Dall’ultima lettera di Cristina Campo alla scrittrice argentina Alejandra Pizarnik (1936-1972):
Ma salviamoci da questi antri orribili, dalla paura che un rospo ci possa saltare sulla spalla. Ho qualcosa di molto urgente da dirle: è necessario, è un imperativo, che legga i libri del Rabbi Abraham Joshua Heschel, un mistico di pura tradizione chassidica che ho conosciuto in circostanze straordinarie (era qui un anno fa). Credo che una grande ricchezza e una grande gioia L’attendano in queste pagine. Qualche titolo (scrive in un inglese ammirabile): “Man is not alone”, “ God in search of Man” e soprattutto un libricino “ Sabbath”. Credo che l’editore sia sempre Farrar & Strauss di New York. La cosa straordinaria in Rabbi Heschel è che in esso, così come nei racconti del Baal Schem, ognuno vi trova ciò che è destinato a lui. (Personalmente, non trovo alcuna difficoltà a leggere Verbo laddove egli usa Torah, ma questo ha poca importanza. Ho appena scritto, tra parentesi, la prefazione all’edizione italiana di “ Man is not Alone”). Credo che Rabbi H. sia uno dei 10 giusti sopravissuti al disastro di Sodoma: quelli che, un giorno, si dovranno riunire dai quattro punti cardinali per salvare le tradizioni minacciate, poiché “tutte lo sono”. Fu lui a dirmi quest’ultima parola, supplicandomi di scrivere sulla mia. Ed è molto bello che parole molto simili io le abbia ricevute tante volte da Alejandra.
L’abbraccio molto teneramente, mia cara, augurandole tutte le grazie
Sua Cristina
Traduzione dalla lettera originale in francese: Stefanie Golisch ( inedito)
Il quadro è di Otto Müller


grazie, Stefanie, di questo bellissimo ricordo di Cristina Campo, non dimenticata protagonista della nostra letteratura alta. Mi permetto di rimandare a questi due posts per altre notizie e informazioni su Cristina::
http://www.lapoesiaelospirito.it/2009/12/22/cristina-campo-traduce-emily-dickinson/
http://www.nazioneindiana.com/2010/01/28/cristina-campo-su-william-carlos-williams/ .
Grazie, Stefanie, della sensibile attenzione con cui coltivi la memoria dei grandi e non solo.
Conosco poco la Campo, sicuramente mi informerò.
Mimma
Cristina ed Alejandra sono due scrittrici che non hanno, forse, altro in comune che la ricerca della parola esatta.
Per me sono state, sono, due grandi maestre: l’una mi conduce verso l’abisso della Luce, l’altra sulla soglia del Baratro,
Ho sentito l’urgenza di soccorrere Alejandra, che scrive di volere cadere come un fiore di lillà, dedicandole un libro di poesie.
Cristina Campo, a sua volta, mi viene in soccorso con la sua parola alta, con la sua severa e sublime forza spirituale.
Mi fa piacere che la mia amica Stefanie le abbia ricordate entrambe, pubblicando questa lettera di Cristina ad Alejandra, dandoci occasione di riflettere come la scrittura possa unire due spiriti così distanti e così prossimi all’assoluto, sia pure diversamente sentito e cercato.
Buon compleanno, Cristina!
Franca Alaimo
Questi regali, le parole, ci salvano dagli “antri orribili ” di certe giornate. Che dire? grazie Stefanie a te a Cristina a chi condivide con noi i suoi tesori…
Ferita
a Cristina Campo ( 1923-1977)
sulla soglia tra me e me
si apre la bocca di tigre:
sete di sangue
carne pulsante
calde viscere
tigre mi
a, presenza acuta,
voglia di divorare il mondo
per partorirlo nuovo
perfetto o quasi
candido macchiato
respiro profondo di
uomini e be
stie
sulla soglia tra me e me
si apre la mia ferita
gioiosa
inguaribile
un buona notte alle mie care amiche….s