Con il patrocinio di Biblioteche di Roma e del Comune di Morlupo
l’Associazione Culturale PoEtica
e il Fondo Librario di Poesia Contemporanea
a Morlupo (Roma), Centro Libellula
– via San Michele 8 –
sabato 2 marzo 2013, alle ore 18:00
Reading di poesia
I costruttori di vulcani di Carlo Bordini
Luca Sossella Editore
Shelter di Marco Giovenale
Donzelli
È prevista inoltre la presentazione del primo numero di PoEtica News (1/2013) che ospita un inedito donato da Carlo Bordini e tre poesie inedite della poetessa finlandese Aino Suhola
la lettura su facebook:
https://www.facebook.com/events/488114041225320/
locandina dell’evento:
http://associazionepoetica.files.wordpress.com/2013/02/2-marzo-jpg.jpg
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CENTRO LIBELLULA
Servizi per il lavoro e per la cultura
Via San Michele, 8
00067 Morlupo Roma
tel 06 98267808
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ASSOCIAZIONE PoEtica
Fondo Librario di Poesia Contemporanea
info associazionepoetica [at] gmail [dot] com
http://associazionepoetica.com/
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…
Andiamo in cerca delle nostre forze quando
dovremmo ritrovarci nelle debolezze, nudi sulla soglia del
dolore.
(Aino Suhola)
CANZONE
La canzone
è arcaica
come
quel tempo,
tempo
così
paleolitico…
non c’era
la luce elettrica,
io
mi ricordo
abitavamo
in una grotta…
Ah…
i nostri amici
erano amici
come mele
mature,
la grotta
ha un suono
come di pecorelle
che belavano,
l’aria
era bianca
in un giardino
delle rose
i tuoi capelli
biondi
erano il Tempo
gli amici
erano frutti
maturi
e la vita
e i tuoi capelli
biondi
erano il
giardino
di rose
di ciliege
Ah…
i tuoi
capelli
biondi
erano
l’ostia
era il tempo
paleolitico
oh mondo
di
una grotta
ci mettevano sul giornale
ma noi
non lo leggemmo
musica
non suonò mai
in quella
dimensione
gli angeli
ignorano
questo vigneto
esso vive solo
di un caduco
fremito
io e te
lo suoniamo
ancora
talvolta.
(C.Bordini)
Reblogged this on Il nome della rosa.
Reblogged this on Nutrire il corpo e l’anima.
una poesia di Marco Giovenale:
Fino a lì aveva fabbricato doppio sentimento o avvertimento (delle cose, choses, gli piaceva): ossia: su un fronte l’immobilità serrata e certo cieca del tempo, come tutto bloccato da una fascia di luce, una fotografia; su diverso fronte la variabilità matta e l’incoerenza delle figure che all’interno di luce e tempo si muovono, tutte in arbitrio.
da questo, due sensazioni o sicurezze:
che: ci sarà comunque ancora tempo per.
e
che: “questa cosa qui” non sarà ancora per molto tempo così.
Tutto veniva sfatato dalla realtà riconfermato in percezioni. perdendo di continuo definizione il paesaggio, acuito il meccanismo di messa a fuoco.
La prova iterata iterata di far combaciare croci di collimazione di un sistema in tutto fuori orbita, senza asse e inaffidabile, è affidata via via logorandosi il tempo stesso ad alcuni fogli, anche forse planimetrie di un castello.
era – è – un luogo reale.