36. Chi è vivo

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da qui

Il discorso è giunto al termine: ti ritrovi con la gola secca e un bisogno urgente di bere. Ti dirigi verso casa lasciandoti alle spalle la ressa dei questuanti, da cui fatichi sempre a liberarti. Sei venuto per loro, ma è un peso che ti schiaccia, certe volte. Hai versato anche l’ultima goccia delle tue energie.
Maestro!
C’era da aspettarselo: niente riposo, anche per oggi. Un manipolo di anziani ti raggiunge, con l’aria agitata di chi ha notizie importanti da trasmettere.
Il centurione che ha eretto la nostra sinagoga ha un servo gravemente malato e ti supplica per la sua salvezza. Esaudiscilo: è un benefattore generoso, e ama la nazione. Non saremmo accorsi fino a qui, se non lo meritasse.
Provi un senso di ripulsa, in certi casi; l’ultima cosa che desideri è passare per un mago, uno dei tanti guaritori che battono i villaggi in cerca di fama o di denaro. Stai per andartene senza dire una parola, ma uno dei vecchi ti afferra per un braccio:
Maestro…
Ti sei già imbattuto in quello sguardo, è come un flash che arriva da lontano, nel tempo e nello spazio. Un’immagine ti assale all’improvviso: un colle fuori le mura e un soldato che guarda, turbato, verso l’alto. Pronuncia parole misteriose: veramente quest’uomo era il Figlio di Dio. L’anziano ti stringe ancora il braccio; lo fissi negli occhi, finché allenta la presa.
Dov’è?
Seguici, Maestro.
Che strana sensazione: ti mancano le forze, avverti delle grida disperate, delle risa, dei pianti di donne, lì vicino. Ti guardi intorno, ma non vedi nulla, eccetto gli anziani che camminano davanti, fin troppo rapidi per la loro età. Provi a ignorare i rumori che ti giungono: voci, richiami, una frase perentoria, come fosse un ordine: tu! Dagli una mano, altrimenti alla cima non ci arriva. Ti manca l’energia per proseguire, non t’era mai successo. Nel momento in cui hai deciso di fermarti, s’avvicina un pugno d’uomini dall’aria trafelata.
Signore, il nostro amico c’incarica di dirti che è un pagano e quindi indegno che tu entri in casa sua. Ha evitato di cercarti di persona per non contaminarti, ma ti prega di dire una parola e il suo servo sarà salvo. Perché anche lui può ordinare a ciascuno dei soldati: va’, ed egli va; vieni, ed egli viene, e al suo servo: fa’ questo, e lui lo fa.
Ti ritornano le forze, è davvero un pomeriggio strano. Hai un’ultima visione: la pietra rotolata di un sepolcro e un uomo che sussurra: perché cercate chi è vivo in mezzo ai morti? Guardi i nuovi arrivati: sei felice di trovare, in Israele, una fede così grande.
Andate, il servo non è più in pericolo di vita.
Ora potrai bere, finalmente.

13 pensieri su “36. Chi è vivo

  1. bioraffaella

    É la fede la chiave di tutto essa smuove anche le montagne, ma la Fede non cammina da sola è affiancata dalla Speranza e dall’Amore, solo cosi può esistere una Fede sincera.

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  2. F

    CHI E’ VIVO
    “Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente” (Ap.1,17,18)
    Gesù è Signore, è Vita in sè, e ha potere di dare vita e risur-,
    rezione, sue sono le creature e sono partecipi della sua glo-
    ria di Primogenito, “non vi è greco,o giudeo,circoncisione o
    incirconcisione, barbaro, scita, schiavo o libero” e neppure
    romano, “ma Cristo è di tutti” e il centurione può chiedere
    la vita per il suo servo. Ed è lui che viene lodato per la sua
    fede come nessuno in Israele, perchè, secondo i Padri del-
    la chiesa, “ha confessato la divinità di Gesù”, quando ha
    detto “non sono degno che entri sotto il mio tetto”.
    Signore di ogni vita, che risiedi in cieli inaccessibili, poichè
    la tua delizia è stare coi figli dell’uomo, e goisci della bellezza
    che hai seminato nel mondo, e sei l’invisibile presenza che
    beatifica, vorrei che abitassi il tugurio del mio cuore, anche
    se non ne sono degna.

