Provocazione in forma d’apologo 254

Un apprendista muratore ricevette il permesso di erigere nelle pause del lavoro un suo muretto di prova, ed i compagni che lì intorno mangiavano e riposavano lo tenevano d’occhio muovendogli critiche e dandogli buoni consigli. Alla fine della giornata il muretto veniva abbattuto, e l’indomani si ricominciava. L’apprendista era molto felice di questo, e pareva migliorare ogni giorno. Ma un giorno passò lungo il cantiere un tale che scrutata la scena gli si avvicinò e gli disse:

“Le pietre delle costruzioni terrene sono tenute insieme dalla calce della menzogna. Menzogna oggettiva, nel migliore dei casi, ma che una volta conosciuta non può che essere trattata per quello che è. Per questo, chi vuole vivere nella verità occupa dimore edificate da mano non umana, oppure se ne sta nudo sotto le stelle”.
Allora l’apprendista, cavatosi il berretto e sorridendo rispose: “Sarà pur vero, signore, ma si cambi soltanto la parola “menzogna” con la parola “finzione”, e si consideri bene quest’ultima ciò che veramente significhi, ed ecco che le cose già cambiano”.

4 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 254

  1. Giorgina Busca Gernetti

    Caro Roberto,
    è molto significativo il tuo apologo.
    Il Teatro per sua natura è finzione perché rappresenta la realtà o la vicenda creata dalla fantasia per mezzo di “ipocriti” (upokritài) che “fingono” di essere Edipo, Amleto, Enrico IV o chiunque altro.
    E’ cosa buona il Teatro, almeno per me che lo amo da sempre.
    Un caro saluto
    Giorgina

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  2. elisabetta bordieri

    La menzogna è dire il falso. Le finzione è fare finta, ed è parodia, satira, ironia, l’umorismo, arte, cultura e letteratura. E come urlava Pirandello “Macché realtà! Finzione, finzione!”.
    Un caro abbraccio
    Elisabetta

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  3. robertorossitesta

    Cara Giorgina,
    sì, è cosa buona il Teatro, e tutto il mondo è palcoscenico.
    Un caro saluto a te,
    Roberto

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  4. robertorossitesta

    Cara Elisabetta,
    verissimo, ma le definizioni, pur utili quando non necessarie, restringendo rischiano di soffocare e di uccidere. Attenzione!
    Un caro abbraccio a te,
    Roberto

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