Ognuno è benvenuto.
(Franz Kafka, Amerika)
Non era riuscito a combinare proprio nulla. Ma quando usciva di casa, fischiava sempre.
Per cinque anni ha ricamato il corredo di una futura regina.
Era bello, forte e violento. Un semidio tra pallidi mortali.
Dopo il primo, maldestro tentativo di amare, decise di non riprovarci più.
Avrebbe voluto piovere. Essere la pioggia.
In vita ha fatto il pilota d’aereo. Ora fa le parole incrociate.
Scrive una lettera, la mette in una busta e si siede in sala d’attesa.
Era veramente brutta. Perdonava tutto e tutti.
Il suo compito era di dire, a un certo punto, andate in pace. Ma ci credeva poco.
Le piacevano gli uomini sposati. Sapeva che si sarebbe rovinata. E così fu.
Aveva chiamata sua figlia Meraviglia. L’aveva baciata a lungo prima di sparire per sempre.
Il suo primo amico era un corvo, il secondo un gobbo.
Alla domanda perché l’avrebbe sposata, egli rispose, perché il cane non abbaiava, quando ti vedeva.
Poco prima di morire, fece chiamare il parrucchiere. Era curioso di vedersi con i capelli ricci.
Apriva la bocca solo per mentire. Le sue menzogne erano bellissime.
Ha sessanta anni, ma i bambini ancora non vogliono giocare insieme a lui.
Quando passeggia lungo il fiume, tiene in mano un sogno da ragazza.
Sempre con la stessa canottiera bianca, si sporge dalla finestra della cucina per fumare.
Ha ottantasei. Attende ancora.
La parola aveva attesa da generazione di essere pronunciata da lui.
Il suo nome è Aphrodita. Da ragazza l’avevano sposata con un uomo che non avrebbe mai amato.
Avrebbe voluto fare tante cose, ma era anche contento di non fare niente.
Non si vergognava di puntare sulla pietà. Le donne stravedevano per lui.
Era matura anzitempo. Figlia di genitori che litigavano sempre.
Diceva che la cosa più bella, erano le sue torte della domenica.
Per lei, la felicità esisteva soltanto se si poteva esprimerla anche in parole.
Gli sarebbe piaciuto essere, almeno una volta, oggetto di invidia.
Il suo hobby era il modellismo. Adorava i trenini e diffidava delle donne.
Chiamami, diceva a ogni persona che incontrava. Ma poi non rispondeva mai.
All’età di sessantatre anni prese in considerazione la possibilità di farsi nichilista.
Le piacevano i film erotici. Erano il suo purgatorio.
Il suo motto era: Bisogna credere nell’incredibile.
Gli piaceva vantarsi del fatto che suo figlio era stato concepito sotto la doccia.
Era scettica di natura. Sempre vestita bene, ma senza alcun chic. Aveva un segreto.
Da giovane aveva comprato una valigia. Bisognava essere pronti per la partenza. In ogni momento.


è molto triste