27. Il cedro

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=yM5x8VWOxsc]

da qui

Quanto l’avrai fissato? Eri incantato di fronte ai rami dalle foglie sottili di colore indefinibile, tra l’azzurro e il verde. Avresti dovuto studiare per l’interrogazione, eppure eri lì, incapace di staccare lo sguardo dal cedro del giardino: ti venivano parole che cercavi d’infilare dentro i versi, come se, per una specie di magia, da ogni ago dell’albero sgorgasse un sentimento, un tuffo al cuore, e le linee della pianta rispondessero al disegno altrettanto contorto della vita: scrivevi, scrivevi; le foglie e le parole s’intrecciavano in un’unica forma di esistenza, e pareva che bastasse sciogliere il groviglio verdeazzurro per capire dove andare, a quale santo votarsi, come trovare, miracolosamente, il bandolo della matassa. Non l’avresti più persa di vista, la piramide d’aghi sullo sfondo blu del cielo: dovunque andassi, i tuoi occhi sembravano perdersi oltre i vetri di una stanza, come quando, nell’aula d’Università, tenesti una lezione su Calvino e cominciasti a parlare della luna, di Leopardi, e gli studenti, a poco a poco, si lasciarono attirare nella trama delle immagini; finché l’ordinario t’interruppe, dichiarando che sognare è affascinante, ma bisogna pestare, pestare, e subito pensasti a tuo papà che voleva appenderti alla porta della stanza un cartello con gli orari di lavoro, ma tu – figurati! – continuavi a crogiolarti imperterrito nell’intrico di foglie e di parole che era allora la tua vita. In fondo, poi, che hai fatto per anni se non rincorrere miraggi su miraggi, una bellezza che sfuggiva anche quando eri convinto di averla tra le mani? E quante volte ti sei sorpreso a piangere, scoprendo che sotto il libro di storia medievale c’era il volume di poesie di Garcia Lorca? Felice te, cicala, ti feriscono invisibili le spade dell’azzurro! Ecco, avresti voluto essere un poeta, cercare il segreto delle cose tra parola e parola, foglia e foglia, abbattere il muro che separa dal ramo e dalla nuvola, sentire la voce del cedrus Atlantica che pareva dicesse non cambiare, non cambiare, altrimenti non potremo più incontrarci, non saremmo più capaci di chiamarci per nome; tuo padre continuava a pretendere il programma e il professore a sentenziare che i sogni sono inutili, ma tu – figurati! – seguitavi a parlare della luna, di Leopardi, e ti sembrava che il senso della vita fosse tutto in un incanto, una magia che non sapevi spiegare cosa fosse, né da dove provenisse, e cantavi, come la cicala: felice te, felice te, che non devi pestare e non hai programmi appesi nella stanza.

28 pensieri su “27. Il cedro

  1. ema

    ” Se tu mi dimenticassi”

    Voglio che tu sappia una cosa.

    Tu sai com’è questa cosa: 

    se guardo la luna di Cristallo, 

    il ramo rosso del lento autunno alla mia

     finestra,

    se tocco vicino al fuoco l’impalpabile

     cenereo il rugoso corpo della legna 

    tutto mi conduce a te, 

    come se ciò che esiste,

     aromi, luce, metalli,

    fossero piccole navi 

    che vanno verso le tue isole

      che m’attendono. 

    Orbene,

     se a poco a poco cessi d’amarmi 

    cesserò d’amarti a poco a poco.

    Se d’improvviso mi dimentichi, 

    non cercarmi, 

    chè già ti avrò dimenticata. 

    Se consideri lungo e pazzo il vento di

     bandiere che passa per la mia vita e

    ti decidi a lasciarmi sulla riva del cuore in

     cui ho le radici,

     pensa 

    che in quel giorno,

     in quell’ ora 

    leverò in alto le braccia 

    e le mie radici usciranno a cercare altra terra.

    Ma se ogni giorno,ogni sera 

    senti che a me sei destinata 

    con dolcezza implacabile 

    se ogni giorno 

    sale alle tue labbra un fiore a cercarmi 

    ahi, amore mio, ahi mia, 

    in me tutto quel fuoco si ripete,

    in me nulla si spegne né dimentica

    il mio amore 

    si nutre del tuo amore, amata,

    e finché tu vivrai starà 

    tra le tue braccia senza uscire dalle mie.

    P. Neruda

     

    Rispondi
  2. mariaserena peterlin

    Il senso della vita, di fronte alle contingenze che ci sollecitano, ai richiami dei tanti doveri, ai bisogni altrui e propri, alle richieste continue che ci inseguono (fino a quando, non ci inseguono più e ci pare di essere noi a doverne fare o a esser diventati inutili) appare davvero quello che una particolare sospensione che diventa d’attesa ci fa apparire come una magia , un incanto.
    Come è difficile accettare tutto quello che lo interrompe.

    Rispondi
  3. Barbara

    “cercare il segreto delle cose…”
    Quel segreto che a volte sembra di essere sul punto di capire, ma non si capisce mai.

