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da qui
E’ un altro episodio che non sai bene dove collocare: ma che importa? La campagna assolata ha un suo fascino a prescindere, soprattutto se a due passi da lì comincia il bosco, coi segreti che fanno paura, almeno a te, che avverti rumori impercettibili, e se vedi una beccaccia che si sveglia, con un battito d’ali, senti subito il cuore che impazzisce. La notte, poi, è più buia che nella tua città. Papà e mamma sono usciti, come fanno raramente: ma ormai siete cresciuti e poi, che diamine, se si affaccia un nemico, gli date addosso in cinque, come hai letto di Gulliver e Lilliput. Eppure, quando i fruscii interrompono il silenzio, proprio fuori la porta, vorresti essere dovunque, ma non qui. Che sarà stato? Vi consultate, formulate ipotesi su ipotesi: animali, serpenti; ma anche alieni, fantasmi, mostri che escono dal bosco, di notte, per mangiare i bambini che i genitori abbandonano la sera. Prima o poi succede di ritrovarsi in qualche favola imparata da piccino; poi, leggi tanto, l’hai appreso da tua madre: ti siedi e sprofondi come lei in un’altra dimensione, diventando l’eroe dall’armatura scintillante, dall’elmo col pennacchio e il mantello bianchissimo che arriva fino ai piedi. Tocca a te spalancare la porta della casa di campagna, mentre i fratelli si rannicchiano in un angolo, sgranando il rosario che mamma ha lasciato sul comò. Ora sai perché papà vi ha portato alla parata militare ad ammirare parà e carabinieri; ma a te, bambino scemo, importavano solo gli occhi della Persighetti: eri certo di scorgerla da un momento all’altro, sarebbe venuta a controllarti, a vedere se ancora non capivi un accidente, o finalmente ti accorgevi di quando spalancava le labbra in modo strano, fissandoti sfrontatamente per costringerti a dirle: quanto sei bella; e allora te ne saresti infischiato dei bersaglieri con le piume al vento che, correndo piú degli altri, se ne tornavano a casa in fretta e furia, senza perdere tempo in quella pagliacciata. I rumori diventano più intensi: ti tocchi il petto e ti accorgi di aver perso l’armatura, l’elmo e il mantello; ti resta solo il cuore che batte a più non posso, come quando eri in cima allo scalone della chiesa dell’EUR; allora ti scappa una preghiera: Dio del cubo di calce, scendi, esci dalla tua astronave, almeno adesso. Ma vedi solo il parroco con la tonaca impeccabile, alto, troppo alto per te, troppo lontano dalla porta che separa voi bambini dal mostro spaventoso che è la vita.

Si! La vita è un mostro che fa paura se non la conosci bene…solo dopo che la conosci ti accorgi che la vita è bella perché è tutta da scoprire!
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C’e’ sempre una notte che sembra piu’ buia perche’ accanto non hai chi ti ama.
E’ la notte in cui vai in cerca di Dio. La notte che illumina solo il tuo cuore, benedetta quella notte.
. I rumori diventano più intensi: ti tocchi il petto e ti accorgi di aver perso l’armatura, l’elmo e il mantello; ti resta solo il cuore che batte a più non posso
L’unica cosa di cui aver paura è la paura. Franklin Delano Roosevelt
Aprirsi alla vita, avventurarsi in un bosco in cui le insidie si manifestano fra gesti e parole, mostri e serpenti, un rischio che, tuttavia, vale la pena correre, pur avendo perso l’armatura, quando a essere indifesi ci sono i tuoi fratelli che sperano, come te, nella stessa luce della luna.
I ricordi sono una parte di noi ,per questo non ha importanza ” dove collocarli” l’ importante è mantenerli sempre vivi nella nostra memoria!
Quanti “animali, serpenti; ma anche alieni, fantasmi, mostri”, frutto di una sensibilità o di una fantasia troppo sviluppata, possono spaventarci e bloccarci, se siamo soli ad affrontarli.
Insieme ai fratelli, invece, con i quali condividi la vita, le gioie ed i dolori, che ti sono accanto ed ai quali tendi una mano quando “tocca a te” perché sei tu il più forte e coraggioso, solo tutti insieme é possibile “spalancare la porta” del cuore, affrontare ogni buio e sconfiggere quei mostri che rendono spaventosa la vita.
“ti tocchi il petto e ti accorgi di aver perso l’armatura…”
Scoprirsi vulnerabili e non invincibili, ma con “il cuore che batte a più posso” e che con il suo battito impazzito sembra dire: «ce la puoi fare ce la puoi fare ce la puoi fare» ad affrontare “quel mostro spaventoso che è la vita”. Più tardi si scoprirà che gli unici mostri sono quelli che abbiamo dentro.
Altro che bambino scemo!
Bambino coraggioso già allora, al quale è toccato aprire la porta a quel mostro che a volte è la vita… porta ancora adesso spalancata e mai richiusa.
