31. Al centro esatto del cosmo

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Ti piace insegnare, portare la parola di tuo Padre, far capire al mondo che c’è qualcuno che si prende cura, che ama come nessuno potrebbe immaginare. Appena la gente ti si ferma intorno, lasci che dal cuore trabocchi la forza che non puoi più trattenere, neanche se volessi. E’ la missione ricevuta sulle rive del Giordano, quando la voce ha rivelato a tutti la tua vera identità. Non ti lasciano solo: anche adesso che sei in casa, affluiscono da tutto il circondario e ti ascoltano in silenzio, come se niente potesse stare a pari con la tua predicazione. A un certo punto, senti dei rumori che provengono dall’alto, vedi che qualcuno smonta il tetto, tegola per tegola. La gente è a naso in sù, allibita, soprattutto i proprietari della casa. Stanno quasi imprecando, quando scorgono qualcosa che ricorda una barella, e su di essa un uomo immobile, disteso; le braccia che sorreggono il lettuccio si allungano in uno sforzo estremo; qualcuno dei presenti capisce che non potranno resistere più a lungo, e a loro volta si protendono al massimo, per ricevere il malato e sistemarlo nella sala. E’ un paralitico: ha gli occhi sbarrati, per il panico causato dalla manovra audace. Ti avvicini lentamente, passando tra la folla che non riesce a proferire una parola. L’uomo in barella può muovere soltanto gli occhi; nel suo sguardo si legge la disperazione e l’impotenza, ma anche una luce opaca di speranza: gli hanno detto di te, dei tuoi miracoli; ha accettato di rischiare il ridicolo, o peggio, di essere linciato con i quattro portatori, per danni al patrimonio. Lo fissi, cercando di frenare il movimento degli occhi, le lacrime che rigano le guance, come se il pianto fosse l’unico fenomeno a sfuggire alla paralisi. A cosa stai pensando? Non vedi più nessuno, nella stanza, eccetto lui: siete gli unici superstiti d’un tracollo immane, l’epifania del male che penetra nel cuore della storia e le toglie energie spezzandole il respiro, impedendole di muovere anche un dito. Ecco, il tumulto degli occhi si è arrestato; sono fissi nei tuoi, aspettandosi qualcosa che non osano nemmeno immaginare.
– Figlio, ti sono perdonati i tuoi peccati.
Non fai in tempo a terminare la frase che ti senti investito da un’onda di pensieri, un astio che ti frana addosso come una pioggia sporca d’autunno: costui bestemmia, solo Dio ha il potere di rimettere i peccati.
Ti volti verso il gruppo degli scribi e i farisei: il tuo sguardo è come il fuoco sul Sinai, quando Mosè ricevette la legge del Signore.
– Cos’è più facile: guarire o perdonare?
Siete nuovamente soli, nella stanza colma di gente: il suo sguardo è sereno, come avesse ricevuto quello che sperava. Ti accorgi del sorriso che comincia a disegnarsi sulle labbra; lo accarezzi sulla guancia, gli sussurri: alzati, prendi la barella e torna a casa.
Sì, siete soli, l’uno di fronte all’altro, al centro esatto del cosmo: dalla breccia aperta nel tetto cala un raggio rovente del sole del mattino. L’uomo sorride, un’ultima volta, e se ne va.

12 pensieri su “31. Al centro esatto del cosmo

  1. bioraffaella

    Non c’è niente di più bello che sentirsi sanati nel corpo e nell’anima , finalmente liberi da ogni vincolo e da ogni catena. Il perdono ti dona una doppia guarigione , la stessa che si presenta dopo la riconciliazione, dopo che hai capito che senza di Lui non puoi fare nulla. Infatti, una matita non può scrivere su un foglio se non viene sostenuta dalla mano di chi la guida.

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  2. M&C

    Quando penso a questa parabola, mi ricordo quanto sia importante nella vita incontrare le persone giuste, avere amici che sono disposti a smontare i tetti per portarti da Gesù e farti guarire!
    Io sono fortunata, mi sento amata da Dio, perchè questi “amici veri in Cristo” Lui me li ha fatti incontrare e, soprattutto, ha fatto si che io mi accorgessi di loro…

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  3. F

    AL CENTRO ESATTO DEL COSMO
    Al centro esatto del cosmo ci sei Tu : Signore Gesù, l’Amato,
    di Dio: trasparenza.

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  4. RossellaT

    Ecco, il tumulto degli occhi si è arrestato; sono fissi nei tuoi, aspettandosi qualcosa che non osano nemmeno immaginare.
    – Figlio, ti sono perdonati i tuoi peccati.

    E’ una scena che rivivo ogni volta che m’incanto a guardare gli occhi del Cristo risorto del mosaico della chiesa che frequento e a cui sempre chiedo qualcosa che nemmeno oso immaginare.

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  5. F

    Il Signore, amante della vita, ha scovato l’umanità lungo percor-
    si immobili di morte.
    Una spirale i giorni, fino alla pienezza dei tempi quando una via
    di carità ha condotto l’intero universo davanti ai suoi occhi
    sfolgoranti risurrezione.
    E’ l’Amore, roveto ardente inconsumabile, che ci è passato ac –
    canto, nei suoi giorni di fuoco, ad appagare l’attesa dei secoli e
    a riaccendere stanchi desideri.

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  6. pam

    Se il centro è per sua definizione un punto, guarire e perdonare sono un insieme, un abbraccio dove l’uno promuove e dà forza all’ altro. Abbraccio fra Padre e individuo che si completa nell’abbraccio fra i suoi figli. Ma il centro è anche un luogo esatto di equilibrio, come di una forza che non chiude, non tira, ma libera verso un punto dove udire una musica che guarisce.

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  7. robysda

    IO STO PER MORIRE: è la scritta tatuata, a caratteri cubitali, sulla schiena di un tale; la esibiva sdraiato sul lettino, sotto il sole infuocato di un pomeriggio al mare. Inquietante, a dir poco. Non conosco la persona e di conseguenza il significato di questa scritta e spero con tutto il cuore che non sia lui a vivere questa situazione; tuttavia, di primo acchito, mi è sembrato una frase offensiva e insensibile verso chi lotta con tutto se stesso per uscire dal tunnel del dolore. E’vero, ciascuno è libero nelle proprie scelte e non deve essere oggetto di giudizio, ma questa frase mi ha fatto riflettere con quanta superficialità siamo capaci di trattare argomenti alquanto delicati, e con altrettanto egoismo poniamo noi stessi al centro del cosmo, incuranti della suscettibilità altrui.

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  8. agnese

    A volte la disperazione ci fa ricordare che esiste Dio,che solo Lui ci può aiutare,Dio nostra unica speranza per essere salvati,Dio che può mirocosalmente aiutare.
    A volte un miracolo per disperato lo fa convertire, a volte…neanche questo.

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  9. pmartucci

    Di fronte alla sofferenza, queste parole mostrano un Figlio che si lascia colpire e ferire, mostrano la sua non indifferenza, il suo patire con, nel cuore malato che gli si fa davanti, quasi dimorando in lui, nel suo male. E guarda al tutto di quell’uomo, malato nel corpo, nell’anima, gli si fa prossimo, espressione di un amore che tocca. E cura. Sappiamo che molto non può essere guarito, ci sono davanti a gli occhi malattie che la nostra migliore scienza dice inguaribili, ma Cristo ci mostra che nessuna malattia è incurabile, dal nostro amore che ci fa prossimo, in un nostro gesto, in quella carezza che si rende così visibile, magari anche solo in un esserci silenzioso.

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