38. Niente da aspettare

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=q_AXUI1uuug]

da qui

A Giovanni il Battista arrivano notizie di te, della tua predicazione, dei miracoli. Sente che il suo compito è finito, che tu devi crescere e lui diminuire. C’è un momento, nella vita del profeta, in cui si affaccia il dubbio: quando, chiuso tra le sbarre degli scarsi risultati, ti sembra che Dio t’abbia lasciato, che si occupi di tutti, tranne che di te. E’ l’ultima tentazione del nemico, che sussurra con voce persuasiva: scendi dalla croce, non vedi che è inutile, chi te lo fa fare? E’ inevitabile che le certezze antiche siano messe in crisi a una a una, come se ciò che hai fatto e detto non fosse che un castello di carte destinato a crollare al primo alito di vento. Ecco, è questo che succede al profeta del deserto, così duro e irremovibile nelle sue più profonde convinzioni, al censore di Erode e di Erodiade, all’acerrimo fustigatore dell’ipocrisia di scribi e farisei, al paladino impavido della giustizia sociale e della Legge divina. E’ invecchiato di cent’anni, come se il tempo l’avesse triturato in una macchina infernale.
Sei tu colui che viene, o è un altro che dobbiamo aspettare?
Povero Giovanni: è questa la sua fede granitica? Dimentica che il Signore non ammette dubbi? Eppure è bello pensare che persino un profeta come lui possa avere un momento d’incertezza.
Tu sai che in questi casi le parole non hanno più potere: solo i fatti diradano ogni dubbio.
Andate a riferire a Giovanni che i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono risanati e i sordi odono, i morti risuscitano e ai poveri è annunciata la buona notizia.
Sai anche che chi dubita ha bisogno di una scossa salutare.
E beato colui che non si scandalizza di me.
Sei intenerito dall’improvvisa debolezza del Battista; te lo immagini solo, in prigione, in attesa di un verdetto che sarà comunque tragico, perché un profeta deve dare la vita, prima o poi. Per questo ti accendi di sdegno contro coloro che potrebbero sminuirne la figura.
Che cosa siete usciti a contemplare nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Un uomo avvolto in vesti morbide? No, uomini così li trovate nei palazzi dei potenti. Che cosa siete usciti a vedere? Un profeta? E’ più di un profeta, in verità. Tra i nati di donna nessuno è più grande di Giovanni. Eppure, il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Forse quest’ultima frase t’è scappata, non volendo: cosa vuoi che ne capiscano, del regno? Ormai, tuttavia, ti sei lanciato. Ricordi i giochi dell’infanzia, quando insieme ai compagni del villaggio scimmiottavi le faccende degli adulti.
A chi potrò paragonarvi? Siete simili ai bambini seduti nelle piazze che si gridano a vicenda: abbiamo suonato e non avete danzato, intonato un canto funebre, e non avete pianto. Di Giovanni, che digiuna, dite che ha un demonio; del Figlio dell’Uomo, che è un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dai suoi figli.
Se volevi che capissero qualcosa, non ci sei riuscito. Ma hai difeso il tuo amico, che ormai sarà convinto che il Messia sei proprio tu, che non c’è, d’ora in poi, più niente da aspettare.

13 pensieri su “38. Niente da aspettare

  1. bioraffaella

    Chiunque segue il Bene ha bisogno ogni tanto di certezze,poiché il maligno molto spesso lo assale facendo crescere in lui delle incertezze, egli infatti lo confonde gli fa credere che sono altre le vie per fare il bene avvinghiandolo sempre più nelle sue catene.Gesù però lo ama e ad ogni sua caduta gli tende la mano per rialzarsi gli fa sapere che Lui è qui perché”ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono risanati e i sordi odono, i morti risuscitano e ai poveri è annunciata la buona notizia.” e “che d’ora in poi non c’è più niente da aspettare”.Tutto si compie secondo le Scritture,tutto si compie secondo la Sua volontà.

    Rispondi
  2. ema

    “Fra quattro mura / Stupefatte di spazio / Più che un deserto /
    Non aspetto nessuno: / Ma deve venire, / verrà, se resisto /
    A sbocciare non visto … / Verrà, forse già viene / Il suo bisbiglio.”

    Clemente Rebora

    Rispondi
  3. RossellaT

    Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?

    E’ inutile restare col naso all’insù ad aspettare una stella cadente, la speranza non è un sogno è già realtà. Il solo modo di riconoscere il Signore è quello di imparare a capire i segni del Suo amore, ad aprire gli occhi e vedere che Dio è presente nella nostra vita, nella nostra storia.

    Rispondi
  4. F

    NIENTE DA ASPETTARE
    Sei venuto, Tu :”Il Primo e l’Ultimo” e l’Unico, non c’è più
    niente da aspettare:

    Non ti ho chiesto io l’essere
    nè ho chiamato io, nella mia
    morte, il tuo Sangue
    nè ho cercato il Paradiso
    del grembo tuo
    così dolce.

    Rispondi
  5. pmartucci

    Dolce, muto sconforto in chi, forte oltre ogni ostacolo, cammina solo nel deserto, e si domanda dove finisca il perseverare ad ogni costo e dove inizino invece i segni contrari, che altra sia la strada, altro il segno da attendere. E’ il dubbio che affonda nel discernere, nella fede che altro non può se non porsi dinnanzi al Signore da quale attendere una risposta. Nei fatti.

    Rispondi
  6. F

    NIENTE DA ASPETTARE
    Non c’è più niente da aspettare da quando hai detto:
    ” Vi lascio una- PAROLA NUOVA”-: che vi amiate come- IO- vi
    ho amato”.
    Tu ci lasci una Parola nuova, mirabile, divina, mai udita, mai
    pronunciata come è uscita dalla tua bocca. E’ una parola eter-
    na, è Verbo eterno, è la tua essenza, non è in Te, ma- è- Te, ed
    è :Amore. Amore non solo Trinità, ma popolo, per questo sei an-
    che uomo, passione, redenzione, sangue che lega gli uomini a
    Dio e gli uomini tra loro. Sei fiume glorioso che scorre e si span-
    de nell’umanità, perchè dissetata di Te, divenga una umanità di
    amore.
    .

    Rispondi
  7. agnese

    La sensazione forte della presenza di Dio accanto a me nella mia vita, non mi mette i dubbi della esistenza di Dio; a volte ho i dubbi, se la strada che faccio è questa giusta.Però anche qua mi aiuta preghiera.

    Rispondi
  8. M&C

    – Se volevi che capissero qualcosa, non ci sei riuscito. Ma hai difeso il tuo amico…

    L’obiettivo più importante è l’amicizia di Gesù, sempre pronto a difenderti, il Suo amore è l’unica cosa che conta!

    Rispondi
  9. pmartucci

    Forse, i discepoli, tutti ii discepoli, sono proprio questo, uomini che non comprendono, che quando ricevono l’annuncio della passione piuttosto si domandano chi tra loro sia il più grande, che fuggono e rinnegano, che si addormentano nell’orto piuttosto che vegliare. Ma proprio per loro il Figlio si è fatto uomo, portando la sua scandalosa misericordia, spiegando, parlando, istruendo. Per chiedere sempre, ancora una volta, uno sforzo, una direzione, un piccolo passo in più da parte di chi lo cerca, di chi lo segue, anche non capendo, anche sbagliando domande.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *