Provocazione in forma d’apologo 273

Trovarsi nel parcheggio di un supermercato con il carrello della spesa pieno e accorgersi di non avere più le chiavi dell’auto ermeticamente sigillata non è certo una bella esperienza.

E nel caso specifico è anche un’esperienza singolare: la tua auto è un modello vecchiotto, a chiusura manuale, quindi l’hai chiusa tu stesso prima di entrare nel supermercato, riponendo poi il mazzo delle chiavi dell’auto, del garage e del bloccapedali nella tasca di destra difesa da una striscia di velcro (come quella a sinistra dove stanno le chiavi di casa e quella interna dove c’è il portafogli, more solito, e come i controlli di rito regolarmente attestano).
Insomma, è una storia ben strana: non manca nient’altro, nessuno ti ha avvicinato e la tasca in questione risulta ben chiusa e indenne da scuciture e lesioni di qualsivoglia natura.
D’altra parte, sei abituato a non farti smontare da così poco. Telefonando a casa hai la fortuna di trovare subito qualcuno cui far presente l’impiccio e dove trovare i doppioni, religiosamente conservati in quel certo cassetto di quel certo mobile del tuo studio.
Per farla breve, in una mezz’ora vengono a portarti le chiavi e puoi tornare a casa, ovviamente facendo attenzione che nessuno ti segua.
Pro forma telefonerai al supermercato per sapere se qualcuno ha trovato il mazzo di chiavi e poi, alla più che probabile risposta negativa, farai fare una nuova copia delle chiavi perdute (magari non quella del bloccapedali, che forse sarà più conveniente sostituire) e in poche ore e con qualche decina di euro il fatto sarà come non fosse mai accaduto.
E fra qualche giorno, quando per caso ritroverai le vecchie chiavi chiuse nel cassetto del cruscotto, potrai limitarti a sbuffare dicendo: “Siamo alle solite”, e a congratularti con te stesso per l’alto livello raggiunto in Gestione di Stati di Crisi.

2 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 273

  1. Giorgina Busca Gernetti

    Caro Roberto,
    la tua “tranche de vie” mi è familiare. Avevo persino pensato di scrivermi su un foglio dove metto varie cose che poi stento a ritrovare.
    Ma dove metto il foglio per ritrovarlo facilmente?
    Un caro saluto
    Giorgina

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  2. robertorossitesta

    Cara Giorgina,
    ti capisco, è un po’ come per i nodi al fazzoletto che si facevano una volta, prima che i fazzoletti diventassero di carta.
    Avrai anche notato che quelle chiavi vengono ritrovate dove “non” avrebbero potuto essere. La storiellina rientra nello schema della camera chiusa, ma non si tratta di un giallo e non ci sono colpevoli da trovare, almeno in carne ed ossa.
    Un caro saluto a te,
    Roberto

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