’uomo sotto la pensilina metallica del bus? Sei tentato di sbirciare; poi ti viene un’idea, l’annoti sul taccuino estratto in fretta dalla tasca: un libro che parli di ciò che vedi intorno, che raccolga notizie sui passanti, intrecci storie disperse, riunisca i destini in una via, una piazza, magari quella col gatto in pietra, un simbolo perfetto, l’immagine della vita bloccata per un numero infinito di ragioni che tocca allo scrittore analizzare, dipanare, portare alle estreme conseguenze. Forse per questo sei venuto qui, perché solo una città come Parigi può favorire un incrocio dei destini, una città nella città, in cui Futura, Romolo, Veronica, e poi Dante, Filippo, Eleonora, si lancino nell’ultimo tango della vita così come l’hanno vissuta fino a ora, perché tutto cambierà, quando la piazza avrà raccolto i personaggi assegnando a ciascuno la sua sorte, e la nota finale della fisarmonica coinciderà col desiderio appagato o frustrato, con la meta raggiunta o mancata anche stavolta, e solo allora saprai se potrai abbracciare nuovamente la donna dagli occhi verdi e azzurri o se, come un filo che cade dalle mani dal bordo di un pontile, la perderai per sempre.

18 pensieri su “73. Un filo

  1. M&C

    È preziosa questa capacità di vedere nel cuore della gente, di comprenderne i desideri, le paure, le gioie e le sofferenze, andando oltre le apparenze.
    Questa è l’unica forza in grado di non farti perdere il sottile filo che unisce tutti, il filo dell’amore, donato, ricevuto e desiderato.

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  2. Fides

    Un fiore e’ bello in se’, si dona senza altre pretese che offrirsi allo sguardo, esiste, col suo modo di catturare la luce e ridonarla in colore, l’aria e regalarla in profumo… Un fiore basta come basta uno sguardo ritrovato per essere felici.

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  3. ema

    “la meta raggiunta o mancata anche stavolta”

    Il successo o il fallimento di una vita spesso si misurano solo al termine, quando si svelano l’amore profuso ed il significato del viaggio.
    Perchè allora aspettare la fine?
    Perchè non tentare di esprimere prima amore e significato?

    Itaca

    Quando ti metterai in viaggio per Itaca
    devi augurarti che la strada sia lunga,
    fertile in avventure e in esperienze.
    I Lestrigoni e i Ciclopi
    o la furia di Nettuno non temere,
    non sarà questo il genere di incontri
    se il pensiero resta alto e un sentimento
    fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
    In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
    nè nell’irato Nettuno incapperai
    se non li porti dentro
    se l’anima non te li mette contro.

    Devi augurarti che la strada sia lunga.
    Che i mattini d’estate siano tanti
    quando nei porti – finalmente e con che gioia –
    toccherai terra tu per la prima volta:
    negli empori fenici indugia e acquista
    madreperle coralli ebano e ambre
    tutta merce fina, anche profumi
    penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
    va in molte città egizie
    impara una quantità di cose dai dotti.

    Sempre devi avere in mente Itaca –
    raggiungerla sia il pensiero costante.
    Soprattutto, non affrettare il viaggio;
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull’isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.
    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo
    sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

    E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
    già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

    Costantino Kavafis

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  4. robysda

    Lo scrittore, una specie di grande contenitore di informazioni, di dettagli e sfumature rubate alla natura, di pensieri e parole ascoltate per caso , provenienti da mille fonti diverse, emozioni e sensazioni colte nei gesti, nelle espressioni, materiale prezioso per trovare soluzioni e risposte ad ogni personaggio che racconta o che incrocia casualmente nella vita ; un lavoro generoso, il suo, dove il filo della vita si intreccia con quello dell’amore, per regalare al lettore prospettive diverse e storie da interpretare ogni volta, e chissà, magari un piccolo piacere anche a se stesso

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  5. gum

    Ci sono giorni…di cui è meglio non parlare .
    Quelli in cui non solo hai smarrito il senso della vita, ma anche te stesso e come un’anima in pena non sai dove andare. Ti senti inadeguato anche nella casa del Signore che in altri momenti di strazio avevi cercato prima come un rifugio afonico e fresco, poteva andar bene sinagoga o moschea, dove solo alla fine ricordandoti della sacralità della tua Chiesa hai cominciato a pregare. Quante volte hai pregato nel modo sbagliato, come se chi deve ascoltare fosse uno che risolve i problemi i tuoi stupidi guai? Lui non vuole da noi questa forma di fede anche se è difficile poter accettare il Suo aspro Vangelo di carne.
    C’è qualcuno in quei giorni che sa tutto di te, del perchè la tua vita è bloccata, forse è Lui nel romanzo che immobile aspetta di vedere sfilare la gente, nella piazza di pietra, che spera per se tutto possa cambiare, e da lì basti un fiore per farla felice.

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  6. pam

    ”se vedono un giglio, un anthurium, una mimosa, sono contente per tutta la giornata, forse perché sognano o ricordano di averlo ricevuto in dono”

    Un fiore è qualcosa che sboccia nell’animo..
    Ricordo di aver ricevuto in dono una pianta dal fiore rosso una bella sera dell’ottobre scorso, a Roma.
    Resterà legata ad un momento speciale, in cui ho incontrato quel gruppo di amici che mi ha cambiato la vita che siete voi.

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  7. marco1963

    Lo scrittore apre le anime come i barattoli, soffre di conseguenza per ciò che trova e vede. Ha un compito: vivere la vita, farla fruttare, dare la vita agli altri, fornire spunti vitali. Amare tramite le parole. Lo scrittore vero sa farlo; quello farlocco sa solo intrattenere come i giullari di corte.

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  8. Agnese

    “può bastare un fiore,per essere felici?” -Certo!!! Questo è sempre un gesto piacevole, come per dare cosi anche per ricevere.

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  9. agnese

    “si lanciano nell’ultimo tango della vita cosi come l’hanno vissuta fino a ora,perchè tutto cambierà” ,perchè adesso sono “cresciuti”,hanno capito sbagli nella sua vita,hanno ritrovato il senso per avere il migliore futuro.Perchè tutti noi ogni tanto dobbiamo fermarsi per un attimo e riflettere obiettivamente: cosa ho imparato? e con questo: come posso migliorare la mia vita? La vita serve anche per imparare a vivere.
    E cosi “potrai abbracciare nuovamente la donna dagli occhi verdi e azzurri”, perchè il gatto di pietra non ti fa piu paura,non ti blocca per nessun ragione.Perchè ogni uno di noi ha imparato qualcosa di nuovo,bello,utile.

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  10. agnese

    “Un principio anche minimo in quantità può essere grandissimo nella potenza e, quindi, negli effetti.” Aristotele

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  11. bioraffaella

    non sanno che ti sei perso già da tempo, che l’obiettivo, il senso della vita è in fuga per chissà quale strada di Parigi,

    Quando ti senti perso gli obiettivi ti possono sfuggire per “chissà quale strada di Parigi”, ma se continui nella tua ricerca allora stai sicuro che puoi anche ritrovarlo, magari con l’aiuto di qualcuno che ti ha donato il suo fiore pi prezioso.

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  12. RossellaT

    puo’ bastare un fiore, per essere felici?

    Si perche’ quando un dolore appesantisce l’anima, solo qualcosa di veramente bello, solo un gesto d’amore puo’ salvarti.

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