L’altro Monti. Guido Michelone intervista Giangilberto Monti attorno a Comicanti

Monti

Giangilberto Monti, storico cantautore milanese, grazie anche alla collaborazione del critico Enzo Gentile, racconta nel suo nuovo cd-book Comicanti.it la comicità musicale italiana attraverso i cosiddetti comicanti, dalle macchiette del café-chantant, dal cabaret del dopoguerra alle pedane di Zelig. In questo lavoro editoriale-musicale, tra i primi e tra i migliori nel suo genere ci sono quasi tutti. Bennato, Buscaglione, Caputo, Capossela, Carosone, Cochi & Renato, Concato, De André, Fanigliulo, Fo, Gaber, Guccini, i Gufi, Jannacci, Lauzi, Petrolini, Rascel, Rossi, Taranto, Valdi, per citarli in rigoroso ordine alfabetico.
Le ventisei canzoni raccolte e reinterpretate via via da Monti assieme a Enrico Bertolino, Roberto Brivio, Marco Carena, Gianluigi Carlone, Ivan Cattaneo, Giorgio Centamore, Lella Costa, Antonio Cornacchione, Giobbe Covatta, Raul Cremona, Paco D’Alcatraz, Laura Fedele, Enzo Iacchetti, Stefano Nosei, Flavio Oreglio, Moni Ovadia, Alberto Patrucco, Flavio Pirini, Max Pisu, Renato Sarti, Sergio Sgrilli, Giovanni Storti, Nanni Svampa, risultano di volta in volta sulfuree, graffianti, sarcastiche, ironizzanti o grottesche, opere d’arte in miniatura di tre minuti l’una, di chi vuole legare all’espressione comica e satirica tanto il brano singolo quanto un intero album, mescolando poesia buffa, nonsenso surreale, commedia dell’arte, e perfino nuova inedita sonorità.
Giangilberto Monti ed Enzo Gentile – spesso assieme firmatari di dizionari, saggi e trasmissioni radio nel corso di oltre trent’anni di carriera – compiono quindi una raffinata ricerca quasi in omaggio al vero mondo dello spettacolo, per illustrare generi, come quelli comici, spesso poco apprezzati dagli addetti ai lavori ma amatissimi dal pubblico di ogni età. Le registrazioni e i mixaggi si devono a Massimo Faggioni, gli arrangiamenti al pianista Fabio Visocchi e ovviamente a Monti stesso (ideatore cultural-musicale dell’intero progetto), il quale, mediante l’Associazione Culturale Fort Alamo di Milano (produttrice dei due album, ai quali gli artisti ospiti hanno partecipato gratis) devolve una somma delle vendite del cd-book all’organizzazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere. In quest’intervista esclusiva per LA POESIA E LO SPIRITO Giangilberto Monti parla con Guido Michelone di Comicanti e tante altre cose.

Innanzitutto chi è Giangilberto Monti?
Un autore e chansonnier, molto curioso.

Hai di recente pubblicato Comicanti.it: vuoi parlarcene?
Un secolo di canzone umoristica made in Italy. Comicanti è un neologismo: definisce l’artista che utilizzando la forma-canzone racconta con ironia la società circostante. E la rappresenta sulla scena.

Dalle scelte di questo doppio album sembra che la canzone comica o satirica in Italia abbia avuto grandi momenti soprattutto negli anni Sessanta con taluni cantautori: è davvero così?
Non credo. Negli anni Sessanta radio e televisioni hanno semplicemente dato più spazio alla “canzone intelligente” e di conseguenza anche a questo filone, che tuttavia è stato importante in ogni periodo storico del nostro paese.

Ti interessa parlare di te?
Mi affascinano le storie degli altri, la mia un po’ meno. Permettimi dunque di evitare questo tipo di domande e risposte.

Oggi sei ancora un cantautore? accetti la definizione?
Cantautore lo sono stato per lunga parte della mia carriera. Mi sono inventato il termine “comicante” proprio per arricchire questa definizione.

Ma cos’è per te la canzone?
Dipende dai momenti della vita in cui la ascolti.

Quali idee, concetti o sentimenti accordi ai testi e quali associ alla musica?
Sono due modalità espressive, ugualmente importanti. In una canzone sussistono entrambi. Ritengo sia una questione di equilibri/o, ma è solo la mia opinione.

Tra i dischi che hai fatto ce ne è uno a cui sei particolarmente affezionato?
Direi tutti, compresi quelli che non ho mai pubblicato. Ho una libreria dove accumulo i progetti pubblicati e quelli inediti. L’altezza delle due pile è identica…

E tra i dischi che hai ascoltato quale porteresti sull’isola deserta?
Canto General (Pablo Neruda e Mikis Theodorakis), Broken wing (Chet Baker), Time out (Dave Brubeck), Du chant à la une! (Serge Gainsbourg), Le quattro stagioni (Antonio Vivaldi).

Quali sono stati i tuoi maestri nella musica, nella cultura, nella vita?
Moltissimi, direi tutti quelli che ho incontrato, e non solo artisti. Per citare nomi conosciuti: Michele Straniero, Goffredo Fofi, Nanni Ricordi e Dario Fo.

E i cantautori che ti hanno maggiormente influenzato?
Gli chansonniers francesi e i folksinger nordamericani, come tutti credo. Ma anche il canto greco, il fado portoghese e i balli popolari: dalle sevillanas spagnole al folk bretone e mediterraneo.

Qual è per te il momento più bello della tua carriera di musicista?
Certamente la prima volta che sono entrato in una sala d’incisione, era il 1976.

Quali sono i musicisti con cui ami collaborare?
Non cerco nomi noti, più spesso sono incontri casuali, ma spazio dal jazz al pop. Mi piace contaminare generi e stili diversi.

Come vedi la situazione della musica in Italia? E più in generale della cultura in Italia?
Lo “stato dell’arte” purtroppo riflette la situazione del nostro paese, ma sento che c’è molta voglia di reagire. Io stesso ci provo tutte le volte, altrimenti non avrei prodotto Comicanti.it, con tutte le difficoltà che ho incontrato. E che ho superato solo grazie alla generosità dei miei colleghi, artisti e musicisti, e alla disponibilità organizzativa sia di Emiliano Ardini, sia di tutta l’Egea Music, che ha creduto da subito in questo progetto e che tuttora lo sostiene.

Cosa stai progettando a livello musicale per l’immediato futuro?
Una volta avrei risposto elencando spettacoli, libri e dischi. Ora preferisco concentrarmi su una cosa alla volta, ma aggiungo volentieri un ringraziamento per la tua attenzione verso il mio lavoro artistico e un caro saluto da Giangilberto Monti.

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