Gerusalemme, lapidi i profeti,
ancora sei convinta che i tuoi muri,
lastre di ghiaccio appese sul ventricolo,
che i blocchi di cemento
con i soldati dentro
potranno assicurare ai tuoi bambini
quello che togli ai nomadi reclusi,
che basti denunciare la barbarie
delle ragazze uccise perché incinte
prima delle nozze. E fino a quando
aspetteremo il grido del jihad,
i coltelli che sgozzano i nemici,
la libertà spezzata della fede
violenta, disumana, e fino a quando
dovrò quasi vergognarmi di dire
sì, ho capito, Dio abita qui,
nonostante l’uomo, abita qui,
e compie sempre lo stesso miracolo
inaudito: aprire il cuore. È vero,
c’è un unico peccato per l’umano:
mancare di stupore, inorridito.


Qui c’è poesia, qui la parola diventa forte e trascina, si trasforma in fatti ed emozioni concrete che lasciano un segno. Un segno come quello che ho nitido nel cuore da quando nel 2000 ho visitato questa città. Ciòche mi ha segnata non è stato il sepolcro o l’orto degli ulivi, o il Muro del pianto, ma il pianto di tanti bambini ciechi nella striscia di Gaza, Ciechi loro per le infezioni agli occhi non curate per mancanza di medicinali e altro (guerra e muri compresi), ciechi tutti noi che vediamo solo il nostro “particulare”, in ogni parte del mondo.
Dio apre il cuore a chi si dona a Lui a chi con tutta l’ anima vuole ascoltare la sua voce.
L’ odio distrugge, separa e uccide, l’ Amore unisce e sana le ferite ,Dio è presente aspetta solo che voltiamo lo sguardo verso di Lui ,affinché negli occhi del nostro nemico possiamo vedere nostro “fratello”.
Finiamo per “abituarci” alle cose più assurde e malvagie se ci allontaniamo da Dio: ma anche se noi Lo dimentichiamo, Lui non ci abbandona mai ed è presente anche laddove non riusciamo a vederlo, e viene sempre a cercarci con una storia nuova; con pazienza ed immenso amore, ci stupisce ogni volta che gli apriamo il cuore.
Grazie don, bentornati!
Nonostante l’uomo. Capace di strumentalizzare ogni cosa per propria compiacenza; non ultima la religione, senza nemmeno immaginare quale volto, deturpato dalla bugia e dall’egoismo, riesca a dare a quel messaggio d’amore davanti al quale dovrebbe chinare il capo e chiedere perdono. E’ questa la mangiatoia in cui ogni giorno si ripete lo stesso rito, si ricade nell’errore, ma in cui ogni volta è possibile salvarsi.
QUI
“Il monte Sion altura stupenda”, su cui s’innerva Gerusa-
lemme, città santa, simbolo di ogni sacralità come il cuore
dell’uomo, abitazione divina, dove spesso alligna “l’invidia
del nemico” e “sentimenti inconfessabili, e desideri incom-
patibili col volere dell’Altissimo”.
Eppure “Dio abita qui” e chiede di aprire il cuore ad
L’Amore salva da ogni deriva.
Qui si è attraversati da un vento di poesia.
Parole fiorite sull’efferatezza del mondo.
Un modo unico per raccontare il Vangelo.
Il Vangelo e’ amico dei peccatori. Vi sarà più grande gioia in cielo per un solo peccatore che si pente che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza. E’ questo a stupirci …ed a salvarci.
Che Dio ci apra il cuore! Grazie Don.
CHE Dio ci apra il cuore senza pause…purtroppo le nostre preghiere sono brevi, e negli intervalli ci allontaniamo dalla vera lLuce, dal referente unico Santo-Gesù Cristo…o dalla Santa Madre Maria…quanto tempo perso….Errori su errori e il nostro spirito conosce il dolore della distanza il dolore dei limiti…Gesù, fammi stare sempre con te, fa che io ti tenga presente ogni istante,lavami il cuore di tutte le ombre…
Immagino quante cose, situazioni e persone avranno toccato il cuore di voi pellegrini…
Sono esperienze che non si possono dimenticare facilmente e dalle quali, inevitabilmente, si ritorna cambiati.
Sicuramente, in quella Terra piena di contraddizioni, il Signore è riuscito ad aprirvi il cuore ancora di più e questo aiuterà anche noi che siamo rimasti qui a schiudere almeno un po’ la porta del nostro cuore.
Continuare a stupirsi per come Dio ci ama è aprire il cuore.
Dolore e speranza da un qui cuore e centro nevralgico di sempre della storia umana.
Bellissima.
Grazie!
Si è vero Dio abita qui ci apre il cuore.
Grazie Don Fabrizio
Gerusalemme è una perla racchiusa nei nostri cuori, a volte devi raggiungerla per poterla incontrare ,poiché è li che ti aspetta,altre volte puoi trovarla nei cuori di chi l’ ha trovata ,vissuta e respirata,poiché c’è chi ti trasmette ciò che ha ricevuto. Gerusalemme è un viaggio molto lungo ma una volta tornati da li penso si ritorna rinnovati.
Gerusalemme è ovunque è qui, è li è in noi e dove c’è Gerusalemme c’è anche Dio,perché Dio è con noi!
Bentornati a tutti.
“PRIGIONIERI DELLA SPERANZA”
“.. fino a quando
dovrò quasi vergognarmi di dire
sì, ho capito..”
“Esulta grandemente figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire i carri di Efraim
e i cavalli da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annunzierà la pace alle genti,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal fiume fine ai confini della rerra.
(Zc. 9,9-10)
“Fino a quando”, tema d’attesa, sguardo sul sacrilegio
dell’uomo sull’uomo, contemplazione della paternità di-Dio
e sul sogno-sognato dalla sua eternità: figli vincolati
di fraternità.
La sua attesa è pacifica e pacificante.
Neanche “le grandi acque possono spegnere l’Amore, nè
i fiumi travolgerlo”.
In Dio, Amore è fuoco delicato come l’aurora e inestinguibile
come il roveto ardente e cerca una “fenditura nella roccia”
del cuore, per entrare e poterlo abitare.
per stupirsi, bisogna saper sorprendere
per stupirsi bisogna avere occhi di bambino.
ernestina.