“allora ti scappa una preghiera”
PREGHIERA DEL CORAGGIO
Dammi il supremo coraggio dell’Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore,
e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l’offesa,
ma disdegna di ripagarla con l’offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
Tagore
Nessuna armatura ma solo cuore, una scelta coraggiosa, vivere così vuol dire esporsi, rischiare di venire colpiti in profondità ma è solo seguendo il cuore che ci si sente davvero liberi.
Bello questo post dall’ atmosfera di favola; e come ogni favola è un percorso di iniziazione e di coraggio, di crescita, di scoperta che Dio è in un cuore che batte.
grazie!
sì, si ricomincia dalla notte, spalancando il cuore, così ce la possiamo fare!
Si, ci sono momenti in cui “vorresti essere dovunque” “in un’altra dimensione” semplicemente per dar respiro agli affanni, far perdurare un’emozione bella, vivere mettendo in pausa il quotidiano qualunque esso sia. Ce n’è bisogno di tanto in tanto per ricordarsi che esisti così come sei e ti basta incontrare lo sguardo giusto per infischiartene di tutto ed essere solo te con il cuore, i sogni, le realtà improbabili, incontrare due occhi allora è imbracciare l’armatura giusta per vincere anche i fantasmi, ma che siano gli occhi giusti per infischiartene anche di loro e dimostrare che non esistono se non nella volontà altrui di crearteli e fartelo credere.
Di solito i mostri che ci fanno paura sono presenti solo nella nostra mente,la paura che nasce dentro di noi è molto potente e per questo anche molto pericolosa perché è capace di schiacciarti fino a renderti suo schiavo impedendoti al tempo stesso di vivere la tua vita,per questo ti trovi costretto ad indossare un ‘armatura scintillante”,perché devi sconfiggere con il cuore in gola il più temibile dei mostri,quello della paura.Esso infatti deve essere affrontato e al tempo stesso superato. La sconfitta di questo mostro porta poi la sconfitta di tutti gli altri e la meravigliosa possibilità di sorridere di nuovo alla tua vita.
Solo dopo, e senza poi sapere quanto dopo, quello che abbiamo ricevuto lo vediamo riemergere, noi, inconsapevoli contenitori di tanti gesti d’amore. In tutti quei modelli, o in quelle parole narrate o sgranate, nella vita che abbiamo fatto nostri giorno dopo giorno crescendo. Bolle che risalgono per le emergenze, da ciò che avevamo lasciato sepolto, trascurato o solo vissuto così, senza giustamente darne un perchè.
“E` un altro episodio che non sai bene dove collocare”
a volte nella nostra memoria rimangono qualche frammenti di ricordi.
Per esempio, uno di miei nonni e` morto quando avevo un anno,si sembra impossibile di ricordare qualcosa,pero` a me torna sempre una scena: vedo un grande bellissimo cane bianco(nonno aveva un cane cosi),vedo pantaloni di mio nonno e poi come mi prende in braccio. Il viso lo conosco soltanto dal foto,pero` mi sembra sempre che questa persona e` mio nonno.Ricordo o mia immagine?
Paure.Penso che tutti abbiamo nostre paure,grandi e piccoli,e` naturale.
A me mettevano sempre in testa che tutto intorno e` pericoloso.Ero piena di paure,fino ancora oggi devo combattere con orrori di infanzia.
Ricordo una volta,stavamo in campagna,ero ragazzina di forse cinque anni.Stavamo giocando in nascondino la sera tardi,in buio.Si siamo nascosti dietro una casa abbandonata e ragazzi piu` grandi hanno cominciato racontare che qua ci stanno fantasmi,poi abbiamo cominciato scappare e io sono svenuta.
Penso che nostra paura spesso dipende dalla nostra fantasia.Come io ho una grande fantasia,aggiungendo tutto questo che ho sentito in giro, la paura diventa enorme.
Ricordo una volta,siamo rimasti a casa con mio fratello,non c’era nessuno.Nostro padre deveva tornare tardi dal lavoro,e ha detto che dobbiamo chiudere la porta e togliere la chiave,se no,lui non entra. Mio fratello si e` adormentato prima,io avevo paura,lo sapevo che finche` la chiave sta dentro ,nessuno non entra, e come avevo paura ho deciso di lasciare la chiave nella porta ,tanto non riuscivo dormire e ero sicura che sentiro` mio padre quando torna.Mi sono adormentata.Mio padre per qualche ore non aveva la possibilita` di entrare a casa.Aveva svegliato vicini di casa dal urli che ha fatto,ma a me non ha svegliato
A volte si deve aver paura più delle persone che degli animali,perché gli animali sono cosi come li vedi : un cane resta un cane, una tigre è pur sempre una tigre e così via , invece le persone sono sempre una sorpresa ,non sai mai con chi hai a che fare.
grazie!
vincere i fantasmi, col coraggio di vivere.