19. Riempire i vuoti

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Luca non è d’accordo: eri per loro un perfetto sconosciuto, è impossibile che li abbia convinti con una semplice chiamata. Mettiamola così: sei già famoso, circondato da una folla immensa, che ascolta la parola. E’ l’adunata della chiesa, raccolta per assistere alla liturgia. Il terzo evangelista vuol dare concretezza alla sua ipotesi, utilizzando dettagli impercettibili: per esempio, non parla più di Mare di Tiberiade, ma di Lago di Genesaret (in fondo è uno specchio d’acqua di 21 chilometri per 12). Ti senti soffocare dalla gente, che preme dappertutto: non riesci più a parlare. All’improvviso, ti accorgi di due barche ormeggiate in riva al lago; i proprietari ripuliscono le reti, indifferenti a ciò che accade intorno. Decidi di salire a bordo della più vicina, e chiedi al pescatore di scostarsi dalla spiaggia; da qui potrai insegnare meglio. E’ la premessa dell’evangelizzazione: prendere distanza dal magma quotidiano, in cui si smarrisce il senso delle cose. Sarebbe sufficiente, per una buona predica, ma continui a istruire le folle assetate di dottrina, per ore e ore, perché loro non si stancano; sei felice che il messaggio abbia il potere di toccare il cuore, di mettere in ombra gli affanni quotidiani di un popolo angariato. Il Vangelo trasfigura tutto, così, senza parere; ti trascina, nonostante te, in un’altra dimensione. Anche i proprietari delle barche hanno ascoltato tutto il tempo a bocca aperta. Approfittane, è il momento: a uno di loro, di nome Simone, suggerisci di prendere il largo e calare le reti per la pesca. Lui passa di stupore in stupore: è una proposta assurda; hanno speso una notte a cercare di prendere qualcosa. E’ la vita, a ben pensarci: le provi tutte, ma ritorni ogni volta a mani vuote. Perché, se ci sei tu, quel senso delle cose riappare in superficie per miracolo? La notte è il simbolo di una miopia inguaribile, un non andare al di là del proprio naso. Ma Simone non ha nulla da perdere: assurdo per assurdo, sulla tua parola, getterà le reti. Non sa che questa scelta già si chiama fede. E’ facile immaginarne la faccia mentre vede l’enorme quantità di pesci riempire la barca fino all’orlo, al punto che sta per affondare. Cade in ginocchio e implora Gesù di allontanarsi. Assurdo pure questo: come potrebbe, stando a bordo della stessa barca? Ormai siamo convinti che il posto giusto per la scena è un altro, com’è chiaro dal vangelo di Giovanni, in cui è inserita nell’ultimo capitolo. Simone, che ti ha già rinnegato, ti chiama Signore e si confessa peccatore: sta parlando col Risorto, e tu lo invii in missione a prendere non più i pesci di prima, ma gli uomini vivi. Ecco, Luca è soddisfatto: ora si capisce perché i primi discepoli lasciarono tutto e ti seguirono, potente taumaturgo, predicatore di successo, che nemmeno la morte può fermare. Certo, di strada ne dovranno fare per comprendere da dove arrivi quel potere, per vivere un amore così grande da riempire i vuoti di ogni notte disperata e sterile.

19 pensieri su “19. Riempire i vuoti

  1. M&C

    Gesù prende distanza dalla folla, per ritrovare il senso delle cose e riuscire a farsi ascoltare.
    Simone, disperato dopo una notte buia, faticosa ed infruttuosa, non avendo più nulla da perdere, accetta il consiglio e getta le reti: sorprendentemente, pesca molto più di quello che poteva desiderare.
    Ma non è un lieto fine, è un nuovo inizio, quello di un cammino che durerà tutta la vita, è la scoperta di un amore “così grande da riempire i vuoti di ogni notte disperata e sterile”, un amore da vivere giorno dopo giorno, in maniera sempre più piena e più vera: un amore che cambia la vita.

