Proprio in vista della sua terra promessa i piedi cominciarono a bloccarsi. Gonfi torpidi e dolenti lo costringevano ogni giorno ad alzarsi sempre prima per riuscire a trovare le forze sufficienti a rimettersi in marcia. I dottori a cui si rivolse suggerirono esami che diedero responsi sibillini e prescrissero rimedi che non rimediarono a nulla. Altri gli dissero spicci di non fare storie e andare avanti, e così fece.
Ma a quel punto, mentre intorno il mondo divampava impazzito, ci si misero le mani. Le mani gli si gonfiarono come vesciche piene d’acqua, la presa scemava ogni giorno e stringere debolmente un oggetto per qualche secondo gli lasciava solchi profondi che duravano ore. Nel momento del fare di cui tutti parlavano si ridusse ad astenersi da tutto per evitare danni ulteriori. Per andare dove diceva lui, a compiervi quello che aveva in mente, di energie non ne sarebbero occorse molte; ma a quel punto era meglio abbandonarsi al furioso languore che lo pervadeva e trascorrere, con quelle mani e quei piedi che gli anticipavano ciò che doveva accadere, giornate inconcludenti e notti insonni, attendendo la morte che, con crudeltà o forse con esemplare giustizia, tardava a venire.

Morte crudele! Perché non arrivi subito?
Giorgina BG
Cara Giorgina,
tutto a suo tempo. Neanche gli Stati si sfasciano da un momento all’altro.
Un saluto,
Roberto
Caro Roberto,
ricambio il saluto, ma continuo ad avere fretta!
Giorgina
Eh sì, il mondo continua a divampare impazzito e non si accorge delle mani e dei piedi che non ce la fanno più. E questo è già morte crudele.
Notte
Elisabetta
Cara Elisabetta,
mani e piedi a volte non ce la fanno più, a volte entrano drasticamente in sciopero.
Nel parallelogramma delle forze la battaglia è aperta e le conseguenze possono essere imprevedibili.
Ciao,
Roberto