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Ti ci vedi, nella sinagoga della tua città, ormai in grado d’incantare l’uditorio con ogni tua parola, un dono, certamente, quello di raggiungere ciascuno finché creda che parli solo a lui. Ti chiedi spesso se questo tuo potere potrebbe trasformarsi in un abuso, un’invadenza, un modo di sottrarre all’altro autonomia. Ma se è Dio a trascinare, non può esserci nulla di sbagliato; se la logica è l’amore, non priverà mai l’altro della libertà. Ascolti lo Shemà, le Benedizioni e poi il Qaddish, e infine il brano biblico scelto per il giorno. E’ il turno del passo dei profeti; l’inserviente ti consegna il rotolo santo di Isaia; leggi:
Lo Spirito del Signore Dio è su di me,
perché Jahweh mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore.
Arrotoli il libro, lo consegni all’inserviente, ti siedi, socchiudendo gli occhi: hai bisogno di pregare, di scendere nel cuore del tuo cuore, dove afferri la voce silenziosa che cancella lo sguardo della gente, fisso su di te, in attesa di ascoltare l’omelia che non potrà ridursi, questa volta, al solito commento. Aleggia l’antica profezia, il ruach sulle acque dell’inizio; è impossibile sapere che cosa verrà fuori: un albero, una stella o il lampo intenso dell’arcobaleno. Quanto tempo occorrerà per deciderti a parlare? Sai solo che saranno stupefatti, perché Dio comincia solo adesso a raccontare la sua storia – finora non era che il preludio: Oggi questa Scrittura si è adempiuta. Bereshit bara Elohim et hashamayim ve’et ha’arets. Tutto comincia adesso, come se Dio dicesse sia la luce, e la luce scendesse sui rotoli santissimi della Torah, sul libro del profeta, sulle facce della gente che sussurra: non è il figlio di Yoseph? Non lavora nell’officina di suo padre? Vayomer Elohim yehi-o-o vayehi. Dio disse: ci dev’essere la luce, e la luce è venuta all’esistenza; si posa sugli scialli a righe nere, sui tavoli giallastri, sulle pareti scrostate e le fessure minuscole delle finestre. Sai già che penseranno: medico, cura te stesso; i miracoli che hai fatto a Kfar Nahum falli anche da noi. E sai che cosa gli risponderai: nessun profeta è accetto in mezzo ai suoi; gli citerai Elia e la vedova in Sarepta di Sidone, il profeta Eliseo che guarisce il siro Naaman; saranno furibondi, ti porteranno sul ciglio del monte, cercheranno di gettarti nel burrone. Vayar Elohim et-ha’or che tov-vayavdel Elohim beyn Ha’or uveyn hachoshech. Dio vide che la luce era buona e divise la luce dalle tenebre: per questo, tra loro, passerai come una spada, una lama di luce all’alba della domenica mattina, quando il corpo ancora intriso di sangue si alzerà e potrà incrociare lo sguardo della Maddalena, convinta di vedere il giardiniere: dove l’hai messo, perché lo unga coi profumi che ho portato? Vayehi-erev vayehi-voker yom echad. Era sera e fu mattina: un giorno. Passando te ne andrai, come il popolo a Pi-Achirot, davanti a Baal Zefon, quando i carri stridono e il faraone è sicuro di schiacciarti, ma tu, tu, sei approdato all’altra riva, come tutto ciò che ama, come anche il più piccolo sasso di questa sinagoga, se accetta d’esserci solo per amore.

Ti chiedi spesso se questo tuo potere potrebbe trasformarsi in un abuso, un’invadenza, un modo di sottrarre all’altro autonomia
L’ Amore non può condizionare il cuore delle persone,semmai le libera dal profondo.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Gv 15,13.
Esserci solo per amore perché è l’Amore che dà vita ad ogni cosa.
PER AMORE ,
Solo per amore chiamati all’esistenza in Te, specchiati nel
tuo volto, immersi nel tuo splendore.
Creati nella bellezza, si è scambiato il Paradiso del tuo grem
bo, con una “landa di ululati solitari”.
Errava l’uomo, sotto la bellezza stellare, in Te, perchè se fug-
go, “fuggo presso di Te” Tu che sei vicino, così vicino che,
in quell’attimo fissato in Te, che non hai tempo, è stato pos-
sibile ritrovarsi davanti allo splendore del tuo Volto.
La bellezza e armonia della creazione,in Enrico Medi.
“La materia ci si presenta ordinata, in perfetta razionali-
tà fin nelle sue più intime strutture, fino al limite estremo
della sua costituzione prima; per cui non ha senso pensa-
re alla materia prima amorfa, poi ordinata: ma è una ma-
teria che non può essere se non costituzionalmente ordi-
nata. Chi l’ha ordinata, l’ha anche creata, l’ha ordinata
creandola, l’ha creata nell’ordine. Creatore e ordinatore
sono Uno solo, dice la scienza; non poteva ordinare l’in-
timo essere se non Chi la creava”.