    È proprio vero: il Vangelo è sorprendentemente attuale, capace di parlare alla nostra vita, e “trasfigura tutto, così, senza parere; ti trascina, nonostante te, in un’altra dimensione”, ti mostra un altro punto di vista che non avevi considerato e che dà senso a tutto.

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  2. RossellaT

    La Fede
    (Trilussa)

    Quella vecchietta cieca, che incontrai
    la notte che me spersi in mezzo ar bosco,
    me disse: – Se la strada nun la sai,
    te ciaccompagno io, ché la conosco.
    Se ciai la forza de venimme appresso,
    de tanto in tanto te darò ‘na voce,
    fino là in fonno, dove c’è un cipresso,
    fino là in cima, dove c’è la Croce…
    Io risposi: – Sarà … ma trovo strano
    che me possa guidà chi nun ce vede… –
    La cieca allora me pijò la mano
    e sospirò: – Cammina! – Era fa Fede.

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  3. F

    RIEMPIRE I VUOTI
    “Un baratro è luomo e il suo cuore un abisso”, solo l’Amore ferisce
    e risana l’iniquità del cuore e si fa accanto a “ogni notte disperata
    e sterile”.
    Solo l’Amore, “che nemmeno la morte può fermare”, può colmare
    l’infinito vuoto con un infinito desiderio di Dio.

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  4. agnese

    Sto qua per aiutarti-una volta mi ha detto una persona,cosi per caso,tra le frasi,e io mi sono scioglta.Sto qua per aiutarti-avevo capito cosa mi manca nella vita. Abituata da sola combattere con problemi,con (quasi) le forze della natura,stanchata,stressata- sto qua per aiutarti. Uguale Gesù ti sussura nel orecchio-ti voglio aiutare,butta le reti. Fidarsi? Come no! Stanchi,disperati,oppressi come possiamo non ascoltare quando Gesù ti dice- ti aiuto io.
    Tutto si migliora.

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  5. agnese

    “è una proposta assurda”
    e si ! Perché Dio ti fa risolvere problemi in modo che noi non immaginiamo neanche.

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  6. F

    ALLONTANATI DA ME
    Sul lago di Genesaret, Pietro, alla pesca miracolosa, si sente davanti al
    Santo di Dio se lo chiama – Signore-. “Si gettò alle sue ginocchia ” e lo
    implora di allontanarsi dal suo peccato.
    Lo ha appena conosciuto, lo legge con la sua capacità di pescatore ep-
    pure lo confessa Dio.
    “Beato te, Simone, figlio di Giona”, lo Spirito, sulle acque del lago, ti ha
    sfiorato, svelandoti il segreto di Dio nell’umanità di Gesù.

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  7. F

    Per il commento su -ALLONTANATI DA ME- scusate per la
    disposizione delle -andate a capo- che non è dipeso da me.

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  8. pam

    C’è lo specchio del libero entusiasmo con cui si ascolta la Parola che conduce all’ incontro liturgico del cielo che scende e della terra che si solleva. Il vino e il pane hanno il sapore lieve e liberante di un Cristo che da risposte ad una vita quotidiana che si riconosce incompleta. Ma il retrogusto è impegnativo, la sensazione di una specie di bisturi che lavora nelle viscere e fa male, perché il cuore non è di pietra ma carne forse non rifinita, che l’onda lunga del Vangelo porti lontano (come la sensazione degli abitanti del lago quando vedono il mare), verso un territorio così grande e infinito da non comprendere quasi se ci sei entrato, se sei ai confini o ancora lontano. Forse è il territorio dove le notti di ognuno di noi si incontrano e diventano una sola, accesa da un cielo di stelle.

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  9. bioraffaella

    Un tempo pensavo di non avere abbastanza fede e ogni volta che andavo a messa gli facevo sempre la stessa preghiera ” Signore a cresci in me la fede”. Qualche tempo dopo incontrai una signora con lei mi capitò di parlare di un momento importante della messa ,quando lo Spirito Santo trasforma il pane e il vino in corpo e sangue di Cristo.Lei mi disse che solo chi ha una grande fede può credere che lo Spirito Santo può trsformare l’ ostia e il vino in corpo e sangue di Cristo, quel giorno compresi che Dio mi aveva fatto il dono della fede.

