Destinato

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=YOyyEU1Dnjc]

da qui

L’uomo, a Venezia, va in cerca di tracce del passato, che ha prodotto, pezzo per pezzo, la città più bella e illogica del mondo, riempiendo ogni cuore di ricordi, visioni, nostalgie. E’ convinto che aggirandosi tra i ponti, fissando le pareti delle case, cariche di muschio, sentendo la gondola oscillare col tonfo sordo d’ogni specie galleggiante, possa trovare un senso all’amarezza che si accumula, attimo per attimo. Non sa che in quegli scorci d’altri mondi, nei colori improbabili al tramonto, nei rii che racchiudono il cosmo in un imbuto, sta scrutando, al contrario, il suo futuro: il richiamo struggente, lo strappo necessario, il bacio di Giuda che per trenta denari l’ha venduto, ignorando che ogni tono di colore, ogni piega delle rogge, il ciuffo d’erba abbarbicato ai basamenti, sono la prova che il tempo – anche il più debole e consunto – è destinato a risorgere dall’acqua opaca dei canali, dalle sponde arrugginite, dal legno infracidito delle barche.

16 pensieri su “Destinato

  1. robysda

    Una liberazione che si offre generosa, superando ostacoli e sfrondando ogni sorta di orpello, a chiunque mostri, seppure fra mille difficoltà, quell’ abbraccio di accoglienza pronto a vivere l’alba del domani

    Rispondi
  2. M&C

    – il tempo – anche il più debole e consunto – è destinato a risorgere…

    Proprio di questi giorni la presa di coscienza che un certo episodio di delusione del passato, che tanto non riuscivo ad accettare e che troppo ancora mi feriva, in realtà sia stato un dono immenso, una grazia ed un aiuto per abbandonare una strada della quale non vedevo la pericolosità.
    Rivendo da questa prospettiva quel passato, comprendo quale fosse il futuro a me destinato e con quanta cura ed amore sia stata presa per mano, nel momento della minaccia al Bene, ed avviata verso di esso.

    Rispondi
  3. F.

    In queste righe tutto il tuo mondo:
    il tempo del tuo vivere – “Distensione dell’anima”
    Il tempo che sbriciola la tua vita ricoprendola di ruggine e d’oro.

    Rispondi
  4. RossellaT

    È per quel bacio di Giuda, è grazie allo strappo davanti al sepolcro vuoto che siamo destinati a risorgere e continuare a credere nella vita, con ostinazione, nonostante tutto.

    Rispondi
  5. ema

    L’esistenza è legata al tempo… presente passato e futuro.
    Credo che il miglior modo possibile di vivere sia quello di rimanere fedeli al passato e, come suggerisce Kierkegaard: ” procedere ricordando”.

    Rispondi
  6. F.

    Mostrati, Signore,
    a tutti i cercatori del tuo volto,
    mostrati, Signore,
    a tutti i pellegrini dell’Assoluto.
    (D.M.Turoldo)

    Rispondi
  7. riccardo ferrazzi

    Penso spesso alla traiettoria mentale di Mahler, così come la disegnano le sue sinfonie. “Resurrezione” viene prima dell’Adagietto della Quinta. Seguono poi le due sinfonie più disperate, la speranza dell’amore per Alma, che vada oltre la vita, poi la disperazione della Nona e lo sconforto agrodolce e un po’ stralunato della Decima. Com’è difficile trovare una consolazione e rimanerci! Il mondo non ci lascia vivere una certezza per più di una breve stagione, e noi dobbiamo continuamente cercare nuove consolazioni, a volte dobbiamo anche illuderci pur di non lasciarci andare. Chissà se Qualcuno terrà conto anche di questo.

    Rispondi
  8. Ernesta scappaticci

    @ Pam,
    Bellissima sintesi, grazie Pam, la condivido in pieno e anche io come te me ne vado in punta di piedi dopo aver lasciato un po’ del mio cuore qui!

    Grazie all’autore.

    Ernestina.

