Da qualche tempo nutro un piccolo gruppo (non oso dire colonia, come per gli altri) di colombe dal collare. Mi affaccio dal balcone e lancio con ampio gesto qualche pugno di becchime e loro, che già mi spiano dagli alberi vicini, subito arrivano e scendono al pascolo.
Spiace dirlo ma esse, ignare forse di rappresentare un simbolo centrale della poesia amorosa e mistica sufi, non mancano di offrire allo spettatore quello che a prima vista è il peggiore spettacolo possibile. Seguendo la catena gerarchica dall’individuo alfa in giù, invece di mangiare tutte insieme in letizia e concordia quel più che abbondante pasto, preliminarmente si occupano di impedire che mangino in pace le altre, mentre l’individuo omega si rifà sugli onnipresenti e petulanti passeri, peraltro abilissimi a vanificare ogni sua interdizione.
Tutto ciò fa sorridere, quantunque con un po’ di pena, e qualcuno potrebbe pensare che quei benedetti sufi si siano dimostrati ingenui nella scelta di quel simbolo. Va detto però che il simbolo non viene scelto, dal momento che è esso medesimo a scegliere; e che la dimensione simbolica non solo precede quella empirica, ma anche ne prescinde, se non a volte per sottili legami. Ecco perché non di ingenuità si tratta, ma di una sapienza che segue strade diverse da quelle dell’evidenza pratica.
Ancora un’osservazione: se scendo in mezzo alle colombe ancora al pascolo e mi muovo in mezzo a loro con una certa cautela, mi ignorano e continuano a beccare; ma se, restando sul balcone, mi affaccio nuovamente e sporgo il braccio, magari per gettar loro altro cibo, di scatto e all’unisono si levano in volo e fuggono per non tornare che dopo molti minuti. La spiegazione potrebbe essere questa: hanno sviluppato tale istinto essendo prede abituali dei rapaci, che le attaccano piombando loro addosso dall’alto. In genere fa così anche l’Amato, ed ecco, la distanza fra il sottrarsi e l’offrirsi segna la distanza fra reale e Reale.

” la distanza fra il sottrarsi e l’offrirsi segna la distanza fra reale e Reale.”
non potevi suggerirmi un miglior modo per iniziare questo settembre.
l’abbraccio di sempre.
Cara Elisabetta,
grazie e riabbraccio a te,
Roberto