27. Lo specchio

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da qui

Il lago, sullo sfondo, riflette le linee delle nuvole. Il cielo e la terra si scambiano messaggi, svelando un bisogno di riconoscimento. Un pensiero ti attraversa la mente: solo ciò che si specchia dentro l’altro – trasformandosi da pietra, albero, asfalto, in vento, nube, lembo aereo d’azzurro – ha valore, in questo mondo. Scruti la folla assiepata intorno a te, la metti in guardia dall’accumulo di beni che soffocano e ingombrano, la esorti a cercare capitali permeabili alla Grazia. Capiranno i pastori, i carpentieri, le donne coi bambini in grembo, gli anziani accovacciati in mezzo all’erba? Più dubiti d’essere compreso, più ti lanci in immagini elevate: se l’occhio è luminoso, anche il corpo lo sarà, se invece è ottenebrato, il corpo sarà buio, cadrà nel pozzo cieco del non senso. Non si possono servire due padroni, Dio e la ricchezza, è impossibile amarne più di uno. Osservando la distesa della costa, punteggiata di fiori e di cespugli, ti senti invadere dalla commozione. Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono né raccolgono in granai, eppure il Padre vostro celeste li nutre. Perché siete in ansia per ciò che mangerete, per ciò che berrete o indosserete? Guardate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano, eppure nemmeno Salomone, in tutta la sua gloria, vestì come uno di loro. Perché non vi fidate? Dovreste smettere di lavorare? No, naturalmente. Sperimentate, invece, la serenità di chi getta ogni affanno in Uno che lo segue passo passo, che sposta le montagne per venire in suo soccorso. Siate fraterni, solidali, tutto il resto lo avrete in sovrappiù. Non sprecate il tempo in previsioni sul domani, perché il domani già riposa nello sguardo di Dio.
La gente si rilassa, si assopisce, cullata da ritmi consolanti come nenie di madri che accudiscono i bambini. Solo i tuoi discepoli sono ritti come fusi, attenti a non lasciarsi sfuggire il benché minimo dettaglio: un cambio di tono, l’alzarsi o l’abbassarsi della voce, un gesto inusuale della mano; come se bastasse una svista per stravolgere la sutura perfetta fra la terra e il cielo, fra lo scorrere dell’acqua in mezzo ai monti e il planare delle nuvole sullo specchio mobile del lago.

18 pensieri su “27. Lo specchio

  1. ema

    “La gente si rilassa, si assopisce, cullata da ritmi consolanti come nenie di madri che accudiscono i bambini. Solo i tuoi discepoli sono ritti come fusi”
    … Un bel insegnamento per tutti quegli pseudo discepoli che invece di rilassarsi e rilassare gli altri a loro volta, indirizzano tutte le proprie energie a non perdersi una virgola, stile ” primi della classe” …ma tanto, tanto vuoti.

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  2. bioraffaella

    L’ ansia si genera quando si pensa d poter tenere sotto controllo la propria vita e quella degli altri, senza sapere che la vita va vissuta per quella che è va vissuta nel presente è li che si sente parlare il cielo con la terra ,perché il nome di Colui che ci ha creato è Io sono e non io sarò,e nemmeno io ero ,Lui è nel presente dove siamo noi e Lui è con noi che cosa dobbiamo temere?

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  3. M&C

    – solo ciò che si specchia dentro l’altro… ha valore, in questo mondo.

    Solo nell’altro scopriamo noi stessi, possiamo specchiarci e trovare il fine vero di questa vita.
    Se lo guardiamo con lo sguardo dell’Amore, con carità e pazienza, in lui possiamo trovare sempre qualcosa di nuovo e di sorprendente.
    Il desiderio più profondo del cuore è questo incontro pieno di Amore e di pace, occhi negli occhi, “kenegdo”.

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  4. agnese

    GIOVANI
    come prendervi
    è impossibile capirlo
    con il verso del merlo
    o il volo dell’aquila
    con l’astuzia della volpe
    o forse l’innocenza dell’agnello
    cos’è più bello
    che cercare ogni giorno
    di entrare nel vostro
    mobile cuore,
    insegnarvi
    anche per vie traverse
    l’amore!
    Fabrizio Centofanti

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  5. agnese

    FRATERNITA’ /Fabrizio Centofanti
    fraternità
    sei forse l’unico residuo
    di umanità
    in questo mondo che cerca
    soltanto il suo interesse
    ma un gesto solidale
    un’ora persa per l’altro
    questo ci salverà
    non la bellezza
    non l’effimero momento
    di felicità.

