6. Riconciliando

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da qui

Ho riflettuto spesso su quale fosse l’eredità spirituale ricevuta da don Mario. Non fui mai attiva nel Centro per i giovani da lui fondato, quindi sono poco esperta dei dettagli del carisma. So com’era con me: delicato e tenero nei nostri colloqui personali, esigente e fermo nelle confessioni, addirittura rigoroso, soprattutto di fronte al mio resistere alla volontà di Dio: vuoi deciderti a morire? mi diceva, e quando tornavamo a vederci ripeteva: sei ancora viva?
Solo oggi comprendo che cosa intendesse con le sue parole: per aderire alla logica di Dio e all’amore di cui egli fu interprete fedele, bisognava staccarsi dalle proprie aspettative, anche se lecite, dai propri desideri, anche se sani, ma che in fondo così sani non sono, se impediscono all’amore di giungere al livello più profondo e vero, quello della gratuità.
C’è un altro elemento di rilievo: don Mario riuscì a traghettarmi da una spiritualità disincarnata al realismo di una vita di fede vissuta integralmente. Con naturalezza, incontro dopo incontro, mi ritrovai più umana, perché lui contribuì a sanare la scissione tra la mia natura e il dono trascendente che il Signore mi donava. Dio immise nel mio cuore una novità così potente e superiore alle mie capacità da generare divisioni interiori che don Mario ricucì, riconciliando ciò che mi appariva inconciliabile: l’amore divino e l’amore umano, la Grazia e la natura
.

10 pensieri su “6. Riconciliando

  1. ema

    Come Gesù , pienamente umano, pienamente divino, senza miscuglio o diluzione di nessuna delle due nature .

    Una Persona unita per sempre.

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  2. Clown: opinioni

    Un diario, anche se scritto a quattro mani, è comunque personale.
    Mi è ostico capire il come o perfino il perché “aderire alla logica di Dio”, ma se mi soffermassi sui temi che credo di non condividere, se limitassi il mio ragionare, ad esempio, sul valore o disvalore di lecite aspettative, di desideri sani o forse non sani, avrei come unico approdo la mediocre constatazione di compiere un mero esercizio di lettura.
    Ben più importante, per me, è capire come possano differire stati d’animo, percorsi, perfino obiettivi, restando tuttavia superiori alcuni termini, concetti o attitudini, di indubitabile valore per ognuno e in ogni situazione.
    Riconciliare.
    Ecco un’azione dolcissima, inestimabile, di cui gli esseri umani si credono spesso incapaci a priori, preferendo semmai demandare l’arduo compito al Tempo.
    Pochi, tra i credenti, percepiscono e accettano di aver ricevuto in affidamento la parola della riconciliazione.
    Così, questo diario mi racconta anche questo dono di Don Mario: il saper essere credibile, convincente nel dire: “Lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5,20)

    Ma non vi sembri banale se, in questi giorni, associo il nome di Mandela alla frase “riconciliare ciò che appariva inconciliabile”.

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  3. robysda

    Ti sembra che l’inchiostro stia per finire, proprio quando ne avresti ancora bisogno per continuare a scrivere il tuo vangelo, che ti incanta ogni volta che riesci a viverlo appieno – o almeno ti sembra – e ti disillude appena la vita ne combina una delle sue, con quell’aria ironica che solo lei può, mentre si prende gioco di te, come e quando vuole. Forse hai scritto troppe bozze, strappato troppe pagine sporcate con quello che credevi fosse cuore, hai dimenticato il filo essenziale che invece le lega l’una all’altra, sempre, anche quando sembra non resistere più al tiro degli stati d’animo che si susseguono al ritmo incalzante di una corsa che ti lascia senza fiato. Vorresti mettere sotto l’albero il nuovo libro, il vangelo che vorresti ti appartenesse, rivisto e corretto, “riconciliato”; non sai se ci riuscirai, ma c’è ancora tempo.

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  4. RossellaT

    La capacità di un uomo che rispetta la natura umana e pazientemente lavora e aspetta che la Grazia operi fino ad arrivare alla massima espressione di amore che è la gratuità.
    Un racconto che rilancia interrogativi ad ogni cristiano chiamato a realizzare e favorire quella riconciliazione.

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  5. pam

    “L’uomo perfetto alla fine parrebbe colui che è simile ad una statua, oppure colui che non soffre più, non sente più, non ha più dolore, non ha più passioni, non gioisce più. Si tratta di un modello irreale: un uomo così non è più un essere umano, non è un angelo, non è un santo, non è nulla…Perfezione non significa attivare al massimo le proprie qualità: quello è titanismo. La perfezione è armonia, è fusione di ciò che fa dell’essere umano una persona, pertanto è normale che in essa possa affacciarsi una sofferenza così grande che provochi smarrimento” (Don Mario Torregrossa). Un bel punto di partenza per ritrovarci con noi stessi, e ricordarci che “amerai il prossimo tuo” passa anche dal “come te stesso”.

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  6. F

    LA CARITA’
    Si aspettano da sempre lezioni divine, lezioni d’amore.
    Tutto è grazia, ora in queste pagine si trova “l’incontro cercato”. “All’ Amato soltanto/ è dato di compiere il dono”: comporre, l’amore divino e l’amore umano, in unità. E’ un punto di arrivo e un punto di partenza dopo “una lunga misconoscenza,/ che impediva la fonte del canto”. “Avverrà così che, come Dio non ama altro in noi che se stesso e noi in noi stessi abbiamo imparato ad amare Dio solo, allo stesso modo cominceremo ad amare il prossimo come noi stessi, e nel prossimo come in noi stessi ameremo Dio” (Guglielmo di S. Thierry)

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  7. Ernesta Scappaticci

    “Ciò che mi appariva inconciliabile: l’amore divino e l’amore umano”, è un lungo cammino di fede che bisogna intraprendere per riuscire ad arrivare alla luce che ti sembra spenta nel profondo della tua anima.

    ernestina.

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