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da qui
Hai bisogno di fermarti: sei talmente stanco da dimenticare il ritiro delle prime comunioni. Ci mancava solo il litigio col fratello prete. La sensazione di dover tenere su, da solo, tutta la baracca ti costringe ad ammettere i tuoi limiti, il fatto che la testa può ospitare soltanto un certo numero di dati. Va bene, va bene così, cantava quello. Del resto, se va tutto bene, un romanzo è già finito. Questo, invece, è cominciato adesso. Ci hai messo una vita per comprendere la trama e decifrare i personaggi. Squilla il telefono: una chiamata anonima; c’è sempre un nemico sconosciuto che insidia la tua pace, un Giuda di Keriot per il quale intingere il boccone. Dicono fosse eucaristia, il gesto del Maestro: lui era in grado di darsi anche a colui che usciva di casa per tradirlo. Ti sei sentito tutto in vita tua, tranne che un Giuda; hai resistito fino all’ultimo, nell’amicizia, anche quando ce li avevi tutti contro, il viceparroco, le suore, la consacrata insofferente: ti mettevano alle strette, scavavano fossati invalicabili intorno alla tua disperazione. Ogni tanto prendevi le chiavi che puzzavano ancora di bruciato; ti dicevi che se lui, ustionato in tutto il corpo, non aveva mai pensato di arrendersi, avresti dovuto esserne all’altezza. Adesso puoi affrontare fino in fondo la forza oscura del male, guardare in faccia chi ti ha tolto tutto, invidiando la tua felicità. Vista da qui, la tua vita è uno strano contrasto fra un passato da playboy e una lealtà blindata fino al sangue, la chiave che ti ha aperto le porte di un riscatto inaspettato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, dice Gesù: sei convinto che il Signore ti ami anche per questo; sei stato vicino fino all’ultimo all’uomo bruciato dal destino, l’unico santo conosciuto nell’impresa assurda della vita; e il più assurdo era lui, così alieno dagli schemi correnti, estraneo alle manovre e ai calcoli meschini della gente. Mentre i bambini della prima comunione gridano, ridono, si picchiano, pensi che in fondo basterebbe questo: aver vissuto a fianco di quell’uomo di Dio. A che serve tutto il resto? Lo sfavillare falso dei sorrisi, le promesse di chissà quali piaceri, le scorciatoie per guadagnare più fama e più potere. Pensi agli espedienti sempre nuovi che l’avversario utilizza per tentarti: sussurrare all’orecchio le proposte oscene, seminare zizzania insinuando il sospetto e la malizia, attizzare il fuoco della violenza e del rancore. Oppure adopera trucchi da saltimbanco consumato, gioca con la tua memoria logorata, ti fa dimenticare il ritiro dei bambini, ti costringe a chiamare in ritardo i sacerdoti, a litigare per un nulla. Vorrebbe distruggere con ogni mezzo la tua serenità, ma ormai lo riconosci da lontano. Allunghi lo sguardo sulla Piazza dei Miracoli, ti vedi ancora a spasso col tuo amico, a contemplare la serie infinita delle bancarelle, fino alla torre che pende ma non cade: gli occhi si riempiono di lacrime; solo attraverso questa nebbia puoi vedere finalmente l’essenziale.

Tutto passa.
La zizzania, il rancore, i tradimenti, i litigi: più velocemente tra bambini, che litigano e subito dopo fanno pace e tornano più amici di prima; ma anche tra adulti, queste opere dell’avversario sono destinate prima o poi fallire, perchè la Verità alla fine vince sempre.
La Verità è ciò che conta, l’essenziale:
“A che serve tutto il resto?”
” Mentre i bambini della prima comunione gridano, ridono, si picchiano, pensi che in fondo basterebbe questo: aver vissuto a fianco di quell’uomo di Dio. A che serve tutto il resto?”
Serve anche tutto il resto, perché “la vita è adesso”.
http://www.youtube.com/watch?v=0Ul9uRLAjE0
Si’, il romanzo “vero”, come la “vera” vita, comincia solo dal punto in cui ne avrai capito il senso e non termina neppure dopo la parola: fine.
Il primo, infatti, prosegue in te con tutte le sensazioni che ti lascia dentro, la seconda e’ solo il vestibolo di quella che sara’ per sempre la tua casa.
In tutto questo caos l’ importante è focalizzare il proprio obiettivo e andare avanti solo cosi tutto il resto non assume alcuna importanza e l’ essenziale diventa visibile,nitido ai nostri occhi.
Il nemico per quanto ci provi non potrà mai vincere se si resta ancorati ai propri principici, se si continua a camminare sulla via del Bene ,lasciandoci guidare dalla luce del Signore.