“…in attesa di ascoltare l’omelia che non potrà ridursi,questa volta al solito commento”
Gesù è venuto portare buona notizia,e parole d’amore non sono: vi aspetta fuoco eterno (come spesso abbiamo sentito),ma le parole d’amore parlano di amore,che Dio ci ama tutti noi e che vuole che anche noi ci amiamo e si rispettiamo. L’Amore sconfigge il Male.
“Dio vide che la luce era buona e divise la luce dalle tenebre”
la luce data a noi che vediamo la strada giusta con amore verso il Bene,per non vagare nel buio del Male.
“Lo Spirito del Signore Dio è su di me”
Gesù ha detto,ha dimostrato,Dio ha confermato,ma la gente non ha creduto lo stesso.
Ascoltare non lede la libertà, secondo me la rafforza,se ne ricava ricchezza, apre vedute a nuovi orizzonti, specialmente quando la poesia è arricchita da un commento scritto a quattro mani e le Due Mani sono d’eccezione, illuminanti nella stesura e preziose nella creazione dell’evento. Due Mani che lavorano dietro le quinte senza chiedere gloria, Due Mani che lavorano alacremente attraverso messaggeri disposti all’ombra e al sacrificio, che accettano d’esserci solo per amore, grazie ai quali è possibile realizzare ponti per arrivare all’altro lato del fiume.
m’immagino …cerco di immaginare la meraviglia di Maddalena, Lui “cosi vicino ” talmente vicino che lei e’ convinta si tratti del giardiniere..a Lui tocchera’ farsi riconoscere..con dolcezza…,non e’ cosa da poco , tocchera’ a lei dire a tutti Chi ha incontrato..nuovamente ..
PER AMARE
per amare ci vuole un occhio
lungo che sappia guardare nella notte
mani che riescano a stringere
ogni sogno ogni strano pensiero
piedi disposti a camminare anche
sui sentieri pii scoscesi e duri
per amare ci vuole un cuore bianco
sul quale poter scrivere lettere
sincere un’anima tenace
che voglia sopportare qualsiasi
sofferenza qualsiasi dolore
per un solo motivo amore.
F. Centofanti
“medico,cura te stesso”
si,si dice cosi,però questo è egoistico punto di vista:aiuto a me stesso e a altri…poi vediamo.
In verità, l’amore ti fa dimenticare di se stesso,pensi solo a aiutare altri, questo ti dà la gioia,la forza,soddisfazione. Sei felice quando riesci aiutare a qualcuno.
“L’importanza di una persona o di una cosa sta nel suo sguardo e non nella persona o nella cosa guardata”
Andrè Berthet
“Ricordati che ciò che fai è bello finchè è ciò che più ti piace e ti rispecchia.Non è il giudizio degli altri che conta,ma il tuo.
Anonimo
“Dio vide che la luce era buona e divise la luce dalle
tenebre”, che non sia divisa dall’oscurità del cuore.
Luce da Luce, generazione divina, Verbo di Dio, guar-
derai le tue creature nella notte della tua morte perchè
non separi, l’abisso d’iniquità, i tuoi figli da Te, che non
hanno vita lontani dal loro principio.
All’alba del tuo risorgere, passerai,ferito d’amore, sul
la corruzione del mondo:
“sospeso,
tra grazia e desiderio”
ricongiungendo Te in noi e noi in Te, solo per amore.
‘Anche il piu’ piccolo sasso .’
‘ Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. “Ma qual’e’ la pietra che sostiene il ponte ? ” – chiede Kublai Kan. “Il ponte non e’ sostenuto da questa o quella pietra – risponde Marco – ma dall’arco che esse formano.” Kublai Kan rimane silenzioso,riflettendo. Poi spggiunge:”perche’ mi parli delle pietre? E’ solo dell’arco che m’importa.” Polo risponde: ” senza pietre non c’e’ arco” (Italo Calvino, le citta’ invisibili)
“Cristo ha cambiato il pensiero umano,e attraverso di Lui gli uomini hanno scoperto un nuovo cammino.”
Kahlil Gibran
non si può che accettare di vivere solo per Amore.
ernestina.
“Oggi” la Scrittura si è adempiuta, quasi a rendere quel tempo segno di un eterno compimento di profezia, Spirito che continua, oggi, ad aleggiare sulle acque, segno di infinita e incessante creazione. E’ la Parola che continua a parlarci ora, che ascoltiamo nell’oggi che la rinnova, e la riceviamo senza sapere se sarà dono di un albero o di una stella.
Tutta la creazione è un atto di Amore di Dio: perchè chi ama non può rimanere immobile, non può star fermo, ha bisogno di agire e di dare la vita.
E così ogni cosa è nata da una benedizione iniziale, da uno slancio generoso, da e per amore: cosa molto buona e giusta.
Se per amore nasciamo e per amore viviamo, nessun faraone potrà schiacciarci ma sempre approderemo a quell’altra riva, pronta per noi già all’atto della creazione iniziale, prima ancora che nascessimo.