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da qui
Dicono che venerdì torni l’inverno. Che ne sarà del campo? Già così, con l’autunno che incalza, sembra affondare nella fanghiglia appiccicosa che si attacca alle scarpe e poi ci vogliono ore per tirarla via. Ti pare di affondare: nel ricordo dei giorni in cui avevi ancora un punto di riferimento; nell’impressione che tutto stia sfaldandosi, come un terreno violentato dalla pioggia. L’appuntamento è qui, come se, di tutto l’universo, restasse solo questo spazio appeso al nulla, l’occhio del ciclone, dove riuscivano a trovare quiete i tuoi pensieri. L’aspetti ansioso: cosa potrà dirti? Si sarà fatta un’idea del possibile movente? Conosceva il romanzo, almeno nelle linee generali? Da questa prospettiva, il mondo pare perdere le sue complicazioni; forse era quello che il tuo amico perseguiva: il grado zero delle cose, un nuovo inizio, dal quale tutti potessero partire con le stesse forze, per fondare una società più giusta. Eccola, arriva: ha scelto un abbigliamento casual, i jeans attillati che a lui, magari, creavano imbarazzo; capelli scuri appena mossi dal vento, occhi vivissimi, come fari antinebbia in una notte buia. Ce la farà a salvarsi, Claudia? Ricordi che è un medico; certamente si sarà informata sul suo stato di salute. Non lo so: il proiettile l’ha devastato. Lo conoscevi bene? Ultimamente era distante: le idee rivoluzionarie non potevo condividerle. Giustificava la rivolta armata di Guevara; diceva che, quando é impossibile uscire dalla tirannia, la violenza è necessaria. Cercavo di convincerlo a smussare gli spigoli, gli ricordavo che l’istituzione non tollera chi va sopra le righe. Ma era lui l’istituzione! Credimi, Francesco, la stava sgretolando: diceva che il Cristo non avrebbe mai pensato a una realtà alleata coi potenti; voleva una Chiesa povera tra i poveri, pronta a lottare in prima linea accanto agli ultimi; dovremmo rinunciare a tutto, dichiarava, pur di non doverci vergognare di fronte alle piaghe di un barbone. Belle idee. Hai detto bene: belle idee; ma la storia vuole i fatti; e questi esigono strategie precise, programmi soppesati alla luce di perdite e guadagni, decisioni sofferte intorno al male minore. La guardi meglio: ha la faccia tirata, come fosse combattuta da sentimenti contrastanti. Chi può avergli sparato, a tuo parere? Difficile dire: la vendetta di un povero, le manovre massoniche o mafiose, le ansie della Curia, si può pensare a tutto. Dietro la baracca spunta una bambina con gli occhi grandi e neri. Vuole chiedere qualcosa? Claudia ha un sussulto, come se l’immagine l’avesse illuminata. Il tuo amico è un bambino: non capisce che la religione e la politica sono cose da grandi. La rom vi fissa con gli occhioni scuri, come aspettasse una risposta. Sembra un fiore sbocciato dal fango, una cosa fuori posto: una stella di giorno, per esempio.

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Una stella di giorno è una cosa rara da vedere ,ma se riesci a vederla ecco che appare la speranza che le cose possono effettivamente cambiare,il tutto dipende soltanto da noi…
Il messaggio si fa strada e arriva potente, intatto: una chiesa povera tra i poveri. Secoli di attesa ormai, forse millenni. La poesia travolge anche questa pagina, e arriva al cuore.
Grazie.
Quando tutto, senza neanche accorgercene, ci sta sfuggendo dalle mani, ci vuole qualcuno di più forte di noi, che ci ama e vuole proteggerci, che abbia la forza ed il coraggio di farci ragionare e riportarci al “grado zero delle cose” per consentirci di ripartire da “un nuovo inizio”: nel romanzo può essere uno sparo che ferma un protagonista che ha perso la pazienza e forse anche l’umiltà, nella vita vera invece è un atto d’Amore di un amico sincero.
“Il tuo amico è un bambino: non capisce che la religione e la politica sono cose da grandi.”
Allora da grande voglio fare il bambino.
Non amo le cose da grandi se deludono i sogni.
http://www.youtube.com/watch?v=7L9_t-bvMtU&feature=youtube_gdata_player
“belle idee”-e proprio qua ci sta il problema. A tanti piacerebbe vedere un mondo migliore,però in realtà,nessuno ci crede se ci fosse possibile. Combattiamo sempre con gli stessi problemi lamentandosi delle cattiverie nella vita, e quando si trova qualcuno dicendo: miglioriamo la vita! -“sembra un fiore sbocciato dal fango,una cosa fuori posto:una stella di giorno”, una cosa rara, impossibile per esistere.
Perchè questo sono soltanto “belle idee”?
Se solo si potesse veramente darGli ascolto!
Se solo in tutti questi secoli invece d’innalzare cattedrali si fossero risolti l’ingiustizia e il malaffare!…
Reblogged this on Nutrire il corpo e l’anima.
“Nessuno ha saputo esprimere con maggior precisione e plasticità l’orgine e la funzione dell’amore umano,quanto la Bibbia”
Don Carlo Gnocchi
“O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione o dobbiamo lasciare esprimere”
Ernesto Che Guevara
Bisogna credere che un fiore possa nascere nel fango, che una stella possa splendere più della luce del giorno altrimenti vedremmo sempre lo stesso mondo piatto e omonimamente squallido senza le lenti dell’amore, le sole che possono trasformare il male nel bene rendendo possibile anche l’impossibile
“Non è possibile sconfiggere le idee con la forza,perchè questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza”
Ernesto Che Guevara
L’occhio del ciclone, quello spazio-tempo che sembra un nulla insensato attorno al quale tutto continua, tutto si agita e dissolve tempi, cose, ricordi. E’ lì dove si ritrova la calma quasi impensata, che contraddice il mondo, ogni rivolgimento, ogni distruzione. Sgrani le domande, aspetti le Risposte.
“Chi può avergli sparato?”
trovare colpevole,eliminare problema…
“occhi vivissimi,come fari antinebbia in una notte buia”
come si dice:gli occhi sono lo specchio di anima. Occhi vivissimi-anima\persona viva,forte,pronta ad affrontare ogni problema,anzi, per lei non esistono problemi ma cose da fare; “come fari antinebbia ” ti illumina la strada
Sembra un fiore sbocciato dal fango, una cosa fuori posto: una stella di giorno, per esempio.
Una stella di giorno è una voce fuori dal coro capace di risvegliare gli animi.
Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano…..Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai. — Bertrand Russell
Il Talmud dice: “Chiunque salvi una vita, salva il mondo intero”; da un po’ mi gira in testa una domanda: se anche uno salvasse migliaia di persone e ne perdesse una soltanto, che ne sarebbe del mondo? Non so darmi una risposta ma credo che non ci resti che aprire gli occhi, il cuore e cercare ciò che appare fuori posto, una luce nella luce, per tentare, almeno, di salvare ciò che ci viene affidato dalla vita.
“Ti pare di affondare: nel ricordo dei giorni in cui avevi ancora un punto di riferimento;…”
Siamo funamboli senza rete che si aggrappano all’aria per non precipitare.
Ma a volte è necessario precipitare, scuotere il nostro mondo come se fosse il bussolotto dei dadi per scoprire di noi stessi tutte le possibili combinazioni. Perché a volte è soltanto rinunciando alla combinazione più ovvia e a buon mercato che potremo vedere anche di giorno, quando la luce può anche sviare e restituirci le nostre false certezze, quella stella che ci indica il cammino.
I suoi occhi non sanno andare oltre, non vedono quanto male si nasconde in mezzo a quel fango, innocenti suonano una musica che sveglia un cuore che vuole aprirsi all’ascolto e che comincia ad apprezzarne la melodia.
vi ringrazio!
sì, apriamo gli occhi.