All’ultimo metro

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=RgtEUr_n9vM]

da qui

Sai quelle gare incerte fino all’ultimo
metro, le maratone in cui soltanto
il taglio del nastro acclama il vincente?
Così è la nostra storia. Come tutte
le storie in cui la posta in gioco spinge
a credere e a sperare, oppure a scegliere
di lasciarsi cadere nella fossa
comune, dove in molti preferiscono
liberarsi del peso insopportabile
della sua irriverente verità.

13 pensieri su “All’ultimo metro

  1. Ernesta Scappaticci

    La tua poesia, sempre fresca e coinvolgente, mi ha dato tanta felicità sempre.
    Oggi più che mai, non voglio cadere nella fossa comune.
    devo pensare che sono la spalla su cui contare per i miei cari.
    Dio mi darà la forza necessaria…

    grazie sempre a te, angelo custode di molti di noi.

    ernestina.
    un caro saluto.

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  2. ema

    Quando il traguardo dell’uomo coincide con il traguardo di Dio l’amore giunge a compimento, tutto finisce esattamente la dove è iniziato.

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  3. Liliana Cajelli

    La Tua poesia, così come la tua prosa ( sempre poetica..) caro Fabrizio, è sempre invito. Spinta, energia morale…Parola di giustizia …Bisogna “lavorare”…Per non finire nella fossa comune del pensiero omologato…Tuttavia..Io credo che ” traguardo” per l’ uomo…Sia continuare ad avere un traguardo … Non tanto raggiungerlo …
    La dimensione dell’ uomo è “il viaggio”… E siamo vivi e veri…Solo quando cerchiamo : l’ infinito..Oltre la siepe …

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  4. ema

    “Incertezza: come spalancare gli occhi al buio e poi chiuderli forte forte e poi aprirli e restare accecati dai puntini d’argento creati dalla pressione sulle cornee, strizzarli, farli roteare, mettere a fuoco e accecarsi di nuovo, ma almeno in qualche modo hai visto la luce.”

    KURT COBAIN

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  5. pmartucci

    “Da quando vivi, hai mai comandato al mattino
    e assegnato il posto all’aurora,
    perché afferri la terra per i lembi
    e ne scuota via i malvagi,
    ed essa prenda forma come creta premuta da sigillo
    e si tinga come un vestito,
    e sia negata ai malvagi la loro luce
    e sia spezzato il braccio che si alza a colpire?
    Sei mai giunto alle sorgenti del mare
    e nel fondo dell’abisso hai tu passeggiato?
    Ti sono state svelate le porte della morte
    e hai visto le porte dell’ombra tenebrosa?
    Hai tu considerato quanto si estende la terra?
    Dillo, se sai tutto questo!” (Gb 38)

    Giobbe, nell’uragano, comprese di non poter rispondere, di non poter sapere l’esito, fino all’ultimo respiro…..

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