4.
Secoli degli splendidi spaventi,
secoli dei regni eletti,
divinità dell’età,
divinità della verità,
divinità di Via Melzi D’Eril,
voi siete
i calendari immortali.
Voi siete
i respiri degli imperi entusiasti
e la giovane perfezione
nelle memorie gloriose
tornate alla luce del sole.
Mia così vicina
algebra amica della nobile vita.
Mia nata un giorno
nella bellezza perfetta
che ora ti è maestra.
Mie lacrime al culmine del nome.
Mio Dio
mio Dio infinito
mio Dio infinito che ebbe inizio
sulla soglia della tua storia.
5.
I compagni del regno. I corpi dell’aperto millennio. Gli splendidi incendi dei mondi. Gli eserciti estremi dell’estasi. Gli irripetibili giardini geniali del giorno. I consanguinei dei mattini. I consanguinei dei vivi convivi definitivi. I cortei del coraggio. Gli eroi dell’età. La stirpe che è stata da sempre la battaglia della meraviglia. La stirpe delle nuovissime fisiche antiche. La stirpe delle definitive scienze divine. Gli indimenticabili, gli spietati alleati degli attimi, i fratelli del nome nati da questi anni inenarrabili.
I doni senza giorni. I traumi dei trionfi. I feroci capolavori nei corpi ignoti. I corpi che creano il cielo, i corpi che creano il palcoscenico. I suicidi dell’attimo, che chiamano, per essere ancora una volta l’antica vittoria. Le vere primavere del principe. Le prime sillabe dell’ordine. L’idea tremenda che regna sui meridiani della meraviglia. La musica della promessa mantenuta.
La bellezza cui sarò all’altezza. Il pericolo che ora batto al ritmo perfetto del patto. I figli del racconto intatto. Il metodo che entusiasma il secolo. La data di tutta la domanda. Il trauma della prima fama. Questo teatro sovrano. La febbre di epoche straniere e di imprese perfette.
Sto diventando
il passato
ora che finalmente é iniziato.
12.
Massacrati tutti i vostri calendari
abolite tutte le vostre mattine
siamo diventati immortali per non essere mai apparsi
nelle vostre caserme della luce,
nel vostro enorme allarme senza termine.
Siamo diventati immortali per non essere mai guardati
da voi dannati degli annali.
Siamo diventati immortali per essere i sovrani
del vostro verbo e del vostro morbo.
Siamo diventati immortali
per avere disfatto tutti i padri.
Siamo diventati immortali per non essere mai
i vostri incessanti campi marziali dei romanzi.
Siamo diventati immortali per non amarvi.
14.
Voi foste il giovanissimo martirio, l’inizio dell’assassinio bellissimo. Voi foste nati ai nomi esaltanti dei traumi incessanti. Voi foste gli annali delle armi, l’entusiasmante corte marziale delle case abitate, e dentro un eterno spavento tutte le infanzie dell’infezione.
Voi foste le lettere in tutte le tragedie. Voi foste il nome sublime e le formule algebriche della febbre nelle prime veglie straniere. Voi foste l’antica prima teatrale della malattia mortale, le algebre esaltate della catastrofe materiale, le maschere nate entusiaste, la mattina ossessiva che fioriva, la prima epidemia infinita che avveniva.
Voi Dèi del primo giorno.
Voi lasciaste le scene.
Voi Dèi del primo nome.
Voi continuate ad essere
voi continuate ad essere tutte le letterature
voi continuate ad essere tutte le letterature della mia maledizione.


Dedicata allo stupor mundi? Andrei cauto con le suggestioni della lettura di Kantorowicz.