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da quia<
Ecco i farisei, cosa vorranno? In fondo, ti fanno compassione: sempre attenti a rispettare nei dettagli una legge di cui gli sfugge il senso. Non è così la vita di quasi tutte le persone? Si affannano per far quadrare conti che non tornano. Perché non fermarsi a ritrovare il bandolo, il filo d’oro che potrebbe unire evento a evento, emozione ed emozione, paura con paura? Cos’è che spinge a ingarbugliarsi sempre più, fino a deflagrare in una rabbia cieca o a chiudersi in depressioni senza uscita?
Cosa volete?
Parti da qui, perché Erode vuole ucciderti.
Li fissi a uno a uno. Sai che Erode non ti ama; ma sai anche che scribi e farisei non vedono l’ora di toglierti di mezzo. Sì, ti fanno compassione, arroccati come sono nella torre d’avorio delle false sicurezze, in un rispetto della legge che è un maldestro tentativo di dare al mondo l’ordine che vogliono, di plasmare la realtà circostante a loro immagine. E’ il metodo infallibile per essere infelici.
Dite a quella volpe che io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani e il terzo giorno sarà tutto compiuto. Ma oggi e domani è necessario che io vada per la strada che il Padre mi ha indicato, perché a un profeta non è dato morire fuori di Gerusalemme.
Vedi di nuovo l’uomo che si alza dal sepolcro, avvolto nella luce. Cominci a mettere a fuoco l’immagine che torna ogni volta, come un’ossessione: è un’energia che esplode all’improvviso, se ti senti oppresso più del solito dalla morsa del destino.
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi chi ti è mandato: quante volte ho voluto radunare i tuoi figli come una chioccia i pulcini sotto le sue ali, e tu non hai voluto. Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta.
No, non possono capire: sono troppo intenti a ingoiare il cammello e scolare il moscerino.
Ma io vi dico, non mi vedrete più, finché direte: benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Rispondono al tuo sguardo, ma per poco: ora abbassano gli occhi e se ne vanno.

il filo d’oro che potrebbe unire evento a evento,
L’unico filo che unisce un evento dopo l’ altro è il filo del rosario dove ogni nodo unisce il cielo al mondo ,dove ogni nodo unisce Dio all’uomo,in quanto l’ uno non può vivere senza l’ altro.
Dio ci guarda nel cuore e ci fa da specchio, facendo verità dentro di noi: a volte questo fa male e non ce la facciamo a resistere a lungo, anzi l’istinto è proprio di abbassare lo sguardo ed andare via…
Ma se invece ci fidiamo ed acccogliamo il Suo amore, Lui ci libera da ogni ambiguità, da tutte le falsità, dalle false modestie e da ogni forma di orgoglio.
Incontrare gli occhi di Gesù, in questo senso, è il “metodo infallibile per essere” felici!
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi chi ti è mandato
……………… Dio abita qui,
nonostante l’uomo, abita qui,
e compie sempre lo stesso miracolo
inaudito: aprire il cuore.
(F. Centofanti)
Erode attenta alla vita di Gesù, e la terra si è fatta un insidioso recinto mentre:
“tiene suo nido fra queste
selve..
e ..canta tra i nostri rami”;
non si lascia intimidire , ma lo spirito è turbato, si vuole annientare chi pianse su Gerusalemme con lacrime amarissime, non gli è stato dato di gioire, non resta che di consumare nella pietà: “..sopportando il comune dolore”.
Non rimane che oggi domani e poi, il terzo giorno tutto sarà compiuto; è il padrone del tempo che toccherà il vertice nella sua carne crocefissa, e sarà “il corpo la via alla sua migrazione”.
Cristo “sangue mio dolce e caro”, l’anima contagiata dai sensi, riduce il tuo amore a misura del proprio, ma sei Amore fulminante che acceca l’infinito, mentre ardi nel Paradiso.
“Erode vuole uciderti”
“farisei non vedono l’ora di toglierti di mezzo”
ma Gesù comunque, nonostante tutto “camminava controcorrente” portando amore e buona notizia di salvezza, l’amore infinito di Padre Cieleste.
E noi,abbiamo questa forza di amore nel cuore come Gesù?
o si scoraggiamo sul primi ostacoli?
Non invano hanno soffiato i venti,
non invano c’è stata la tempesta.
Un misterioso qualcuno ha colmato
i miei occhi di placida luce.
Qualcuno con primaverile dolcezza
ha placato nella nebbia azzurrina
la mia nostalgia per una bellissima,
ma straniera, arcana terra.
Non mi opprime il latteo silenzio,
non mi angoscia la paura delle stelle.
Mi sono affezionato al mondo e all’eterno
come al focolare natio.
Tutto in esso è buono e santo,
e ciò che turba è luminoso.
Schiocca sul vetro del lago
il papavero rosso del tramonto.
E senza volerlo nel mare di grano
un’immagine si strappa dalla lingua:
il cielo che ha figliato
lecca il suo rosso vitello.
Sergej Esenin
NON MI VEDRETE PIU’, FINCHE’ DIRETE:
BENEDETO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE.
…
“Vieni vieni vieni, Signore
vieni da qualunque parte del cielo
o dagli abissi della terra
o dalle profondità di noi stessi..
…
Allora Egli non avrà neppure da dire
eccomi vengo – perchè già viene.
E’ così! vieni Signore Gesù,
vieni nella nostra notte,
questa altissima notte
la lunga invincibile notte
e questo silenzio del mondo
dove solo questa parola sia udita;
e neppure un fratello
conosce il volto del fratello
tanta è fitta la tenebra;
ma solo questa voce
quest’unica voce
questa sola voce si oda:
Vieni vieni vieni, Signore!”.
(D.M.Turoldo)
Mi hai cercato?
Eccomi Io ci sono sempre per te!
Ernestina.
@ F, grazie ” Vieni vieni vieni, Signore!
“Cosa volete?”
una bella domanda.
Cosa vogliamo? Quali sono nostre priorità? Corrispondono con la Parola di Dio? o sono solo nostri desideri per stare bene?
com’è difficile mettere il Signore al primo posto!