60. Qualcosa d’inatteso

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da qui

Devi dirlo che c’è stato un momento. Quanto sarà durato? E’ curioso constatare come, in qualche modo, la felicità sia estranea al tempo conosciuto. Camminavi a mezzo metro da terra, nulla ti poteva più ferire. Il regalo più bello che avessi ricevuto. Non sentivi più il bisogno di evasioni dal dolore, di avventure che sapevano, ormai, di droga o di anestetico. T’eri fatto sempre più esperto nel presentare l’immagine giusta per il pubblico. Chissà dove l’avevi imparato: forse, paradossalmente, da tuo padre, sempre sorridente e inappuntabile; ma lui, i valori, ce li aveva dentro, non come te, che alteravi la realtà, truccandola secondo i tuoi interessi, e guai se qualcuno si fosse azzardato ad obiettare. Saresti finito come uno di quei nonni che s’inventano un passato che non c’è, ma che comincia a esistere, a forza di evocarlo. Ti sei presentato così ai tuoi colloqui in via Prassilla: una mano pietosa t’ha raccolto dalla strada, mentre chiedevi l’elemosina convinto di vivere tra gli agi. Le fiabe sono vere, diceva Calvino riguardo al patrimonio popolare nazionale. Sì, l’hai toccato con mano. Anche il tuo è stato un viaggio avventuroso, con colpi di scena che non avresti mai previsto. Hai vagato a lungo prima di tornare, cambiato, al punto di partenza. Come diceva la carta dell’Appeso? Ho fatto tutto il giro e ho capito: il mondo si legge all’incontrario. Il tuo entusiasmo diventava contagioso; lo stesso don Mario, forse, era stupito di fronte a un risultato inaspettato, superiore a qualsiasi previsione: energie liberate, sguardo puro sul mondo, benevolenza in ogni tratto, incapacità di diffidare. Ti cercavano tutti, per liberarsi dalle loro atmosfere irrespirabili. Questo, a qualcuno, non piaceva; cominciarono a insinuare tarli, a seminare il germe del sospetto. E raggiunsero lo scopo: non ci hai creduto più. Sei andato da tuo padre e gli hai detto seccamente: dammi la parte di patrimonio che mi spetta. In un paese lontano, hai sperperato la tua gioia. Dove può giungere la disperazione? L’hai attraversata tutta, fino all’ultima stazione. Agnello di Dio, che togli il peccato del mondo: perché uno è il peccato, la causa di tutti gli errori successivi. Intanto pascolavi porci, e ti saresti accontentato di mangiare le carrube, se qualcuno te ne avesse date. Ogni tanto rimpiangevi il periodo di cui non ricordi la durata, perché se c’è una cosa che nulla ha in comune col tempo conosciuto, è la felicità. Eri morto. Peggio, perduto. Fino a quando, un giorno, accadde qualcosa d’inatteso.

39 pensieri su “60. Qualcosa d’inatteso

  1. bioraffaella

    SU GIOIA E DOLORE

    Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
    E lui rispose:
    La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
    E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.
    E come può essere altrimenti?
    Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
    La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
    E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
    Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
    E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
    Alcuni di voi dicono: “La gioia è più grande del dolore”, e altri dicono: “No, è più grande il dolore”.
    Ma io vi dico che sono inseparabili.
    Giungono insieme, e se l’una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l’altro è addormentato nel vostro letto.

    In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
    Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
    Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.

    k.Gibran

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  2. bioraffaella

    Peggio, perduto. Fino a quando, un giorno, accadde qualcosa d’inatteso.

    Quando arrivi a toccare il fondo e per te sembra che non ci siano più speranze, ecco che accade “qualcosa di inatteso” ,qualcosa che non ti aspetti,una mano che ti prende per mano e ti risolleva dal fondo in cui eri caduto,e quando scopri che c’è qualcuno che ti ama e che ti aspetta perché pensava di averti perduto ecco che si riscopre la propria felicità e il mondo ti appare diverso come se fosse nuovo,come se ti affacciassi ad esso per la “prima volta”.

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  3. M&C

    Sei sei felice, tanto felice, c’è sempre qualcuno che non ci sta, che non capisce, ci vede il male ed insinua il tarlo del sospetto, si accanisce contro fino a quando non riesce a rubarti questa felicità, costringendoti a difenderti, a farti vivere stando attento a tutti ed a tutto, rubandoti così la spontaneità, la serenità e la leggerezza…
    Ma chi vive nella Verità non deve temere nulla, perchè è l’unica cosa che alla lunga rimane e vince su tutto.
    Da questo romanzo sto imparando molte cose, ma la più importante è sicuramente la capacità e la tranquillità di vivere nella Libertà, Verità e Carità: è un cammino lungo ma, per fortuna, sto cominciando a muovere i primi passi…

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  4. bioraffaella

    Quando uno è felice gli altri non ci stanno, perché la gelosia e l’invidia scavano cosi tanto nell’ anima che delle persone ,che devono trovare il marcio anche dove non c’è…

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  5. M&C

    La felicità è una cosa che appare per un attimo,
    il tempo di chiederle “come ti chiami”
    e di sentire pronciare un nome
    che naturalmente non ricordi,
    ma sai che prima o poi ti tornerà alla mente
    quando meno te lo aspetti,
    perché la felicità è una cosa che arriva per caso,
    te ne accorgi quando piangi senza alcun motivo,
    come uno scemo o un innamorato,
    capisci che è lei a chiederti “come ti chiami”
    e allora ricordi bene il nome,
    no, lo senti pronunciare per la prima volta,
    è il tuo.

