Se fossi papa

Stemma papale Se fossi papa, girerei in clergyman e porrei la sede in una parrocchia della Garbatella, lasciando San Pietro e il Vaticano per cerimonie speciali e come città-stato dei poveri più poveri. Durante il giorno visiterei i più miseri, che così sarebbero meno sfortunati, meglio alimentati e meglio vestiti, perfino rasati e pettinati e, magari, ma non vorrei esagerare, profumati. Mi lascerei prendere dall’entusiasmo, recandomi nei campi rom e nelle carceri, negli ospedali più malmessi e nelle scuole scalcinate. Farei dettagliate relazioni allo Ior, indicando come provvedere alle situazioni più difficili. Viaggerei in Cinquecento, sbarcando il lunario con la quota versata dallo sponsor. Imparerei il romanesco e giocherei a battimuro coi ragazzi del Tufello e San Basilio, facendoli vincere, ogni tanto, per permettergli di andare a vantarsi di aver battuto il papa. Sarei il portavoce di me stesso, perché nessuna voce rende meglio l’idea della persona stessa. Mi applicherei allo studio dell’esegesi più avanzata per proporre la  Scrittura in modo chiaro e attuale e metterei ogni festa di domenica, perché inventarsi tre omelie alla settimana è roba da andare al manicomio. Inserirei le encicliche nella carta dei Baci Perugina, per diffondere meglio la dolcezza del vangelo. Parlerei di Cristo e basta, perché ce n’è per una vita e, forse, anche di più. Riderei e scherzerei, perché il rispetto lo si guadagna con la simpatia e la vicinanza, e a volte è meglio una pacca sulla spalla di una scomunica inflessibile. Assegnerei a Dan Brown un premio prestigioso, per dimostrargli che non basta scrivere un best seller sulla Chiesa per essere sprofondati nell’inferno, anche se lui, magari, ci sperava. Riempirei di scarabocchi i muri un paio di volte al mese, perché il papa è una persona seria, ma guai a pensare che non faccia mai pasticci. Direi alle suore di non fare quella faccia e di non parlare mai con quella voce, perché se c’è una cosa che fatico a digerire è il tono artificiale di certe religiose, con faccia allegata. Porgerei l’altra guancia solo in casi straordinari, perché Gesù non era un masochista e, all’occorrenza, ne diceva quattro senza tanti complimenti. Berrei volentieri una birra con gli amici, pagando alla romana: sono o non sono di Santa Romana Chiesa? Se fossi papa direi a don Fabrizio di riposarsi un poco, di smetterla di credersi indispensabile per tutto. Lo porterei al cinema con me, che sono tredici anni che non ci mette piede. Se fossi papa chiederei a Gesù la forza di stupire e divertire, soprattutto il dono di sorprendere ogni volta, come faceva lui, che non sapevi mai che cosa avrebbe detto o fatto. Se fossi papa. Ma chi me lo fa fare? Se diventassi papa avrei finito di scherzare; o riderei tanto da morire il giorno stesso.

26 pensieri su “Se fossi papa

  1. M&C

    Ogni cambiamento importante inizia con un sogno, anche le rivoluzioni più importanti della storia sono iniziate da un’idea.
    Questo forse è un sogno, ma io sogno con te, don, e spero in una rivoluzione pacifica, che riporti tante cose alla loro vera essenza…

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  2. Stella Maria

    Ah, be’, allora!! Per carità! Meno male che non lo sei, tutti questi cambiamenti insieme, una cosa insopportabile! E poi se fossi Dio mi in…rei, piu’ di duemila anni e poi tutto insieme, eh no! Caro mio! Come si fa poi a sparlare di Santa romana chiesa? E povero Dan Brown! Gli toglierebbero anche i diritti d’autore! I ragazzini che giocano a pallone con il papa? Ma che sei matto? Mi vanno in depressione, penseranno sempre di essere raccomandati! E per favore lasciamo stare le suore che di fronte a certi preti, son piu’ belle di Belen! E soprattutto non hanno pulpiti da cui predicare. Se proprio hai tanta voglia di cambiare, torna qui che ti aspettiamo. C’è tanto da fare 🙂
    Le rivoluzioni, dici che iniziano dal basso, non e’ che la vacanza ti ha fatto male? Rilassato vedi tutto rosa, mi devo preoccupare?

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  3. vale

    ‘sta roba qui, come tu l’hai definita, è un inno alla speranza che rivoluziona i cuori. Sembra scritto da un bambino che guarda il mondo con occhi innocenti, entuasista della vita, …. e tu lo sei e grazie a te, anche noi ci sentiamo migliori.

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  4. gum

    Vedo che il nostro blog su temi come questo si affolla in poco tempo .
    In effetti l’umore del nostro caro Don pare piu’ alleggerito .
    Ogni tanto fa bene stare davanti a un golfo che allieta il nostro “spirto”
    e i sensi ancor di piu’.
    Quella che chiamerei diaspora papale non mi sembra esser stata
    dettato d’intenzioni fatto dal nostro Fabry. Le attivita’ descritte
    da tempo le faceva.
    Nel Papa “sui generis” lui ci vede l’emblema di una chiesa piu’ vera
    fortemente cambiata.
    L’avevo detto anch’io quattro commenti orsono che nel nostro Vangelo
    non dobbiamo trovare soltanto il lato triste ch’ahime nella vita c’è.
    Senza fare neppure dei vicari di Cristo una sorta di Zelig.
    Basterebbe soltanto che anche la nostra vita come quella promessa
    dove l’io sara’ il tu si vivesse per l’altro.

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  5. pam

    Se tu fossi Papa il mondo intero cambierebbe. In realtà Don Fabrizio sta già cambiando il mondo.
    Mi piace pensare che Gesù stia sorridendo contento leggendo questo post: i doni di saper incantare, stupire e divertire, insieme ad altri talenti, te li ha dati tutti, e tu li stai impiegando per portare l’Amore agli uomini, nessuno escluso.

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  6. robertacialfi robertacialfi

    Caro Fabrizio, con un'”agenda” del genere, ho paura che se tu riuscissi a diventare papa ti farebbero fuori molto molto presto.

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  7. robysda

    “Se fossi papa”, è questa la bellezza che rovescia il mondo, il sole a mezzanotte, ma vuoi mettere? Anche i più lontani, non fosse altro che per curiosità, accorcerebbero le distanze e la domenica riempirebbero la piazza, tutti farebbero la fila per ricevere quella carezza sul viso che vale più di tante sterili e inutili parole da tanti dette senza cuore, sembrerà un incontro surreale al pub di turno, senza dover bere sette birre, tutti si sentiranno personaggi principali di un romanzo in cui il lettore della vita è egli stesso protagonista. “Se fossi papa”, F. De André ci intitolerebbe un nuovo testo e anche Togliatti sarebbe propenso ad una seppur veloce ultima benedizione.

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  8. Clown: opinioni

    Sarebbe curioso sapere se chi Papa lo è per davvero, queste cose, pur senza prenderle in considerazione, le abbia mai anche solo pensate.
    Ma a me, che non contemplo l’esser Papa nella scatola segreta dei sogni, volentieri trattengo in animo l’opzione, un giorno, di invitare al cinema Fabrizio.

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  9. eziotarantino

    “Mi lascerei prendere dall’entusiasmo, recandomi nei campi rom e nelle carceri, negli ospedali più malmessi e nelle scuole scalcinate.”. Bellissimo. Mi lascerei prendere dall’entusiasmo…. C’è tutto il catechismo della chiesa, senza bisogno delle altre 512mila pagine.

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  10. Dunkel87

    Penso che un papa cosi’ durerebbe meno di Giovanni Paolo I, soprattutto se si mettesse a cambiare le “direttive” di organi come lo I.O.R.! Lo dico con non poco rammarico, anche perche’ un sorriso, questa lettura, me lo ha strappato. Sarebbe bello.

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