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  10. robysda

    L’incontro che riempie il vuoto, parola che accarezza e carezza che diventa parola. E’ quanto accade la domenica, ad esempio, quando l’ascolto dell’omelia si fa ancora più impegnativo, mentre prova a scavallare i commenti ad alta voce provenienti dall’androne, piuttosto che il lavoro impegnato dei piccoli attori che si improvvisano nelle più fantasiose scenette; omelia che tuttavia, come una massa molle ed informe, tracima nel cuore, riuscendo sempre e comunque ad insinuarsi negli alveoli dell’anima, anche quelli più lontani ed apparentemente più insignificanti. E’ proprio lì che inizia il suo lavoro terapeutico, insidiando domande, mostrando perplessità, manifestando insicurezze – perché no! – il tutto nella costante ricerca di risposte che, nonostante la strada lunga e tortuosa, prima o poi si decideranno ad arrivare, magari attraverso un sogno improbabile, o un’occasione che si presenterà improvvisa, una sorpresa che si farà concreta. Così, senza parere.

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  11. agnese

    “prendere distanza dal magma quotidiano,in cui si smarrisce il senso delle cose”
    prendere la distanza ti tranquillizza,ti aiuta guardare obietivamente, ti fa ritornare le forze.

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  12. agnese

    “Riempire i vuoti”? Ogni uno porta qualche vuoto nel suo cuore, nei suoi pensieri. A volte non si rende conto neanche,a volte sta provando “riempire” con idee sbagliate. Beato lui quando trova la strada giusta per riempire suo vuoto.

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  13. F

    “La preghiera è il momento decisivo dell’esistenza”
    (D.M.Turoldo)

    Quando Pietro si trova davanti a Gesù e si sente perso nello
    stupore di un’evento così strardinario, come la pesca miraco-
    losa, cade in ginocchio e prega: Signore, allontanati da me.
    E’ una preghiera dettata dall’umiltà, dal sentirsi indegno del-
    la vicinanza divina, la risposta è immediata, rassicurante, ca-
    rica di tenerezza : non temere.
    E’ il Salvatore, vuole essere vicino ai figli dell’uomo, perchè
    questa è la sua delizia.

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  14. F

    Il lago di Genesaret o mare di Galilea, distesa azzurra, evocazione
    delle acque sulle quali aleggiava lo Spirito nella creazione.Gli ocea-
    ni, il Giordano, il pozzo di Giacobbe, sono simboli remoti di una real
    tà incarnata in Gesù, nuova creazione, Acqua Viva che dice “Lo spi
    rito del Signore è sopra di me”.
    Sul mare di Galilea, si libra lo Spirito su Simone per ricreare, da un
    rozzo pescatore, un pescatore di uomini.

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  15. bioraffaella

    Noi invochiamo il Signore affinché mandi il suo Spirito a rinnovare, la terra, ma di quale terra parliamo? Essa può essere intesa in due modi la terra come il nostro mondo nel quale noi viviamo, e la terra dei nostri cuori, nei quali grazie all’aiuto dello Spirito Santo,può nascere un fiore. Solo quando ci sentiamo piccoli come Simone possiamo lasciarci abbracciare dalle grandi ali del Signore e sentirci avvolti dal calire del suo amore.

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  16. pmartucci

    ….Le ricerche accurate di Luca, il suo programma enunciato con rispetto e chiarezza, affinchè ognuno si possa rendere conto della solidità degli insegnamenti…..il Vangelo è anche questo, storia, luoghi, ricostruzioni, testimonianze che ci raccontano, che ci interrogano, c’è bisogno anche di questo, letture diverse, cura di altri particolari. Ma poi, è vero, il Vangelo trasfigura e trascina altrove, per forza colma di mistero, nell’altra dimensione della fede, del credere oltre ogni ragionevole ricostruzione, in un moto profondo riposto nella nostra coscienza, lì dove le luci si incontrano.

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