Non voglio partorire un corpo di plastica / di Jonida Prifti

dimestichezze protettive
premono infuori dovere protettivo

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa gonfiarsi di fiato innaturale

risiede in una minima
goccia di saliva
una forza striminzita
che si muove ruotando

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa iniettarsi di acido polare

non vedrai più l’ombra come tale
in fondo alla valle risiede un nascondiglio
dove il contorno si riempie di cotone
per sembrare animale

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa lanciarsi dentro il buco astrale

immobile la casina ondeggia fumo
dal tetto triangolare
viscida si sviscera la lumaca
attaccata al cemento
(sottostante o sovrastante?)
e inforca la sua forma
verso una porta inchiodata

non voglio partorire un corpo di plastica
che possa ammalarsi e per un tossico unguento
SCOPPIARE

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sito

Jonida Prifti, poetessa, performer e studiosa di letteratura contemporanea, è nata il 06/06/1982 a Orizaj – Berat (Albania). Fra le pubblicazioni ricordiamo:“Çengel” a cura di Cosimo Budetta e del suo laboratorio Ogopogo (2008), l’audiolibro”Ajenk” (transeuropa edizioni) 2011, il poemetto “Dieci anni di campeggio a larga vista dopo l’eclisse” sulla rivista elettronica “La Libellula” 2012, nella collettiva “Ma dobbiamo continuare” (aragno editore) omaggio a Elio Pagliarani 2012, Paesaggio 013 , libro oggetto a cura di Tommaso Ottonieri e Francesco Giannico 2013 (Caratteri Mobili Editore). Nel 2012 è stata selezionata per il premio “Franco Cavallo”, ai fini di una pubblicazione collettiva dei partecipanti al premio dal titolo “La Poesia: luogo delle differenze” a cura di Alfonso Malinconico. Jonida ha partecipato a vari festival di poesia tra cui “Romapoesia”, “Bolzano Poesia”, “Poesiatotale”, “Ammaro amore” e tanti altri.

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