BEATRICE MONROY si racconta “Oltre il vasto oceano”

http://www.avaglianoeditore.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/09/Oltre-il-vasto-oceano.pngINTERVISTA A BEATRICE MONROY (su “Oltre il vasto oceano” edito da Avagliano)

Qui, alcune pagine del libro

di Massimo Maugeri

Sono palermitana, cresciuta in giro per il mondo. Con questa frase, Beatrice Monroy (narratrice, drammaturga, autrice di testi radiofonici per RadioRai) dà inizio al suo nuovo libro Oltre il vasto oceano” pubblicato da Avagliano: libro della memoria e libro di viaggio (fuori e dentro di sé); racconto dell’epopea di una famiglia aristocratica, narrato dal punto di vista di una delle figlie. Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Beatrice, partiamo dall’inizio. Come nasce “Oltre il vasto oceano”? Cosa ti ha spinto a raccontare la “tua storia” intrecciata con la “grande storia” della Sicilia? E perché hai deciso di farlo proprio adesso, in questa fase della tua vita?
Oltre il vasto oceano nasce moltissimi anni fa quando , alla morte di mia madre, per l’appunto dieci anni fa, io e le mie sorelle trovammo l’archivio di mio padre morto nell’85 e che mia madre aveva in qualche modo nascosto. Mio padre è stato uno scienziato molto noto , cosa che ha permesso a me e le mie sorelle di vivere una bizzarra vita in giro per il mondo. Quando abbiamo trovato l’archivio, ho pensato che era arrivato il momento di raccontare la sua e la nostra vita, in un momento in cui la città in cui in fondo ci siamo sempre riconosciuti, sprofondava sempre più in un baratro di criminalità e incultura. Mi è sembrato pieno di senso raccontare l’altra città, quella che poi è sempre esistita, la città colta e intelligente. Per questo mettendo mano alle carte dell’archivio ho subito pensato che la storia di mio padre, e poi della mia famiglia, una famiglia aristocratica che ha molto influenzato la storia di Palermo, poteva essere raccontata solo narrando la storia più in generale.

– Il sottotitolo del libro è il seguente: “Memoria parziale di Bambina”. A cosa è dovuta la parzialità della memoria?
Nella mia famiglia, una grande e confusa famiglia aristocratica del sud, la verità non è mai stata chiara, io sono cresciuta in circoli di racconti delle mie zie in particolare, racconti che mi lasciavano a bocca aperta e che poi mio padre si premurava a dirmi, sono fandonie! Eppure quella è la mia storia, un po’ vera e un po’ no, perciò Bambina, la protagonista, che poi sarei io racconta quelle storie parziali… Da crederci o non crederci… Dove si cela la verità , arte in cui al sud siamo maestri….

– Dal tuo libro emerge, tra le altre cose, il rapporto con i luoghi (la famiglia si sposta, per esigenze lavorative dei genitori). In che modo, a tuo avviso, il rapporto con i luoghi influenza la crescita e la formazione di un individuo? E come è stato per Beatrice Monroy?
Per Beatrice è stato fondamentale, se io sono cittadina del mondo, parlo tante lingue e ovunque mi sento a mio agio, lo devo a questo continuo viaggiare , al non fare caso alle diversità, nell’accogliere le diversità come un dono e non un ostacolo.
Ho avuto credo una grande fortuna, e credo che viaggiare e abitare il mondo sia solo un bene, apre la mente e determina lo sviluppo di un contemporaneo che è una geografia enorme, dove ogni cosa migliora noi stessi …

– Tra i vari luoghi in cui sei vissuta, a parte Palermo, qual è quello che ha esercitato l’influenza maggiore in te? E qual è quello per cui dichiareresti un’affinità elettiva?
Sicuramente Napoli e gli Stati Uniti mi hanno segnata, dico sempre quando mi sento un po’ da un altra parte.. E va be’ che volete, sono americana…. Oltre il vasto oceano per l’appunto.

– Grazie, Beatrice.
Grazie a te.

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