59. La prima volta

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da qui

Ogni vita ha una colonna sonora. Tu cominciasti male, con Guccini. Appena sapevano della preferenza, ti facevano la predica; guarda che è un maniaco depressivo, anarcoide e sfaccendato. Eppure a te piaceva tanto la chitarra alla Bob Dylan, le parole messe in fila con l’abilità dell’artigiano che lavora materiali refrattari; e le rime non sono forse ferro da piallare con pazienza certosina? Non è più difficile costringere un racconto nel giro di nove, dieci strofe, che sfornare canzonette sdilinquite per un festival di metà febbraio? Più cercavano di mettere fine alla tua prassi masochista, più ti ostinavi a estrarre il vinile dalle custodie colorate o a infilare le cassette nel registratore, da cui tracimavano incontri, invettive, grida da osteria, fino a che rischiavi di scambiare la tua storia con quella di un’Emilia di stanze polverose e bottiglie di vino mezzo vuote. Provavi una strana affinità con quei giri di accordi sempre uguali, in cui ti sentivi cullato come se ogni nota, ogni sillaba del testo, caricata oltremisura dalla “r” arrotata, fossero dirette a te che ci scoprivi il ritmo delle tue giornate, il desiderio di fuga o la sete di giustizia. E De Gregori? Almeno, con lui, nessuno trovava da ridire. Ogni canzone era abbinata a una ragazza, come se agisse un legame misterioso tra i versi così dolci e accattivanti e i tuoi sogni sempre pronti a uscire dal cassetto e a costringerti a guardare, incantato, verso il vuoto. Ti lasciavi attrarre da particolari irrilevanti, come la copertina spoglia con il prato in cui lui sta per colpire il pallone di sinistro, o i volteggi al pianoforte, che non potevi capire dove andassero a parare. Ti sembrava normale che i testi si avvolgessero in una quasi totale oscurità, perché la vita è così, pensavi allora, e anche la poesia, come ti aveva insegnato Garcia Lorca: ci voleva il Nobel per comprendere di cosa trattassero le sue filastrocche da bambini. Ma l’amore vero era De André: ti bastava sentirne il tono caldo per entrare in un’altra dimensione; se fossi nato per fare il cantautore, avresti voluto avere la sua voce, poggiare le dita sulle corde come faceva solo lui, con la grazia morbida con cui si tocca la pelle di una donna, perché scrivere qualcosa – una canzone, un romanzo, una poesia -, è come fare l’amore, come dirle che l’ami quando ormai non se l’aspetta, stapparle l’ennesima Ceres come fosse la cornucopia di Acheloo perduta per la bella Deianira, riempirsi di patate fritte fissandosi negli occhi, come quando si guarda il mondo per la prima volta.

27 pensieri su “59. La prima volta

  1. bioraffaella

    Vivere il mondo come se fosse sempre la prima volta è come vivere un emozione nuova ogni giorno della tua vita, dove scopriamo meravigliati l’esistenza di un colore sempre nuovo.

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  2. M&C

    Scoprire di essere amati è una rinascita, è come nascere a nuova vita e vedere il mondo per la prima volta.

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  3. pam

    Mi piace pensare che l’amore sia percepire il senso di un grande regalo.
    Tutto ciò che, nel modo più libero e spontaneo, crea una profonda comunione e intimità fra persone.
    Mi sembra che il 21 marzo sia la giornata della Poesia, di cui questo post è una musica avvolgente.

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  4. gum

    L’immediatezza della poesia è quella di un neonato, sin’allora immerso nell’impenetrabile e asettico liquido amniotico, che si affaccia al mondo per la prima volta ricevendo le sensazioni che gli da’, in modo istintivo, lo fotografa com’è veramente ai suoi occhi , giudicandolo per come gli appare senza i filtri e le alterazioni del tempo.
    Per questo il poeta resta un cuore bambino conservando quella bellezza che Dio ci ha donato allorquando nascemmo. Invece chi quel mondo ha voluto cambiare, troppo tardi si accorgerà di essere già tanto vecchio..

