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da qui
– E finì lì?
– Finire è una parola impegnativa. Il ménage con Eleonora era sempre più complesso, faticoso. Gli unici momenti sereni erano quelli nella casa al mare, le ore passate sotto il sole a sognare chissà cosa, perché non sai mai se i sogni dell’uno incontrino quelli dell’altra. Se non altro, non ci sono motivi per entrare in conflitto, si stabilisce una tregua fatta di creme spalmate sulla pelle, di pizze al taglio consumate al banco del bar insieme con la birra, il caffè e la sigaretta che, ecco, non voleva che fumassi.
Hai pensato tante volte di tornare là, di capire se ci fosse qualche traccia del vostro fallimento, o un filo da riprendere per allacciare di nuovo i vostri sogni, che si erano ignorati, come spesso accade. Hai pensato di tornare a Serapo, nelle grotte dove il mare era un film che guardavate sdraiati in attesa di un’apparizione, o la spiaggia di Santo Janni, dove cantavate in comitiva e tu eri turbato dal senso di colpa di fronte all’ex fidanzato dai capelli rossi, e ti chiedevi se sarebbe giunto il giorno in cui anche tu saresti stato piantato e avresti dovuto sopportare la presenza dell’altro su una spiaggia notturna, intorno al fuoco. In quel momento ti veniva in mente Sonia, fidanzata col tipo con gli occhiali che scriveva chissà quali opere teatrali, che rifiutavi di leggere per partito preso; ma lì, sulla spiaggia, dimenticavi tutto, Sonia ti guardava come sempre e ti chiedevi se esista un amore che sogni i sogni giusti, che sia contento di quello che ha, che non abbia sempre e soltanto voglia di partire.
– Da cosa stai fuggendo, Dante?
– Fuggire è una parola impegnativa. Rincorrere, semmai. Mi è sempre sembrato d’inseguire un amore che svoltava dietro l’angolo e temevo di trovare mutato, nella nuova situazione. Con Sonia ci vedevamo a intervalli irregolari. Lo ritenevo normale, trattandosi di una che festeggiava un compleanno ogni. Era come un refrain: canti le strofe, lunghe quanto vuoi, ma poi sai che ti ritrovi lì, al ritornello, che attendi come una valvola di sfogo, una liberazione.
L’hai rivista in ufficio. Si presenta così, senza preavviso, con un abito scuro, quasi vestita a lutto. Non dice una parola, come sempre. A lei basta guardare: ci sono quattro anni di silenzi da riempire col verde dei suoi occhi, che dicono tutto con un lampo. Ti avvicini, le prendi la mano e senti che la stringe, come la sera dell’Arena, quando a un tratto se n’era andata via. Ti chiedi se il tempo scorra via davvero o sia una nota che torna sempre uguale, un carillon che ti addormenta e fa sognare sogni che un giorno, o una notte, si dovranno abbracciare, prima o poi.

Un giorno ci sveglieremo, ci dobbiamo svegliare; apriremo gli occhi, li dobbiamo aprire; un giorno scopriremo che
possiamo svegliarci e aprire gli occhi: allora sentiremo che quella mano, che sembrava sfuggirci, non appartenerci, in realtà ci sta tenendo il cuore, è lì da sempre, custode dei nostri respiri, dei nostri giorni, dei nostri passi.
Un giorno, forse oggi stesso, quell’abbraccio ci risveglierà alla vita, come una nota tenuta su cui da sempre poggia l’armonia dell’universo, la nostra armonia, l’armonia di un incontro, perché siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni,
. A lei basta guardare: ci sono quattro anni di silenzi da riempire col verde dei suoi occhi, che dicono tutto con un lampo.
Ci sono persone con le quali il tempo non conta. Puoi non vederle per lunghi periodi, ma quando le incontri di nuovo tutto si azzera: nei loro occhi continui a ritrovarti e ti rendi conto che le stavi aspettando, e loro aspettavano te.
Come l’amore vero che non finisce mai, è infinito, ci rincorre sempre, nonostante le nostre fughe, e sempre aspetta pazientemente, senza stancarsi mai, che i nostri sogni coincidano con i suoi.
“Non dice una parola,come sempre.A lei basta guardare.”
una ragazza con poche parole,qualcuno potrebbe dire:un tesoro.Non fa stancare la lingua e non ti fa stancare udito.Ma forse è soltanto timida,aspetta la tua reazione, che non arriva,perchè anche tu aspetti la sua reazione (e poi,hai altri pensieri),e se ne va… La prossima volta,la stessa situazione,lo stesso movimento,la stessa reazione… Carino,simpatici tutte due.
http://www.youtube.com/watch?v=SePU4ZS0tzI&feature=youtube_gdata_player
Mi è sempre sembrato d’inseguire un amore..
http://www.youtube.com/watch?v=QhRLS_qW8fg&feature=related
…costringeremo un sogno quassù,e non ci troveranno..mai più.