    Fabrizio Centofanti

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  6. M&C

    La felicità è sentirsi chiamato per nome, è sapere che “nessuno è più importante di te”: si fa fatica a capirlo, fino a quando, un giorno che non ti aspetti, senti forte quell’abbraccio e quella voce che, inaspettatamente, chiama “proprio te” che non hai fatto nulla per meritare tanto amore… per fortuna, infatti, non dipende da te!

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  7. bioraffaella

    Ci sono persone che vivono come zombi pensano di essere vivi invece sono morti dentro il peggio on tutto questo è che ti vogliono trascinare sottoterra anche a te pensando di renderti felice, senza sapere che la vera gioia è la consapevolezza di sentirsi vivi, di lasciarsi abbracciare dal caldo abbraccio del sole ,di apprezzare tutto ciò che ti viene donato nelle giornate di pioggia e di sole ,poiché dietro ad ogni lacrima c’è l’ essenza dell’ amore che si sprigiona in un arco di sette colori, i colori dell’ arcobaleno ,il vero ponte della felicità,infatti anche un bambino sorride al solo vederlo,in fondo la felicità è racchiusa nella semplicità.

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  8. M&C

    – uno è il peccato, la causa di tutti gli errori successivi.

    Me ne viene in mente uno, il giudizio, più un altro che è la sua diretta causa, la tristezza…

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  9. gum

    Quanto ci si ritrova in questo brano! (Non so voi)
    Siamo veramente al nocciolo duro del romanzo e della vita, il compendio di tutto quello che c’è stato prima e non poteva evitarsi. Aanche la storia del Vangelo ha avuto un antefatto che portava all’esito più giusto. C’è un testamento filosofico, una dottrina di fede, l’esegesi di un libro che stavolta qualcun’altro ha già scritto per te che non sapevi dover essere letto al contrario, per conoscere il tempo della felicità.
    Davvero emozionante.

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  10. ema

    Felicità: finché dietro a lei corri
    non sei maturo per essere felice,
    pur se quanto è più caro tuo si dice.

    Finché tu piangi un tuo bene perduto,
    e hai mete, e inquieto t’agiti e pugnace,
    tu non sai ancora che cos’è la pace.

    Solo quando rinunci ad ogni cosa,
    né più mete conosci né più brami,
    né la felicità più a nome chiami,

    allora al cuor non più l’onda affannosa
    del tempo arriva, e l’anima tua posa

    Emily Dickinson

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  11. bioraffaella

    Come diceva la carta dell’Appeso? Ho fatto tutto il giro e ho capito: il mondo si legge all’incontrario…ed è allora che comprendi che”è il cielo che sostiene la terra”…(San Francesco).

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  12. Freedom

    La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.

    Theodor Adorno, Minima moralia, 1951

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  13. Freedom

    La felicità è un affiorare interiore;
    è un risveglio delle tue energie;
    è un risveglio della tua anima.

    Osho , La mente che mente

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  14. robysda

    Il miracolo, qualcosa di inatteso, sentirsi liberi di amare ed essere amati gratuitamente, senza tornaconti, senza ferite inflitte dalle armi della diffidenza e dal sospetto, senza maschere perbeniste e abiti da perfezionisti, vestiti piuttosto di quell’umiltà che ci porti a conoscere e riconoscere la coscienza, e ci allontani da tutti gli inganni che vogliono distruggere la speranza di sorridere ancora una volta.

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  15. pam

    ‘raggiunsero lo scopo: non ci hai creduto più’

    C’è una gran differenza fra credere di essere credenti, e divenire credenti ‘dentro’.

    Sono d’accordo con Gum: quanto ci si ritrova in questo post, che smaschera di ogni nostro abito inappuntabile.

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  16. agnese

    “Devi dirlo che c’è stato un momento”
    La vita è fata dal momenti,alti e bassi,e meno male che non è monotono. Quando arrivano momenti bassi si può piangere,stringere i denti per arrivare al migliore. Quando stiamo in alto,possiamo godere dal momento (anche se la caduta può essere dolorosa),però per noi rimane il ricordo e la soddisfazione di gioia e felicità.
    Tanto si dice che la fortuna gira come la ruota,una volta su,una volta giù,e poi di nuovo su…

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  17. agnese

    Mi era piaciuta una volta una frase di una attrice(non so perchè ho questo difetto di non ricordare cognome!),lei ha detto:sono ottimista,e in momento critico ripeto: visto che ho passato tutti questi brutti momenti,adesso deve arrivare soltanto meglio.

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  18. agnese

    Mi piace questa ultima frase:”Fino a quando,un giorno,accade qualcosa d’inatteso”
    incuriosisce tanto,penso che tutti domani si attacciamo al computer e alle 4 di pomeriggio creamo qua traffico, ma vogliamo scoprire, che si è successo? A tutti piacciono sensazioni
    e qua,don Fabrizio farà una sorpresa….raconta qualcosa tipo:come bello cielo era la mattina, o come uccelli cantano meraviglioso
    ci aspetta una sorpresa?

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  19. Rashide

    Il Trionfo – può essere di diverse specie –
    C’è il Trionfo nella Stanza
    Quando la Vecchia Imperatrice – la Morte –
    Dalla Fede – è sopraffatta –
    C’è il Trionfo del più fine intelletto
    Quando la Verità – a lungo oltraggiata –
    Avanza impassibile – verso la Sua Suprema –
    Divina – sola Moltitudine –

    Un Trionfo – quando la Lusinga della Tentazione
    È lentamente respinta –
    Un occhio al Cielo ripudiato –
    E l’Altro – alla Graticola –

    Più severo il Trionfo – Intimamente
    Sperimentato – che supera
    Assolto – quel Nudo Tribunale –
    Espressione di Geova – Emily Dickinson

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  20. RossellaT

    Il tuo amore è sceso su di me come un dono divino, inatteso, improvviso, dopo tanta stanchezza e disperazione. – Dostoevskij

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  21. agnese

    “Vi sono anime che negano apertamente la vita futura e vivono proprio secondo la loro opinione,per la sola vita presente”

    Antonio Fogazzaro

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  22. agnese

    “dammi la parte di patrimonio che mi spetta”
    a me fa arrabbiare quando qualcuno aspetta che altri li devono,sono obbligati ad aiutare;insiste-devete aiutarmi perchè IO ho bisogno.No.Nessuno non è obbligato.
    Io non ho chiesto mai di niente da nessuno,neanche da miei genitori non ho preso niente,non volevo.
    Invece sono io che ho “rovinato” mio fratello. Sempre ho avuto soldi (quasi,a volte avuto la difficoltà),non sono materialista,mi piace dare e davo tanto a mio fratello che si era appena sposato,avuto figlio,aveva bisogno e io li amavo. Fino al punto che mi sono resa conto che mio dare non è un piacere,ma che lui aspetta che sono obbligata, perchè lui ha bisogno e io non ho la mia vita,secondo lui. Non va bene. Nessuno non è obbligato.Ogni uno è responsabile dalla propria vita.

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  23. agnese

    “cominciarono a insinuare tarli,a seminare il germe del sospetto”
    questo fa male,ma purtroppo succede.Fa male ancora di più,quando ti fanno le persone di quale ti fidi,quale ami,quando succede in famiglia.Fa male.Tutto qui.

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  24. f

    “Sei andato da tuo padre e gli hai detto seccamente:dammi la parte di patrimonio che mi spetta.
    In un paese lontano hai sperperato la tua gioia”.
    Questa è stata la risposta:

    SULLE ORME DI OSEA
    Tu sei,mio Dio, Amore e Misericordia che contraddice
    “amero’ Non-amata”
    e cosi’ smarrisci di stupefazione il mio cuore. Come un amante mi seduci:
    “ecco l’attirero’ a me,
    la portero’ nel deserto
    e lì parlero’ al suo cuore”
    Con questo tuo amore irriducibile Tu irrompi nella mia esistenza per riconquistarmi e legarmi a Te.
    E se ancheil mio:
    “amore è come nube del mattino
    come rugiada che svanisce”
    Tu mi ripeti:
    “ti diro’ ancora Amata
    ti sposero’ per l’eternità
    ti sposerò nella tenerezza e nell’amore”
    E’ cosi’ che Tu abbatti il mio passato adultero perchè possa dirti: “Mio Dio”

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  25. francescana

    “….davanti a Lui rassicuriamo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è
    più grande del nostro cuore”

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  26. robysda

    Si resta sorpresi, a bocca aperta come un bambino invaso dalla meraviglia, davanti ad una sorpresa, a qualcosa di inatteso. Qualunque essa fosse, le braccia si protendono per accoglierla o si chiudono per respingerla, creando una sorta di recinto intorno all’anima che continua a modellarsi e a creare forme per convivere e insediarsi nella nuova realtà, talvolta difficile da gestire. Momenti della vita, nei quali il valore più bello resta soltanto uno : condividere la propria esperienza. Che sia esplosione di gioia, contagiosa e benefica , piuttosto che lama nel cuore, quando il peso sarà alleviato dalla carezza di un gancio che ci aiuterà nel traino. Comunque e sempre, insieme all’altro , perché da soli non si va da nessuna parte.

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  27. M&C

    La cosa bella è che il gancio si trova proprio in mezzo al cielo, non sulla terra… come il sole!
    Chi, tra di noi, è più in alto, lo può afferrare con una mano, e l’altra tenderla a chi si trova un po’ più giù, e così via, procedendo dal più alto al più in basso, in una specie di cordata che permette a tutti di farsi trainare, anche al più basso dei più bassi.
    Grazie don, tu afferri il gancio per tutti noi e, continuamente, ci tendi la mano.

    Buona S. Pasqua a tutti!

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