Centofanti diventa se stesso

Diventare se stessi
di Guido Michelone

Può uno scrittore diventare se stesso? Quando si tratta di Fabrizio Centofanti la risposta è sicuramente affermativa, per quanto, come sempre, problematica, indagatrice, sofferta e al contempo densissima di fede cristiana e ragione civile: lo è in questo nuovo sforzo letterario, così come in ogni sua precedente opera. Ancora una volta bisogna partire dal titolo Diventare se stessi. Cosa ho capito della vita per comprendere il pensiero dell’Autore davanti alla realtà e per capire l’essere umano in una prospettiva sociale e antropologica, oltre che letteraria, in un connubio, come spesso capita a Centofanti, tra saggio e narrativa, diario e riflessione: qui Fabrizio inizia da un’osservazione fondamentale, chiedendosi che cosa rimanga dell’esistenza nel momento in cui decide di tornare indietro negli anni, con il pensiero, mettendo letterariamente in gioco la fanciullezza e l’adolescenza, nel rito di passaggio verso una ricerca interiore che dovrebbe poi farsi largo per il resto della vita. Ciò che resta della rimembranza, quasi in senso leopardiano, non è mai abbastanza, risultando un insieme di frammenti sensoriali (visuali, gustativi, tattili, uditivi, olfattivi) senza una struttura organica, coerente o raziocinante. Ogni figura di Diventare se stessi. Cosa ho capito della vita deve perciò cercare di scoprire una risposta sensata e forse individuale; e ogni personaggio continua a domandarsi quando per lui potrà esistere il momento della felicità o quando potrà incontrare finalmente il senso della bellezza. Ed ecco che Centofanti rifrange il punto di vista, facendo via via parlare voci diverse, ma tutte protese alla scoperta di sé e del prossimo, tutte unite dall’amore quale parola in grado di contenere le altre, in un atto di generosità senza limiti. Con Diventare se stessi, infine, Fabrizio Centofanti prosegue imperterrito in uno scavo interiore che è anche un viaggio emblematico in un sistema letterario che possiede i segni più o meno evocati di Italo Calvino e di tutti gli scrittori che non si accontentano di una letteratura meramente consolatoria.

Fabrizio Centofanti, Diventare se stessi. Cosa ho capito della vita, Effatà, 2013.

6 pensieri su “Centofanti diventa se stesso

  1. ema

    Questo libro e’ un’altra delle riflessioni benefiche di Fabrizio Centofanti capace di riportare tutti a rivivere, ancora una volta.

    “Forse non devi scomparire, per ritornare a vivere. Forse hai fatto abbastanza penitenza. Comunque sia, ora ti è chiaro perché non sopportassi il capitano in canottiera: eri tu, evidentemente, visto dalla parte opposta della branda.”

    Diventare se stessi. F.Centofanti

    Grazie sempre all’autore ed a Guido Michelone per la bella e coerente presentazione.

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  2. pam

    Di questo libro, l’impronta che mi è rimasta principalmente, è proprio quello scavo a mani nude, il mettersi al servizio che don Fabrizio fa con la propria vita, e che, ad un certo punto, ti invoglia a fare il tuo, di diario, il tuo nero su bianco, la ricognizione della tua ombra, le tue riflessioni sul tuo modo di disporti di fronte alla vita. Ed è grazie all’amore la fiducia in te stesso per poterlo fare e ricavare un io, che accogliendo se stesso, impara ad accogliere anche l’altro, in una prospettiva di pace e perdono. Bella la traccia di questo post, grazie. E grazie a Don Fabrizio.

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  3. robysda

    (…) e che lui, lui, è ancora qui (…) nel cuore del tuo cuore: solo allora, quando il passero avrà emesso il suo ultimo trillo prima di dormire, capirai che è stato sempre qui, che non vi siete lasciati mai un momento.

    La presenza dell’amore, elemento essenziale per (ri)conoscersi, filo guida dei romanzi di Don Fabrizio Centofanti; in essi emerge sempre la possibilità /certezza di non sentirsi mai soli, la bellezza di incontrare, se non altro, noi stessi, attraverso una moltitudine di percorsi, talvolta impervi, che conducono tutti, alla ricerca accurata dell’autenticità

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  4. agnese

    “Centofanti diventa se stesso” ? io direi come Centofanti insegna noi come importante è essere se stessi, dove cercare problema, aiuto, per sentirsi liberi e felici.
    Nuovo libro, nuova esperienza ma sempre lo stesso insegnamento- cominciate amare, amare veramente senza pretendere, senza egoismo.

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