La vita è fatta di attimi, c’è un attimo per tutto, per nascere, per stare soli, per ridere o per piangere, per condividere e dare, prendere e lasciare, … singole pagine che insieme fanno un romanzo, il nostro. Ci sono pagine da vivere, altre in cui lasciarsi vivere, si dice che non ci siano seconde occasioni se non raramente, io credo che invece ce ne siano sempre affinchè si possa capire dov’è l’errore, se errore c’è stato, o ritrovare la gioia che ci illumina come il sole. La seconda occasione è sempre diversa dalla prima e può far rimediare a un errore o continuare a vivere un sogno che si fa realtà, in ogni caso permette, sempre, di riallacciare una pagina lasciata un po’ più avanti e dà continuità, può essere il segno che doveva accadere o che quell’attimo non poteva che essere tale. Attimi… si vive, si va avanti senza mai sapere se abbiamo afferrato quello giusto o ci siamo fatti scappare la nostra occasione, ma qual è in amore l’attimo giusto? Di certo non ti avverte con una mail o un sms, l’attimo giusto è quando ci si ritrova e ci si capisce, il tempo è una convenzione degli uomini perchè tutto è presente, il tempo ha rafforzato l’intesa, e in qualunque parte vi abbia portato non ha rotto il filo. Il momento giusto è quando incontri lo sguardo dell’altro e scopri che avete sognato lo stesso sogno, che non sapete raccontarvi per paura che svanisca, e a decidere come continuerà, ora, siete solo voi. Eri o sei la mia vita? La vita è ora e chissà quale sarà la risposta che da un senso al romanzo, il nostro.
”A lei basta guardare: ci sono quattro anni di silenzi da riempire col verde dei suoi occhi, che dicono tutto con un lampo.”
Ci sono che distanze che vengono annullate, come se il tempo e lo spazio non siano più dimensioni fisiche; forse è la caratteristica dei rapporti speciali.
„ guarda sono da mia madre“, pensai di nuovo, e lo trovavo improvviso, esserci, come improvviso ci si ritrova in un punto della memoria, e altrettanto favoloso, e credevo di essere entrato a viaggiare in una quarta dimensione. Pareva che non ci fosse stato nulla, o solo un sogno, un intermezzo d’animo, tra l’essere a Siracusa e l’essere là, e che l’essere là fosse effetto della mia decisione, d’un movimento della mia memoria, non del mio corpo.
(Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia, cap X)
e ti chiedevi se esista un amore che sogni i sogni giusti, che sia contento di quello che ha,
Quando ami veramente tutto il resto non conta.
“si dovranno abbracciare, prima o poi.”
http://www.youtube.com/watch?v=G4fBK1p1F54
Ti chiedi se il tempo scorra via davvero o sia una nota che torna sempre uguale,
Il tempo scorre ,ma al tempo stesso è una “nota sempre uguale” , perchè ogni evento ha un punto di partenza ed una fine che ti riporta da dove sei partito, per ricominciare . Ma una volta arrivato al punto di partenza , tu non sei più lo stesso , sei cambiato , sei diventato una persona nuova , che si è arricchita mentre percorreva il percorso della sua esistenza.
http://www.youtube.com/watch?v=Dp75PBBAeZA
Rincorrere semmai,
Inseguire i propri sogni è come rincorrere l’orizzonte del mare. Raggiungerlo è impossibile, ma esserci dentro è la conquista più grande.
— Vincenzo Sansone
“Finire è una parola impegnativa… Fuggire è una parola impegnativa”
Non rimane che continuare, restare … amare.
Rincorrere semmai,
Amare vuol dire cercare consciamente quel che ci è mancato e ritrovare spesso inconsciamente quel che abbiamo già conosciuto. (Olivier)
un carillon che ti addormenta e fa sognare sogni che un giorno, o una notte, si dovranno abbracciare, prima o poi.
Quando i due sogni si abbracciano si raggiunge la libertà, si è felici entrambi di averli inseguiti, e in quel momento ogni parola diventa superflua
A lei basta guardare: ci sono quattro anni di silenzi da riempire col verde dei suoi occhi, che dicono tutto con un lampo.
Ascolta la donna quando ti guarda non quando ti parla.
(Kahlil Giban)
e ti chiedevi se sarebbe giunto il giorno in cui anche tu saresti stato piantato,
L’amore, come un corso d’acqua,
deve essere in continuo movimento,
ed è proprio per quello che tu fai con me.
Ma che cosa accade alla maggioranza delle coppie?
Credono che le acque del fiume
scorrano per sempre, e non se ne
preoccupano più. Poi arriva
l’inverno, e le acque gelano.
Solo allora comprendono che niente,
in questa vita, è assolutamente garantito
(Kahlil Gibran)
L’amore muore solo ad una condizione , se lo consideri scontato.
“ma li,sulla spiaggia,dimenticavi tutto”
è bene avere un posto di rifugio quando sei arrivato al limite,dove puoi dimenticare tutto, prendere un respiro profondo,riprendere le forze per ritornare a combattere con problemi quotidiani.
…avevo dimenticato…una volta avevo un posto cosi,poi tornavo la soltanto nel sogni.
“Le donne immorali ti irritano,le donne buone ti annoiano”
Oscar Wilde
vi ringrazio!
il momento giusto può essere quello dell’armonia su cui poggia il mondo.
Il tempo scorre, eccome. E quel flusso che corre via ti aiuta a capire se le cose vanno bene o vanno male, se i fili sono allacciati o non più allacciabili. Anche questo è amore, o meglio una forma di consapevolezza.
@Raf 8
È verissimo!
Il momento “giusto” è proprio quello in cui ami, perchè nell’amore tutto si trasforma in armonia, anche i difetti, le note stonate delle quali non ti importa più niente…
C’è chi fa festa ogni quattro anni e chi aspetta una vita senza farne nessuna.
mai un bagliore, uno sparo pirotecnico a squarciare quella cappa di buio e silenzio nella lunga notte che sta per finire. La fine è una parola impegnativa ma non definitiva: potrebbe essere lei a sancire l’inizio di festeggiamenti che non cesseranno mai più.
@ M&C
Grazie.
grazie!
e che la festa sia per tutti.