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  3. agnese

    Mi piace questo libro,perchè qua Gesù viene presentato come un semplice,normale umano,come noi.
    Come noi,a volte, è stanco,ha fame,ha sete,ha sonno- un normale umano (anche se Figlio di Dio). E proprio per questo (penso così) che fa capire,che vivere nel amore,cercare sempre il Bene,aiutando ad altri,indicando la strada vera giusta-possiamo fare tutti noi, perché Gesù come umano ha fatto e con questo significa, che si può vivere così,che tutti possiamo vivere così come Gesù-uomo.
    Ha fatto Lui,possiamo fare anche noi.

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  4. RossellaT

    Il centurione è un pagano si sente indegno ma con umiltà chiede e crede che con una sola parola Gesù potrà salvare il suo servo. La pietra rotola via e dona la salvezza a tutti coloro che credono e confidano in Dio.

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  5. M&C

    L’incontro con Dio è quelli che ti cambia la vita, perchè te la restituisce donandoti la Fede: come per il cireneo che, passando di là “per caso”, fa questo incontro straordinario con Gesù.

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  6. agnese

    “gli anziani,che camminano davanti,fin troppo rapidi per la loro eta`”
    quando avevo 18 anni (qualche secol fa) sono andata con pellegrinaggio- camminavamo tutto giorno a piedi per sei giorni. E` vero questo che ha scritto don Fabrizio,perche` sempre a inizio del gruppo ci stavano tutti anziani che camminavano cosi veloce che noi giovani rimanevamo sempre dietro,lontano e ragazzi dalla sicurezza sempre rimproveravano noi dicendo: allungate passo,devete stare insieme con gruppo. Ma non e` facile aggiungere anziani che corrono cosi, con la forza di fede (?)

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  7. agnese

    Lo so dalla mia vita,che ci sono i giorni che dovrei essere stanca,stanchissima,pero` la mia coscienza che ho fatto la cosa giusta,vedere la gioia e sorriso sulla facia a chi ho aiutato,non mi fa pesare,anzi,non sento proprio la mia stanchezza, perche` la gioia del altro mi “ricarica” le mie forze.

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  8. pam

    ”Dov’è?”
    La direzione verso l’altro, dove, nel punto in cui si incontrano una fiducia ed una memoria dell’eternità dell’Amore nasce una preghiera viva, che entra nei muri di ogni stanza, del credente come del pagano.

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  9. F

    Nella pienezza dei tempi, la pienezza d’Amore si spoglia della
    gloria, scende uomo tra gli uomini viene “per le pecorelle per-
    dute della casa d’Israele”, ma accoglie la preghiera dell’umani-
    tà anche pagana, segno il centurione, perchè Gesù è il sospi-
    ro delle genti, l’eterna attesa, compimento perfetto e definitivo
    di ogni promessa.

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  10. F

    Sei venuto, Signore di ogni tempo, per così brevi giorni tra noi
    e passavi, magnificenza divina, accanto ad ogni piaga con la
    tua compassione senza disdegnare nessuno perchè sei, Fi-
    glio di Dio, Santo, il Seme divino interrato e marcito nel solco
    dell’umanità, in espiazione.

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  11. robysda

    Siamo indegni, al Suo cospetto. Spesso facciamo della Fede una vetrina di carte vincenti, di assi nella manica, gare di preghiere da perfetti osservatori di una dottrina scaduta, riducendo i luoghi sacri in una specie di qasba dove tutto ha un prezzo. Nella mia incommensurabile consapevolezza di non ritenermi una “brava cristiana” mi domando: come si può affermare di amare Dio, di metterlo al primo posto nella vita, davanti tutto e tutti, se non ci si accorge nemmeno di chi ci è seduto accanto? C’è una cosa, però che mi arriva al cuore, mi tocca nell’angolo più profondo dell’anima: il grembiule. Sì, quello che il sacerdote indossa durante la celebrazione del giovedi Santo, per capirci; ogni volta mi commuove quel momento, e ogni volta mi convinco che è quello l’unico mezzo per rinascere; mettersi tutti sullo stesso piano, confrontarsi e trovare l’altro in noi. Mi incoraggia pensare di continuare un cammino verso il monte, con chissà quante cadute e in fondo spero che, qualora riuscissi ad arrivare in cima, il Signore perdonerà le mie mancanze, compresa quella di non essere stata così brava da pregare assiduamente.

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