In Tutto questo Caos….”Solo Dio , e’ degno di essere Adorato” (Bar 6,5 )..e allora le Priorita’ non sono piu’ le stesse….
Riuscire a vedere l’ essenziale in mezzo a tanta nebbia è come riuscire a trovare la propria serenità…
“gli occhi si riempiono di lacrime”
“Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime.”
— Sant’Agostino
L’ha ribloggato su Nutrire il corpo e l’anima.
“Hai bisogno di fermarti” – allora fermati! prendi un respiro profondo e valuta le tue forze che sono comunque,nonostante tutto,sempre -UMANE!!!
“Uno dei sintomi dell’arrivo di un esaurimento nervoso è la convinzione che il proprio lavoro sia tremendamente importante. Se fossi un medico,prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro.”
Bertrand Russell
– solo attraverso questa nebbia puoi vedere finalmente l’essenziale
“Nei giorni di nebbia puoi smettere per un attimo di guardare, puoi respirare, ed ascoltare… chiudi gli occhi e concentrati sulle tue sensazioni, perchè anche un giorno di nebbia non è per caso.”
Stephen Littleword
“La verità è una torcia che brilla nella nebbia senza dissiparla.”
Claude-Adrien Helvétius
Una vita a sgranare rosari, di dolori, di incertezze, di preghiere, di egoismi vissuti come necessità assolute, di richieste, di lacrime e alla fine ci buttiamo dentro anche qualche falce di luna capace di mostrare i denti sbiancati dalla sua luce. E alla fine di tutto cosa resta? Senz’altro la spontaneità e la sincerità un solco lo lasciano, dentro uno spazio e un tempo in cui si ritrova quell’unica verità, purtroppo spesso adoperata ingiustamente per il proprio tornaconto, appannaggio di coscienze perfette, senza ombra di peccato. Oggi, specialmente e proprio oggi, mi sono accorta ancora di più di quanto sottile sia l’equilibrio che ci accompagna, di quanto fragile sia il giorno spensierato, di quanto profonda sia la notte. se di là non riusciamo a scorgere la luce essenziale di una stella.
…per un nulla…
proprio questo, credo, mi ricordava ieri un’amica, di quanto importante sia tenere bene a mente il proprio personale progetto, quello steso a quattro mani col Signore, tolto il di più, l’inutile, quello che riempie di un nulla che distoglie lo sguardo e fa dimenticare ciò che di importante siamo chiamati a fare, piccola o grande cosa che possa essere. E il resto, tutto il resto diventa “nulla”, privo di quella grande importanza che diamo alle parole, alle prepotenze, alle sgarberie, tutto quello che appare problema quasi insormontabile. E si arriva al cuore di ciò che siamo e che siamo chiamati a fare.
“Ricordati che ciò che fai è bello finchè è ciò che più ti piace e ti rispecchia. Non è il giudizio degli altri che conta,ma il tuo.”
Anonimo
Gli uomini non conoscono la propria felicità, ma quella degli altri non gli sfugge mai.”
La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo’ soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.
Khalil Gibran
Gli obiettivi sono come le stelle, sono lontani e a volte sembrano irragiungibili ,ma sono loro che ci fanno da guida, sono loro le nostre stelle , perchè sono loro che nonostante tutto ci indicano la Via lungo il cammino.
“…scavavano fossati invalicabili intorno alla tua disperazione”
“Se dovete patire facendo il bene, e lo sopportate, ciò è gradito davanti a Dio”
(I Pt.2,2O)
Riconoscere i propri limiti,amare la propria abiezione.
“Signore ti ringrazio di aver voluto che io non fossi nulla
davanti a Te” (General De Sonis)
Per chi vive all’incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per la nostra corona di stelle e di spine,
http://youtu.be/YhIVzq6v5AI
C’è chi è stato bruciato vivo e non si è arreso,
c’è chi anela ” a: “Sono frumento di Dio e debbo essere macinato dai denti delle
fiere per divenire pane puro di Cristo” (Ignazio di Antiochia),
ci siamo noi che gridiamo: “Io cerco Te che moristi per me” (Ignazio di Antiochia).
Hai il cielo dentro te, ma si cammina pur sempre sulla terra, dove in alcuni punti il terreno può diventare friabile o soggetto a scosse, come il cedimento che fece inclinare la torre di Pisa già nelle prime fasi di costruzione.
La torre che pende ma non cade, spettacolo unico al mondo, come l’individuo che trova il suo assestamento nella consapevolezza delle proprie fragilità e dei propri carismi personali.