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  5. agnese

    una volta,da qualche parte ho letto una frase che qua mi sta benissimo
    “…e soltanto la musica sapeva questo che sento…”

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  6. agnese

    A scuola media,nel aula di musica,sul muro con grande lettere era scritto:
    “Dove senti musica,vai là,là devono stare le persone brave,perchè la gente cattiva, non ascolta mai la musica”
    Sono passati secoli,ma io ancora ricordo questa frase,non ricordo soltanto autore di questa frase,però è bella

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  7. RossellaT

    ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri
    ti fan scordare le parole, confondono i pensieri.. (Caruso – Lucio Dalla)

    Troppo spesso si dimentica lo stupore e l’emozione di uno sguardo d’amore, troppo spesso ci dimentichiamo di guardare il mondo come se fosse la prima volta ma fortunatamente ci sono la poesia e la musica.

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  8. bioraffaella

    Quando sei libero da ogni catena che ti impediva di volare,ecco che guardi il mondo “come se fosse la prima volta” perché per la prima volta non lo stai guardando solo con occhi diversi ,lo guardi anche in una prospettiva diversa e tutto ti appare più chiaro e più nitido come se ti affacciassi al mondo per la “prima volta”.

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  9. bioraffaella

    Amare equivale a vivere,scrivere equivale ad amare…questo significa che ogni volta che si scrive un romanzo,si vive e si ama sempre come se fosse la “prima volta”.

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  10. bioraffaella

    Si può guardare “verso il vuoto” e chiedersi cosa c’è dietro l’ orizzonte,mentre i tuoi sogni sfuggono dalla tua mente per volare via lontano fino a quel punto in cui non si vede niente.

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  11. M&C

    Quando l’ispirazione nasce dal cuore, qualsiasi cosa si scrive, “una canzone, un romanzo, una poesia”, diventa un atto d’amore che suscita la stessa profonda emozione del fissarsi negli occhi “come quando si guarda il mondo per la prima volta”.

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  12. bioraffaella

    che sfornare canzonette sdilinquite per un festival di metà febbraio?

    Ogni musica che non dipinge nulla non è che rumore.

    Jean Baptiste le Rond d’Alembert, Enciclopedia, 1751

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  13. bioraffaella

    ti sentivi cullato come se ogni nota, ogni sillaba del testo, caricata oltremisura dalla “r” arrotata, fossero dirette a te che ci scoprivi il ritmo delle tue giornate, il desiderio di fuga o la sete di giustizia.

    La musica è il solo passaggio che unisca l’astratto al concreto.

    Antonin Artaud (Fonte sconosciuta)

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  14. pmartucci

    Verso la fine del liceo scoprimmo un modo molto speciale, una prima volta per accostarci alla poesia di Dio, quando ascoltavamo, assieme al professore di latino e greco, la Buona Novella di De Andrè. Un ricordo molto bello…..

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  15. ema

    Io sono sempre innamorata. Infatti a forza di guardare negli occhi mentre mangio patatine…ho preso 10 chili. Comunque la colonna sonora mi sembra proprio quella giusta, speriamo non cambi mai.

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  16. Ernesta Scappaticci

    “le parole messe in fila con l’abilità dell’artigiano”
    Sono le parole dei poeti che ci fanno aprire gli occhi su un mondo migliore: l’Amore, il Dolore, la Vita.
    Che dono straordinario! grazie per condividere i vostri occhi sul mondo!

    Ernestina.

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  17. M&C

    I bambini non solo sanno stupirsi, perchè guardano tutto per la prima volta, ma si fidano, perchè non hanno malizia, non escludono perchè non filtrano e, soprattutto, dicono sempre la verità, perchè non sanno e non hanno bisogno di fingere: c’è moltissimo da imparare dai bambini, dalla loro purezza e dalla loro trasparenza.
    I bambini sono come un foglio bianco ancora scrivere: da adulti invece, quanti scarabocchi e cancellature rovinano la pagina…

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  18. Ernesta Scappaticci

    @ M&C,
    Mi piace sono un foglio bianco ancora da scrivere, speriamo che il bambino che c’è in noi ci ritorni nel cuore così potremo evitare quegli scarabocchi, ma sono anche quelli un dono perché senza errori non si impara mai a non ripeterli.

    Con le mie ragazze facciamo sempre un gioco: se sbaglio io perdo 2 punti, se sbagliano loro 1 solo!
    Loro si divertono tanto e imparano in fretta per vincere! io da loro imparo a tornare bambina e gli scarabocchi sono un po’ diminuiti.
    Stupirmi invece mi riesce sempre e per questo ringrazio Dio.

    Ti abbraccio e insieme a te tutti voi.

    Ernestina.

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