    Poesia
    è rifare il mondo, dopo
    il discorso devastatore
    del mercadante.
    (D. M. Turoldo)

    Rispondi
  4. gum

    Chi sa parlare agli gli alberi e perdersi nell’incanto della luna non fa programmi, come la cicala che rischia tutti i giorni di venir pestata dalla vita, ma il suo canto può’arrivare ovunque c’e un cuore che batte, anche al di la’ dei limiti del mondo.

    Rispondi
  5. RossellaT

    I sogni sono speranze, appigli nei i momenti difficili della vita, iniziano e non sai mai dove vanno a finire. Ci sono cose da fare e programmi da portare a termine ma sono i sogni che ti fanno prendere una strada oppure un’altra.

    Rispondi
  6. M&C

    Pronunzio il tuo nome
    nelle notti scure,
    quando sorgono gli astri
    per bere dalla luna
    e dormono le frasche
    delle macchie occulte.
    E mi sento vuoto
    di musica e passione.
    Orologio pazzo che suona
    antiche ore morte.
    Pronunzio il tuo nome
    in questa notte scura,
    e il tuo nome risuona
    più lontano che mai.
    Più lontano di tutte le stelle
    e più dolente della dolce pioggia.
    T’amerò come allora
    qualche volta? Che colpa
    ha mai questo mio cuore?
    Se la nebbia svanisce,
    quale nuova passione mi attende?
    Sarà tranquilla e pura?
    Potessero le mie mani
    sfogliare la luna!

    F. G. Lorca

    Rispondi
  7. RossellaT

    L’amore dei ruscelli (F. Centofanti)

    c’è qualcosa di umano
    al di là di tutto
    qualcosa che ti tocca
    che non sai definire
    ma è umano
    ciò che riscalda
    il cuore
    non sai come chiamarlo
    forse soltanto amore
    ma non quello dei libri
    né dei maestri colti
    piuttosto quello sano
    e naturale
    dei cani sciolti
    degli uccelli
    delle nuvole che vagano
    dei venti
    e dei ruscelli.

    Rispondi
  8. bioraffaella

    Coloro che pestano i piedi per terra non potranno mai capire chi sogna e volge il proprio sguardo verso il cielo,perché il loro sguardo è rivolto verso il basso a guardare il monocolore della terra senza rendersi conto che nel cielo azzurro,dove il colore si confonde con il verde delle foglie del cedro, esiste una varietà di colori che si rivela sotto forma di arcobaleno.

    Rispondi
  9. agnese

    mi hai fatto ricordare don, come anche io leggevo in nascosto, mia madre non voleva che leggo libri, uniche che tollerava erano le letture di scuola, allora avevo sempre libri nascosti sotto quaderni e cosi leggevo, quando mia madre mi beccava con libro rispondevo sempre che questo è la lettura, mi sono rovinata la vista leggendo di notte sotto le coperte con la lampadina. ma devevo leggere, questo era la mia vita,mia salvezza. non mi dispiace di niente

    Rispondi
  10. pmartucci

    Il cedro, grande, maestoso, lui vedeva meglio, vedeva lontano. Infalllibile. Era l’ ispirazione a cercare il segreto delle cose, ciò che è il filo della vita, la ragione di tante altre scelte. “Se fossi cedro…”. Tante voci, dentro, fuori, dicono, ripetono, non cambiare, nel cercare le segrete cose con le parole, con le foglie, con i pensieri, con le preghiere. Dicono, guarda ancora, sempre, nell’incanto, nel meravigliato stupore tutto quello che c’è oltre. Accanto a orari, incombenze, al pesta oggi, ripesta domani. ( mi chiedo, ma se il foglio con gli orari fosse stato appoggiato ai piedi del cedro? o tra le foglie?)

    Rispondi
  11. robysda

    La lettura della vita attraverso gli aghi verde azzurro di un cedro, un programma ben impegnativo da pestare; una sfida, cercare la verità, quella lanciata dalla miscela dei colori che esalta e promuove la meraviglia del sogno, come unica difesa dalle ostilità di una realtà egocentrica, votata al devo e lontana anni luce dal grido di protesta di un mondo sommerso che lotta ogni giorno per sottrarsi da una vita di stenti. Poesia che si nasconde in una lacrima, nascosta dietro una finestra.

    L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.
    Le Città Invisibili.

    Rispondi
  12. pam

    ”scrivevi, scrivevi; le foglie e le parole s’intrecciavano in un’unica forma di esistenza”

    La poesia è il mezzo che Dio ha dato all’uomo per entrare nelle pieghe più profonde della verità.

    Rispondi
  13. agnese

    “avresti voluto essere un poeta”-ma i poeti di solito muoiono di fame,vengono apprezzati dopo la morte

    Rispondi
  14. agnese

    “E’ spiacevole e tormentoso quando il corpo vive e si dà importanza per conto suo,senza alcun legame con lo spirito”
    Thomas Mann

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *