28. Il marinaio

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da qui

L’adolescenza è un magma di sensazioni senza capo né coda: vuoi essere tutto e non sei nulla. Resti il bambino timido con la paura di sbagliare, e nello stesso tempo ti scopri una specie di playboy di cui s’innamorano tutte le ragazze; stacanovista, curvo sui libri un pomeriggio intero, e studente cui basta niente per distrarsi: un libro di racconti lasciato lì per caso, la copertina glamour con la donna che ti guarda sorridendo, il film di Zorro che comincia tra poco alla Tv. Sei sempre lo stesso, e cambi ogni minuto. Adesso vai da Massimo, il compagno di classe che abita di fronte a casa tua; seduti al tavolo rotondo, scrutate un rettangolo di cartone rigido, con un perimetro di caselle colorate e otto percorsi interni, grigi, di forma disuguale. Devi decidere gli obiettivi che hai intenzione di raggiungere: Soldi, Fama e Felicità; attribuire a ognuno un valore numerico, in modo che la somma sia sessanta. Un guaio per te, che prendi sul serio pure i giochi. Scegliere tra le carriere, poi, è ancora più penoso: astronauta? politico? attore? marinaio? Professore universitario: è questa, per uno come te, la strada più indicata per ottenere la dose giusta di fama e di felicità. Già ti vedi nei corridoi della Sapienza, con l’ordinario che ti stringe la mano e Alexandra che ti squadra con l’espressione da regina egizia, sempre abbronzata, l’aria complice di chi è uscita con te la sera prima, nelle vie del centro, ascoltando rapita il Romeo e Giulietta di Tchaikovsky. Non lo conoscevo. Non mi dire! Lo trovo straordinario. Sorride; non capisci mai se sia il momento di piazzare la frase galeotta, o se saresti fulminato dallo sguardo aristocratico e la vedresti uscire, offesa, dalla macchina. Non è come le altre: ha scritto libri, tenuto lezioni in aula magna, conosce professori prestigiosi, anche parigini, e tu pensi di poterla conquistare con un semplice Tchaikovsky? E’ l’unica capace di tenerti in soggezione: non trovi il coraggio di farle una carezza, di avvicinare le labbra alle sue labbra regali. Pensa se, poi, lo riferisse al titolare: ci ha provato, direbbe, in via Ripetta; mi ha sussurrato a tradimento, con l’occhio di triglia: non senti qualcosa pure tu? Ma io gli ho riso in faccia; ci vuol altro per una come me. Il professore ti osserva in modo strano: dice che sì, sognare è bello, ma bisogna pestare, pestare; e a te vengono in mente la cicala, il cedro, l’orario di lavoro, e ti chiedi se al mondo esistano davvero i trenta punti di felicità che hai scelto come tuo obiettivo. Massimo ti guarda con aria rassegnata, coi dadi in mano, che sta cercando di passarti da mezz’ora. Ho cambiato idea, gli dici, voglio fare il marinaio.

29 pensieri su “28. Il marinaio

  1. ema

    ” Ho cambiato idea”

    C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto.
    Victor Hugo

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  2. robysda

    Scoprirsi e conoscersi per scoprire e conoscere la faccia del mondo, navigando a vista di giorno in giorno, attraverso una barca costruita con materiali resistenti, con la grinta e la speranza di chi rischia, di chi si apre al confronto, sempre e comunque, a prescindere dalla forza del mare. Una scelta coraggiosa e vincente, qualunqe sarà l’approdo.

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  3. M&C

    L’adolescenza è un’età difficilissima, in cui la voglia di cambiare idea e scappare da se stessi spesso rischia di prendere il sopravvento.
    Adesso, da adulta, posso dire con sicurezza che tra quelle tre opzioni, soldi fama e felicità, scelgo senza ombra di dubbio l’amore perchè è l’unica cosa che ti rende felice, che ti fa sentire importante e ricco più di qualsiasi altra persona al mondo.

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  4. Clown: opinioni

    PROFESSORE
    L’ho conosciuta Otto anni fa. Frequentava il mio corso. Io non insegno più a tempo pieno, e se volessi essere preciso dovrei dire che non insegno letteratura: già da molti anni tengo un solo corso, un grande seminario di critica letteraria, per i laureandi, che ho chiamato Practical Criticism. Le mie lezioni attirano un mucchio di studentesse. Per due ragioni. Perché l’argomento presenta un’allettante combinazione di glamour intellettuale e glamour giornalistico; e perché le ragazze mi hanno sentito recensire libri alla radio o visto parlare di cultura alla televisione. (…) Nei primi tempi non mi ero reso conto che parlare alla Tv per dieci minuti una volta la settimana potesse fare l’effetto che fa a queste studentesse. Ma le ragazze sono irrimediabilmente attratte dalla celebrità, per insignificante che possa essere la mia.
    Ora, come sai, io sono molto sensibile alla bellezza femminile. Tutti hanno qualcosa davanti a cui si sentono disarmati, e io ho la bellezza. (…) Sono passati otto anni, dunque: io ne avevo già sessantadue e la ragazza, che si chiama Consuela Castillo, ne aveva ventiquattro. Consuela non è come le altre. Non ha l’aria di una studentessa, non di una comune studentessa, per lo meno.
    (L’animale morente – Philip Roth)

    MARINAIO
    Amo l’amore dei marinai
    che baciano e se ne vanno.
    Lasciano una promessa.
    Mai più ritornano.
    In ogni porto una donna attende:
    i marinai baciano e se ne vanno.
    Una notte si coricano con la morte
    nel letto del mare.
    (Pablo Neruda)

    ADOLESCENZA 1 – Chi sono
    Sono timido, sono playboy, sono Zorro …. sono Romeo

    ADOLESCENZA 2 – Obiettivi
    I soldi: scegli i soldi!!

    ADOLESCENZA 3 – Con chi esco stasera
    La donna mi guarda sorridendo dalla copertina glamour; ora sono Bogart, la prendo sottobraccio e, senza discutere, la porto via con me …

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  5. RossellaT

    – Sapete una cosa? Avrei detto che gli ammiragli stessero sul mare…
    – Anch’io avrei detto che i preti stessero nelle chiese.
    – Oh, bè, sapete, Dio è dappertutto…
    – Anche il mare, Padre. Anche il mare.

    dal libro “Oceano mare” di Alessandro Baricco

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  6. gum

    Nella vita ci carichiamo di obiettivi da raggiungere sin dalla tenera eta’. E’ il premio legato all’obiettivo che fa la differenza. La felicita’ per esempio non e’ comune a tutti target.

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  7. agnese

    gli obiettivi da raggiungere?
    avevo solo due: la libertà e la felicità.
    dopo anni di combattimento con la vita e con me stessa, dopo un momento di disperazione che tutto questo è solo una utopia, ho trovato il segreto, esiste, sta dentro di noi

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  8. agnese

    vi massacro un po’ con miei commenti,ma con giornata come oggi che si può fare

    “la copertina glamour con la donna che ti guarda sorridendo”
    mi si è ricordato un testo di un film:
    -quale era la tua prima donna?
    -Claudia Schiffer sulla copertina di Playboy
    -schegli sempre migliore?

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  9. agnese

    “devi decidere gli obiettivi che hai intenzione di raggiungere:Soldi,Fama e Felicità”
    soldi non danno la felicità,ma aiutano a vivere
    fama?-a Hollywod si dice:non importante che si dice,importante è che si parla di te
    felicità?-se raggiungi primi due obiettivi,non sarai felice?

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  10. agnese

    Ogni uno di noi da piccolo comincia pensare che vuole fare da grande. Ricordo Michele come per anni rispondeva alla domanda: che vuoi fare da grande?
    -Il principe!

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  11. agnese

    “ho cambiato idea”
    una volta ho sentito una frase: solo la mucca non cambia idea. (non so perchè proprio la mucca,forse perchè si intende che la mucca è un personaggio stupido?)
    una delle mie amiche diceva per tutto liceo (ho fatto liceo biologico-chimico), che vuole fare infermiera. Ha finito in negozio con le scarpe e era felice.

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  12. agnese

    “scegliere tra le carriere”
    invece dal un libro ricordo una frase di una mamma di una figlia unica: mia figlia potrebbe diventare ottima pianista (etc.con tutte le cariere),ma suo salute non lo permette. E per questo la figlia cresceva seduta vicino caminetto, partecipava alle feste da ballo,facendo le passeggiate con la carrozza.
    Mi raccomando! Non ti stancare nella vita!!!

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  13. agnese

    “Il fascino è l’arte di farsi dir di sì senza aver posto alcuna domanda esplicita”

    Albert Camus

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  14. agnese

    “Il miserabile pensa una volta,l’uomo probo pensa due volte.Nessuno di loro pensa a sufficienza”

    proverbio cinese

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  15. agnese

    UNA TEORIA DISCUTIBILE

    Il maestro rivolto alla classe:
    -…di conseguenza ora sappiamo che mangiare pesce fa molto bene per lo sviluppo del cervello…
    Uno studente:
    -è vero! Io mangio pesce ogni giorno.
    Il maestro:
    -ecco un’altra teoria smentita!

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  16. pmartucci

    Prendere sul serio i giochi. Mi fai pensare a Borges e ai suoi Scacchi, “….questa guerra ha oggi il mondo per anfiteatro. Come l’altro è infinito questo gioco….è la mano destinata del giocatore a condurre la sorte….ma anche il giocatore è prigioniero di un’altra scacchiera di notti nere e di bianche giornate. Dio muove il giocatore, questi il pezzo…”
    Guerra necessaria, gioco infinito. Il mondo con le sue logiche si mascherava pure lì, si voleva rivelare nella sua ambiguità, offrendo il fascino delle scelte, di potere tutto, del decido io. Ma c’erano anche quei dadi a decidere…
    Belle quelle mani, che si sperimentavano insicure e dubbiose a muovere pedine, a riconoscere obbiettivi, a cercare l’altra Mano, quella che conduce il giocatore.

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  17. ROBERTA Z

    Erano altri tempi, forse per questo non ricordo di aver mai pensato a come sarebbe stato il mio futuro, a cosa avrei potuto fare “da grande”. Studiavo, ma avevo anche altre occupazioni: il pianoforte, l’orchestra di cui facevo parte, il doppiaggio, d’estate il lavoro all’ambasciata americana (gratis, per imparare). I miei genitori tra me e mia sorella sceglievano sempre me per le occasioni che si presentavano . Essendo molto timida, soffrivo ogni volta che dovevo fare una nuova esperienza, ma mi impegnavo e mi piaceva fare qualsiasi cosa.
    Poi, il destino. Mollo tutto, esami a S.Cecilia, tesi di laurea in inglese alla Luiss, doppiaggio. Ormai lavoro tutto il giorno, tante volte fino alle dieci di sera, per una casa di produzione cinematografica, mi piace molto essere la segretaria dell’uomo più ricco d’Italia.
    Poi, il destino. Lì lavorava anche il mio futuro marito. Ci sposiamo, lascio il lavoro, tre figli in quattro anni. Tutte le mie esperienze é come se fossero svanite, le sogno solo la notte, mi vengono gli incubi perché qualcuno ha preso il mio posto in ufficio.
    E dire che a diciassette anni avevo fatto un unico progetto. Sposarmi più tardi possibile, mi piaceva troppo lavorare.
    Poi, il destino. Non é stata una mia scelta, ma alla fine, dopo venti anni , il mio progetto si é avverato: dovrei essere in pensione da un pezzo, ma sono ancora qui, alla mia scrivania, a combattere nella nostra azienda.
    Mi chiedo se io abbia mai fatto delle scelte, ho seguito ciò che mi proponeva il destino.

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  18. pam

    Nel magma delle sensazioni prende direzione l’idea della libertà e dell’essere se’ stessi.
    E’ quello che ti rende un buon marinaio, qualunque sia il mare in cui la vita ti porterà a navigare.

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  19. bioraffaella

    Io preferivo fare l’ astronauta,perché come sognatrice amo pensare di viaggiare in mezzo alle stelle ,per raggiungere una meta per me praticamente impossibile:La Luna!

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  20. augusto

    Mi hai punto sul vivo, Fabry caro, ma non citerò Baudelaire ( “Uomo libero sempre amerai il mare/è il tuo specchio…”) , troppo scontato, truttavia mi sento quasi obbligato a inserire la poesia che segue, tratta da “Ultimo tramonto in Sudafrica”, il primo mio libro che Lps ha recensito, grazie a te:

    “il vento di una fanciulla/che nell’aria inquieta/mi passò d’accanto/sgranando la melagrana/decise il mio destino
    il bagliore di madreperla/delle sue lacrime (per altri/ versate e non per me)/ m’indussero a fuggire/lontano lontano
    a navigare/ a farmi marinaio/ a discendere al freddo/ al ghiaccio delle prime albe/ con la tromba la schiuma/
    l’ancora il cavo la bitta/ e il verderame del rugoso mare/ non sapevo nuotare né remare/temevo i venti che spogliano le navi/i morti nei sacrari abissali/ le spume e l’onda fonda/il sangue azzurro/l’aguzza prora e il tanfo /dei buglioli
    sui ponti/… e i silenzi essenziali”.

    Vedi dove ti porta l’adolescenza, quando non c’è qualcuno che ti indirizza ben bene(?)

    Un abbraccio forte.

    Augusto

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