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da qui
Anche quello era il tuo regno. Si capisce, finché c’era qualcuno disposto a lasciarsi trascinare sulla sabbia, prestando il fondo schiena per dar forma alla pista che aspettava le biglie con le facce dei ciclisti. Il circuito variava a seconda della stazza di chi s’era immolato: l’ideale era una parte anatomica abbondante, per garantire la circolazione del gruppone, ma il problema era il peso; chi ce la faceva a trascinarlo? A te, delle premesse, non importava nulla: aspettavi il momento in cui imprimere la schicchera alle palline in tuo possesso, colorate da un lato e trasparenti dalla parte opposta, coi volti di Moser e di Merkx, di Bitossi e Battaglin. La preferita era quella con la faccia di Gimondi: la colpivi col dito e contemplavi il volo sulla curva parabolica, il salto da una parte all’altra della pista, perché era valido – si sa -, bastava che rientrasse; ti perdevi nelle sue giravolte prodigiose, immaginando di elevarti di slancio sugli ostacoli che ti tormentavano: il compito di matematica, l’esame al catechismo, il terzino che assestava calci tremendi negli stinchi; sì, eri tu la biglia con la faccia di Gimondi, volavi, volavi, non ti toccava più nulla a questo mondo, avevi trovato ancora un altro modo per sognare; ma, chissà perché, anche le biglie assumevano presto la forma di parole, di frasi a cui far compiere giri su giri, prima di giungere al traguardo, traiettorie in cui si rivelava il desiderio più profondo, che solo qualcosa di scritto avrebbe riportato in superficie. Hinault, De Vlaeminck, Baronchelli, erano potenze oscure opposte alla biglia prediletta, volevano impedirle di sfrecciare vittoriosa in fondo al rettilineo, con le braccia che non poteva alzare e che invece alzavi tu; solo allora capivi perché mai Gimondi ti attraesse tanto: ti sentivi felice ed era scritto nel suo nome; in ogni volo sugli orli delle curve aggiravi le trappole e sfuggivi all’agguato del nemico. Quando tuo padre tornava dal lavoro, raggiungendo lo stabilimento con l’abito di rappresentanza, ti sembrava che il sogno si spezzasse, diventasse ridicolo, e tu il bambino scemo che, come al solito, non capiva un accidente. Eppure torneresti ancora sulla spiaggia del Belsito, appianeresti col palmo della mano i tratti dissestati della pista, studieresti il tragitto migliore per la biglia con la faccia di Gimondi: voleresti, libero, sui giorni costipati, sui matti che ti assediano, sull’angoscia che ti stringe ogni volta che ti annunciano un malato o un funerale. Corri, Felice, corri, non lasciarti riprendere, ti prego.

Non farsi riprendere, non farsi catturare di nuovo, perché i sogni per potersi realizzare hanno bisogno di volare liberi nel cielo azzurro,solo cosi cielo e terra si fondono diventando una cosa sola.
Se il mondo fosse una pista di sabbia ed io una delle biglie, ti prego Dio, al momento giusto, dà “la schicchera” della Fede e dell’Amore a me ed alle altre palline che mi hai affidato, per volare leggeri e “in ogni volo sugli orli delle curve aggirare le trappole e sfuggire all’ agguato del nemico” , ed essere felici !!!
“Corri, Felice, corri, non lasciarti riprendere, ti prego”.
Corri felice, corri, non lasciarti riprendere, ti prego.
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Corri senza fermarti mai,corri senza voltarti mai,solo cosi puoi raggiungere il traguardo e conquistare la vittoria…perchè solo dopo che hai superato gli ostacoli potrai affermare di avere veramente vinto!
E che la tua “schicchera”, o Dio, sia la prima di tante altre schicchere opera delle mie mani, perché Tua è l’iniziativa, ma mia poi la risposta che deve seguire…
Buon S.Natale a tutti!
Volare in alto come un aquilone, fino a raggiungere e toccare il sogno con mano. La sfida di chi ama la vita e a tutti i costi vuole viverla fino in fondo
[…]Molto farà la Divina Provvidenza, ma noi dobbiamo pur cominciare a darle un colpetto d’avvio[…].
(San Pio da Pietrelcina)
in cui si rivelava il desiderio più profondo, che solo qualcosa di scritto avrebbe riportato in superficie.
A volte dietro una semplice parola si può celare l’ intero destino di una persona e questo succede con la schicchera che ciascuno di noi da alla biglia più vicina affinché un progetto più grande di amore e di pace si possa realizzare nonostante tutto.
L’albatro
Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri,
grandi uccelli marini che seguono,
indolenti compagni di viaggio,
il bastimento scivolante sopra gli abissi amari.
Appena li hanno deposti sulle tavole,
questi re dell’azzurro, goffi e vergognosi,
miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi,
candide ali, quasi fossero remi.
Com’è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato!
Lui, poco addietro così bello, com’è brutto e ridicolo.
Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro,
zoppicando, mima l’infermo che prima volava.
E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell’arciere,
assomiglia in tutto al principe delle nubi:
esiliato in terra, fra gli scherni,
non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.
C. Boudelaire
“ma tu bambino scemo…”
una volta ho letto una frase,pero` adesso non ricordo chi ha detto (quando ritorno ritrovo):
“Tutti nascono scemi,pero` alcuni rimangono”
Ogni uno di noi ha ricordi belli e brutti,ricordi di gioia e di pianto.
Io cerco sempre di ricordare questi belli momenti,ma con ricordi drammatici cero di “trasformarli” ad utili.Non voglio massacrarmi con dramma nella vita mettendo mi nella testa come sono povera e sfortunata,ma con ogni “botta” dalla vita voglio sempre imparare qualcosa di positivo,che mi aiuta a vivere
Penso che,a volte,ricordi dal anni di infanzia,possono aiutare a superare momenti difficili nella vita.Momenti felici ti fanno ricordare che esiste felicita`, momenti difficili ti fanno ricordare che sei in grado di superare difficolta`
Anche io,a volte,in momento di difficolta`, ripeto a me stessa:ho superato peggio,c`e` l`ho faccio anche questa volta.Aiuta
Il sogno di un bambino non e’ mai ridicolo, come puo’ essere invece quello di quando si diventa adulti.
La felicita’ e’ cosi’ vicina che basterebbe che allungasse quella sua manina. Spesso pero’ quel traguardo si fa’ piu’ lontano le tappe diventano numerose e dure da percorrere, un’intero Tour de France, fatto anche di ritiri e cadute e arrivare a tagliare il fascione e’ riservato ad un numero ridotto di corridori a vincere una tappa o due anche a meno a vincere il giro tocca a uno solo.Devi correre correre senza fermarti mai.
grazie!
da un granello di sabbia può venire molto, basta allungare una mano per raccogliere un sogno.