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  6. Ernesta Scappaticci

    Non sprecate il tempo in previsioni sul domani, perché il domani già riposa nello sguardo di Dio…è tutti si affannano per capire!
    Difficile questo passo: ci si deve affidare anche se, a volte la sofferenza che si vede è talmente grande da sembrare un “Castigo”!
    Ieri ho imparato una grande lezione da un ragazzo che” avevo etichettato” come spesso facciamo tutti, una grande lezione : L’umiltà è veramente saggezza!
    Vivi oggi senza preoccuparti del domani solo Dio ha la risposta a questa domanda.

    ernestina.
    Sto ancora camminando.. è nel cammino che imparerò a non giudicare sempre il fratello!

    Grazie sempre al mio angelo custode.

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  7. F

    LO SPECCHIO
    “Mare dell’essere”, ogni creatura corre l’amabile storia di ri-
    specchiarsi in Te per riconoscere il principio del suo esistere
    e la sua essenza di mistero canta, tra gocce d’azzurro e ocea-
    ni di firmamenti, la felicità di esistere.

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  8. F

    Il fuoco ineffabile
    e prodigioso,
    nascosto nell’essenza
    delle cose,
    come nel roveto
    ardente,
    è il fuoco
    dell’amore divino
    e lo splendore
    sfolgorante
    della sua bellezza
    dentro le cose
    (Isacco il Siro)

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  9. F

    IL DOMANI GIA’ RIPOSA NELLO SGUARDO DI DIO
    IL DOMANI: Il tempo, il breve tempo del mio esistere,
    l’incarnarsi e disgregarsi come fiorire e morire dei giorni; più
    certo l’Inconoscibile, più chiara l’ inquietudine per quella
    Terra promessa.
    RIPOSA: pacificato è il compimento del mio trascorrere in Te,
    sconfinato d’eternità.
    NELLO SGUARDO DI DIO: rispecchio nel tuo sguardo ogni
    frammento inquieto, mutato in dolce sostanza d’unità.

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  10. robysda

    … solo ciò che si specchia dentro l’altro
    può provare a comprendere il suo dolore o la sua gioia, condivere i sentimenti e diventare sostegno nel bisogno. diversamente…. solo parole

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  11. agnese

    Oggi sono andata in ospedale trovare una persona anziana che sta morendo. Questo fatto mi ha collegato con la pagina “Lo specchio”.
    Penso che lui ha vissuto la sua vita come si dovrebbe. Sempre lavorava onestamente,ha dato la casa per la famiglia,ha dato la educazione ai figli, viaggiava con la famiglia; la sua famiglia ha bel’ ricordi. I soldi per lui non erano la meta, ma mezzo per vivere giusto. E penso che questo ha un senso.

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  12. agnese

    Penso che,per capire bene questa pagina, bisogna guardare (come dice don Fabrizio) dalla fine di vita, se miei valori di vita erano questi giusti. Pensare non cosa ho avuto nella vita,ma come ho vissuto la vita.

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  13. agnese

    Il problema di tante persone è avere scopo di vita- guadagnare tanti soldi e la cosa più importante è avere tanti beni, con motivo (spesso) -fare vedere al altri che ha tutto. Però qua che si sbaglia, che si scambia Dio , che Dio scende nella importanza e loro dio diventano soldi.
    Ma per quanto può durare questa felicità?

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  14. F

    “Sarete ammaestrati da Dio”,
    come in questa pagina evangelica carica di annunci,
    parola che squarcia le tenebre perchè sei la nostra coscien-
    za nuova, battito inconcepibile di forza e dolcezza
    impietosa. E’ il Signore Gesù, “Fiore delle convalli e giglio tra
    le spine” della sua gente, che racchiude nella bellezza corpo-
    rea il mistero: “sutura perfetta tra terra e cielo”, su cui anco-
    rare la vita, che solleva e arricchisce più di Mammona, che
    anche il passero è guardato con misericordia e dona occhi che
    divengono lucerne per tutto il corpo
    Il cielo si è spalancato si riversa sull’umanità un canto d’eterno,
    non temi il tremore e la misera del cuore.Tu, Signore, porti
    a pensare come il Verbo abitatore della Trinità,
    divinamente.

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  15. pmartucci

    Quante volte i discepoli cadono nell’incomprensione di ciò che viene loro detto, quante volte temono che le parole di Gesù svaniscano, che la realtà sia altro, amaramente altro al risveglio. Cielo e terra, l’uno verso, dentro l’altro, talmente diversi, ma l’uno continua e si specchia nell’altro, l’infinito nel compiuto di ciò che è creazione. Eppure un’unica cosa. Mano d’uomo e segno del Padre. E’ un lungo passo di conversione per ciascuno di quei discepoli cogliere la vita come un tutto in pienezza, un indistinto frutto di dono divino e di cooperazione, di discernimento e di Progetto. C’è un dove che vede questo tutto, che vede nella luce del cuore, la perfetta opera del Signore. Attraverso la via della fede, della conversione dei discepoli che non comprendono, ancora, del beati quanti crederanno senza aver visto, che giungeranno a conoscere il mistero della misericordia senza limite, del centuplo in dono, della salvezza attraverso la croce.

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