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da qui
Fra traumi e lotte, conflitti e tensioni insopportabili – a vivere coi santi si finisce impelagati in un mare di guai, comunque sia -, s’insinua una strada in riva al mare, piena di stelle, dove l’unico lampione è una luna chiara come il sole, che si confonde coi fari abbaglianti delle auto a mano a mano che le Ceres fanno effetto. Una corsa rimpinzata di musica in pendant col brontolio del mare: un vecchio che russa, alla fine di una giornata faticosa. Sei incantato da una luna così diafana da insinuarsi nelle pieghe del tuo cuore: traboccante di vita, pronta a seguirti nei tragitti improvvisati tra i ginepri, i corbezzoli, i lentischi. Non sai quanto tempo sia passato, ma se ti volti, ti sembra che lei, la chiara luna, si sia fermata lì, sospesa sopra il bar notturno della litoranea, agganciata all’antenna della televisione, svettante sul pub delle Guinness e degli hamburger con patate. Ne senti la voce che supera il rombo delle auto, un canto che arriva fino a qui, da lontananze astrali, sempre uguale eppure sempre diverso, come i finestrini aperti davanti alla banchina, l’aria fresca delle notti estive, che si trascina il barbaglio delle barche da pesca e le luci lontane delle petroliere. L’orizzonte si coglieva a stento: una linea sottile divideva il cuore dallo spirito e mi faceva sentire fuori luogo da una parte e dall’altra, come fossi sospeso in mezzo al cielo, senza poter immaginare se sarei finito nella baia proprio sotto il Grande Carro, o mi sarei perduto nell’eco assordante del salone da ballo circondato dal parcheggio pieno zeppo di macchine e di moto. Si apriva sempre più l’incrinatura, come una faglia destinata a spaccarsi da un momento all’altro, un Big One che avrebbe separato i continenti opposti, un terremoto di proporzioni gigantesche, se non fosse arrivata – un pomeriggio come tanti, mentre sedevo nel solito angolo della solita chiesa di San Carlo, a recitare le solite preghiere, ad attendere la solita gente disperata -, se non fosse arrivata, dico, una notizia che cambiò, per l’ennesima volta, la mia vita.

Dio ci aiuta, il resto dobbiamo farlo noi…
LA STRADA CHE NON PRESI
Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei.
Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata,
sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili.
Ed entrambe quella mattina erano lì uguali,
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.
Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.
Robert Frost
“a vivere coi santi si finisce impelagati in un mare di guai, comunque sia “: parole sante, e benedette le Ceres e le Guinness che (prima di eventualmente presentare il conto) permettono (o così ci pare) a noi comuni mortali di sopportare il carico.
Un abbraccio,
Roberto
Luna chiara , come fosse un lampione, sta, sempre lì, felice con la sua faccia tonda a far luce sulle scelte della vita, vita che sta, anche lei, seduta su quella sedia a meditare, a pregare, ad ascoltare, ad attendere che accada ciò per cui prega.
Le stelle intorno alla bella luna
velano il volto lucente,
quando piena, al suo colmo,
argentea,
splende su tutta la terra.
Saffo
” L’esperienza mi ha insegnato questo: se attendi il momento ideale, nel quale tutto è sicuro e garantito,può darsi che quel momento non arrivi mai. E allora non si scalano le montagne, non si vincono le corse, non si raggiunge la felicità”
Maurice Chevalier
“Una linea sottile divideva il cuore dallo spirito, e mi faceva sentire fuori luogo da una parte e dall’altra come fossi sospeso in mezzo al cielo”.
“Sospesi tra grazia e desideri” divisi fino all’ultimo respiro perchè siamo creature che portano “un tesoro in un vaso d’argilla” e nessuno confermato in grazia, mentre Dio è in “lontananze astrali”.
Ma, se si può contemplare la bellezza: “incantato da una luna così diafana da insinuarsi nelle pieghe del tuo cuore”, non si è molto lontano dal suo Principio e ammalierà quella voce “che dice in silenzio” anche se irretiti ancora dal canto di amori disperati: ” scompiglio di fili che si rompono”.
La scelta, nel cuore di Dio, è già compiuta perchè lo Spirito è in quella dimensione dove si “legano anima e cose sotto archi di millenni”: -l’oggi dell’abbraccio- mentre per l’uomo, il tempo, è quella realtà dove i: “pensieri, queste intime viscere della mia anima sono dilaniati da un variare tumultuoso fino al giorno in cui, purificato e liquefatto dal fuoco dell’amore, confluirò in Te”. (S.Agost
Nella vita si può succedere di tutto, ma dopo il giorno arriva sempre la notte, dopo il sole spunta sempre la luna, come ci fosse a loro non interessano nostri problemi, nostri dolori, o forse per dire- qualsiasi cosa ti si sta succedendo vai avanti, come dopo la notte arriva il giorno, così anche tu vai avanti con la tua strada senza fermarsi.
A me in questi giorni, come vivo nella tensione, in ansia per la mia mamma, ma c’era Natale, c’era mio compleanno, c’era capodanno,- mi veniva al mente una frase-nel anni di guerra, dove dappertutto ci stava pericolo,la gente provava vivere lo stesso-si sposavano, nascevano bambini, la gente si amava, si litigava,…lo stesso.
La vita continua, non si ferma con tuoi problemi, vuoi o non vuoi.