    Rispondi
  9. Stella Maria

    @M&C
    Comprendo il dolore che vivi, che ho vissuto e vivo, e non ci immunizza dal riviverlo, così come la gioia del velo che si è squarciato.
    A volte il dolore è così grande che pensi che il tuo cuore scoppierà, che non può contenerlo e quindi traboccherà e finirà, invece rimane lì, sordo, vivido, palpabile.
    Circa un anno fa volevo mollare tutto, ne discussi con don Fabrizio, il quale dopo diverse argomentazioni tese a farmi desistere, mi disse: “ … tu non capisci, non capisci che il maligno si annida lì e tu lo stai seguendo, il maligno separa, così facendo la dai vinta a lui.”
    Quella frase fu come una doccia fredda, rimase scolpita dentro ma ancora non era mia. Qualche mese dopo mi “cadde” fra le mani un libro di Marco Ivan Rupnik, uno dei miei scrittori spirituali preferiti, un libro dal titolo “Il discernimento”, un libro scritto per i sacerdoti ma non solo per loro. Ho quasi finito di leggerlo e quella frase è diventata fuoco necessario per discernere: Rupnik dice che il male si presenta in una prima forma come male, facilmente riconoscibile, tentazione, a noi scegliere se seguirlo, ma il peggio è quando, sconfitto la prima volta, si presenta a noi come angelo di luce. In quel momento è difficile non scambiarlo per il bene, lo si segue finchè il Bene vero non ti illumina, il velo si squarcia e torni a vedere, attraverso meditazione e preghiera bisogna acquisire la capacità di discernimento. Spesso il male, che è infimo, infingardo, menzognero prende le sembianze di chi vogliamo bene, le sembianze di una persona che pensiamo non ci mentirebbe mai, non ci farebbe mai del male, ci fa venir dentro una quiete effimera pronta a trasformarsi in tormento, e tormento è perché Gesù ci insegna a combattere ed è al nostro fianco nel buon combattimento. Eppure eravamo così certi di essere dalla parte giusta, ne avevamo tutti i segni e invece non ci accorgiamo che ciò che pensiamo necessario è fonte di dolore per gli altri, e Dio non chiede questo, e poi per noi nel tempo, non ci accorgiamo che forse il Giuda siamo noi, o che ci sono due Giuda che mangiano nello stesso piatto quello che vedevamo come un percorso luminoso un vicolo buio in cui ci addentriamo sempre più.
    Ma prima o poi il velo si squarcia, Gesù dalla croce ci viene a salvare e in quel momento dobbiamo farci umili e non aver paura di chiedere perdono per essere stati ingannati, per il male fatto, se perdiamo questa occasione spinti dalla paura di gettarci fra le braccia del padre/amico/fratello allora la diamo vinta ancora a lui, e rinchiodiamo Gesù alla sua croce. Dobbiamo avere invece il coraggio di chiedere scusa, anche se le braccia non sono spalancate, anche se la porta è chiusa, bussare, perché ce la siamo chiusi noi dietro, e se bussiamo ci verrà aperto da due braccia che si scioglieranno per accoglierci perché chi ama davvero ha “memoria dell’amore”, come dice Rupnick, anche se le cose cambiano.

    Rispondi
  10. pmartucci

    Il passato è destinato a risorgere, bello o brutto, è la memoria, i segni che ci portiamo. Ed è il nostro cuore, i nostri occhi maturati nelle esperienze che scorrono nella vita a leggerlo diverso…”farò nuove tutte le cose”…l’incontro con il Signore ci dona una lente attraverso la quale rileggerci, lasciare libero quel passato dimenticato in fondo all’armadio, che odora di vecchio, di naftalina. Lo lascia risorgere liberato dai lacci dei dolori……

    Rispondi
  11. gum

    Destinati in realtà’ lo siamo tutti, solo i pre-destinati pero’ sono scritti in un libro che può essere letto al contrario. Per loro il tempo può’ risorgere sempre anche se debole e consunto e, loro tramite, anche noi lo possiamo.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *