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da qui
Sono belli i campi di grano quando spaziano fino all’orizzonte come un mare dorato, appena scosso dal respiro del vento caldo d’estate. Procedete in fila indiana, senza dire una parola, rapiti dal fascino accecante dei colori. Cammina cammina, sopraggiungono i morsi della fame. I discepoli cominciano a strappare le spighe mature e a stropicciarle, per estrarne le granelle. Ti diverti a vederli così avidi e rapidi nell’ingoiarne a più non posso, come se la frustrazione quotidiana del non riuscire a capirti fino in fondo potesse alleviarsi soltanto col mangiare. Li chiamano così: mangioni e beoni, coinvolgendo anche te nelle loro dicerie. Ovviamente, non t’importa nulla dei pettegolezzi: conosci la malizia e l’invadenza dei tuoi acerrimi nemici, che spuntano perfino in questo campo di grano, come zizzania sparsa a tradimento.
Perché fate ciò che non è lecito in giorno di sabato?
Sei stanco di loro, ti chiedi fino a quando sarai costretto a sopportarli. Immagini un mondo in cui sia chiaro che la Legge è stata fatta per l’uomo e non, come pensano loro, l’uomo per la Legge.
Avete letto come Davide entrò nella casa di Dio, prese i pani della presentazione e ne mangiò lui e tutti quelli che erano con lui?
Rimangono in silenzio, quando citi le Scritture: sono i loro stessi studi a smascherarne gli spropositi. Ricordi quando, nella sinagoga, arrivò l’uomo dalla mano arida: gli avversari ti spiavano, per vedere se l’avresti guarito. Ti guardasti intorno con indignazione.
E’ lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita oppure perderla?
S’erano fatti tutti piccoli: se avessero potuto, sarebbero spariti. Tu, rivolto all’uomo, avevi detto: stendi la mano. Fu allora che decisero di toglierti di mezzo; ma tu sapevi che il Figlio dell’Uomo è signore del sabato e signore della vita, e guarivi, guarivi, perché il tempo era breve, e volevi seminare tutto il bene possibile prima che loro ti facessero pagare la tua scandalosa libertà, il tuo essere padrone delle regole, il gridare ai quattro venti: avete inteso che fu detto, ma io vi dico. Come si permette? Si crede grande come il padre Abramo, o addirittura come Dio?
I discepoli continuano a mangiare. A mangiare e a stropicciare, con una gioia impudente che manda su tutte le furie gli scribi e farisei.

La felicità è sempre impudente: come il dolore, non si può nascondere e va portata insieme.
Nessuno infatti è felice da solo e la felicità è piena solo se condivisa: insieme, la gioia si moltiplica ed il dolore si divide.
L’ uomo ha fame e sete di giustizia, l’ uomo ha fame e sete di amore…l’ uomo ha fame e sete perché vuole sentirsi libero e Gesù ci dona la grazia della libertà, ci rende liberi dalla legge.
La gioia per Gesù,per il Figlio dell’ Uomo è una gioia impudente,è una gioia che scribi e farisei non possono capire…
Allora giù “A mangiare e a stropicciare”…felici…senza vergogna.
Bello “signore del sabato”! fuori dagli schemi, il coraggio di gioire nella gioia altrui, sono felice per te e per questo sono pronto a rinuciare alle mie abitudini, alle mie certezze, al mio egoismo. Sono pronto?
grande <Fabrizio: pagina come le tue altre di una semplicità disarmante e bella insieme. leggerti è un doppio piacere, uno per l'argomento, due per questo stile così …non trovo l'aggettivo, ma so che contribuisce a rendermi arrendevole.
Mi piace dire una frase- si vive una volta solo,allora,godiamoci dalla vita.
Oppure,mia amica dice: che sei cosi seria?! nella bara sarai seria,adesso sorridi.
Anche papa Francesco dice-cristiano non puo` essere triste.
Davanti noi bella notizia,una vita meravigliosa,perche`dobbiamo piangere?
UNA GIOIA IMPUDENTE
Gioia impudente, sul volto, è una invasione che non trova nascon-
digli, si sprigiona come allo strappare le spighe da un “mare dora-
to” e masticare i chicchi, farina di un pane memoria di Betlemme e
di una stanza al piano superiore, riviera al -desiderio desiderato-.
Nelle sue mani, il pane spezzato
è ancora più bianco
fragrante Corpo di Gesù.
Un miracolo della gioia: trasformare il non capire in una caccia al tesoro del Messaggio.
“Come si permette? si crede grande..addirittura come Dio?”.
“Tu, Signore Gesù, ti sei fatto ultimo degli ultimi, così hai vo-
luto essere trattato dai peccatori, dai demoni, dallo Spirito
Santo e dall’eterno Padre”.
(Giovanni Eudes)
Siamo abituati all’immagine di un Dio serioso e quindi di un cristiano sempre un po’ sofferente, Gesù invece ci mostra come si debba amare la vita e godere delle gioie che ci vengono donate rivelando una libertà interiore che deve divenire la vera testimonianza di ogni cristiano.